OSSI / FLORINAS (SS). Chiesa campestre romanica di Sant’Antonio abate

Sorge a circa 5 km a sud dell’abitato di Ossi e a circa 10 km da Florinas; lungo la strada che collega i due paesi, all’incrocio della diramazione che conduce a Banari.  Anche se sita nel territorio di Ossi, appartiene alla comunità ecclesiastica di Florinas.
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La chiesa apparteneva all’antico insediamento di Briave, o Briai, e sino al XIX secolo era conosciuta come Sant’Antonio “de su crastu ruttu” (del masso caduto) e in origine dipendeva dalla diocesi di Ploaghe.
E’ probabile che furono proprio gli abitanti del villaggio – trasferitisi presso gli Ossesi – a coinvolgere questi ultimi nella festa annuale di Sant’Antonio, da sempre attestata ad Ossi. E’ interessante notare, a questo proposito, che già dalla prima metà del ‘500 è documentato nella chiesa parrocchiale di Ossi un altare dedicato a Sant’Antonio abate, eretto quando Briave si era da poco spopolato. Furono forse i suoi vecchi abitanti a volerlo? Non ci sono certezze, ma la presenza di questo altare testimonia la grande venerazione che il popolo di Ossi e dintorni ha sempre avuto per il santo egiziano.
La chiesa sino al XVI secolo era gestita in accordo da ossesi e ploaghesi ed è documentata in mano ad Ossi, ancora alla fine del XVII secolo, mentre nel secolo seguente passò sotto la giurisdizione di Florinas, pur continuando ad essere utilizzata dai vicini lavoratori delle campagne di Ossi come luogo di sepoltura

La chiesa, in puro stile romanico con chiari influssi toscani, fu probabilmente realizzata tra la seconda metà del secolo XI e l’inizio del XII.

La chiesa è absidata, leggermente tozza vista dal prospetto frontale, decorata ad archetti ciechi monolitici. Sulla sommità si erge una croce monolitica di grossolana fattura.
Sul prospetto meridionale si aprono due porte (di cui una ora murata) di piccole dimensioni e dal tipico disegno romanico.

L’interno è voltato a botte, soluzione che nel XVII – XVIII secolo fu spesso adottata in sostituzione delle vecchie coperture lignee a capriata. All’interno custodisce una bella acquasantiera in pietra lavorata, forse risalente al primo impianto dell’edificio.

 

Conserva anche una statua lignea alta 60 cm, settecentesca, che raffigura il Santo vestito con mozzetta nera dalla quale si intravede un rocchetto bianco abbellito da fiorellini rossi; si appoggia su un bastone a tau e reca nella mano sinistra un libro sul quale arde una fiamma. Ai suoi piedi un maiale. Gli occhi sono in pasta vitrea. Nei lineamenti del volto allungato e scavato e nella perizia con la quale sono scolpiti i capelli e la barba, l’opera risente del gusto spagnolo.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/2000026016

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La festa di S. Antonio. Il 16 gennaio al termine della celebrazione del vespro, viene acceso il falò ed il giorno seguente, dopo la messa solenne di metà mattina, i convenuti sono invitati al banchetto comunitario.
La statua viene portata in processione durante la festa del 17 gennaio, unico giorno in cui nella chiesetta rurale di S. Antonio vengono celebrate le funzioni religiose.


Info e immagini:

https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/2000244543

https://villaggiscomparsi.weebly.com/briave.html


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