BESOZZO (VA). Chiesa di Sant’Antonio (abate)

Via Sant’Antonio,34
https://goo.gl/maps/ZyobGCHJCALncfDt8

 

A breve distanza dal castello della nobile famiglia dei Castelbesozzi o Besozzi, che nel medioevo probabilmente la inglobava. Le origini della chiesa sono collegate al testamento di Antonio Besozzi, fu Maffiolo, che nel 1419 devolveva una parte dei propri beni immobili alla costruzione di una cappella “in domo habitationis sue”, dedicandola a sant’Ambrogio e sant’Antonio. Come da indicazioni testamentarie, il luogo di culto poté beneficiare sin dagli esordi di un officiante la cui nomina doveva mantenersi salda nelle mani degli eredi del donatore e della famiglia Luini (del ramo della moglie) e per la cui residenza era stata costruita una apposita dimora documentata nel XVI secolo.

La vita della chiesetta fu riorganizzata da Carlo Borromeo negli ultimi decenni del XVI secolo, quando dapprima riunì le cappellanie di S. Antonio e S. Ambrogio (titolo nel frattempo assunto dall’Ospedale di Sant’Ambrogio, fondato per altro legato Besozzi nella prima metà del Cinquecento), quindi istituì un beneficio teologale di giuspatronato della famiglia Besozzi e destinato anche alla creazione di una scuola per ragazzi che rimase attiva sino al XIX secolo, quanto venne soppressa la cappellania. Ne seguirono modeste riforme edilizie. Nel 1581 fu ordinato di costruire la sacrestia; nel 1574, lo stesso cardinale aveva disposto di chiudere con un cancello l’area presbiteriale e di costruire un soffitto per l’aula fedeli. Per far fronte alle spese, il “priore principe Castelbesozzi” aveva chiesto di svincolare i denari necessari.
L’aula dei fedeli è frutto di una ricostruzione successiva che, pur risparmiando l’abside originaria, portò all’innesto di un ampio vano aperto sulla via pubblica da un semplice portale architravato affiancato da due finestre laterali rettangolari. L’opera va riferita al 1795, come informa una lunga lapide interna nel presbiterio che rende omaggio ai lavori intrapresi da Taddeo Besozzi e ne fornisce dettagliata descrizione: riforma del pavimento dell’abside; nuovo altare (ancora esistente); nuove porte d’ingresso e finestre. Nell’elenco non è compreso il campanile, certamente frutto di una costruzione (o ricostruzione) coeva nelle forme che ancora oggi si ammirano.

 

La costruzione è inglobata in parte in un compendio civile; pertanto, è priva di facciata. Di contro, il corpo dell’edificio gode di un doppio affaccio, sulla contrada di Sant’Antonio e sulla piazzetta alle spalle, ricevendone ampia luce all’interno. L’ingresso è laterale e il campanile è addossato al lato opposto.

Frutto di una ricostruzione integrale del 1795, è l’aula fedeli rettangolare coperta con un soffitto di legno a vista. Nell’abside si conserva il ricordo dell’impostazione di base, con profondo catino rettangolare coperto di volta a botte dall’imposta piuttosto ribassata. e rivestito da affreschi poco leggibili; si riconosce un Cristo ‘in mandorla’ di fattura e sapore probabilmente cinquecentesco.
All’interno un altare settecentesco in marmi e pietre con una tela raffigurante s. Antonio abate. A sinistra dell’altare, statua di s. Antonio abate con bastone e campanella (a destra la statua di s. Antonio di Padova).

 

La domenica più vicina al 17 gennaio si festeggia sant’Antonio abate con la tradizionale benedizione degli animali e un falò alla sera.

 

Link:
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/SWCL1-00031/?view=luoghi&offset=1&hid=584.1151&sort=sort_int

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/13371/Besozzo+%28VA%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio

Rilevatore: AC


Regione Lombardia