PATERNÒ (CT). Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazza Vittorio Veneto, 20 / Via Gagliano, 22
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La chiesa con l’annesso convento fu edificata intorno al 1517 e in origine era dedicata a S. Maria di Gesù e faceva parte del convento dell’Ordine dei Frati Minori osservanti di san Francesco, istituito dalla nobile famiglia Moncada.
Nel 1576, a causa di un’epidemia di peste, il complesso ospitò un lazzaretto e nell’occasione vi furono portate in pellegrinaggio le reliquie di santa Barbara.
Nel 1866 il Convento fu soppresso e i suoi beni incamerati dal demanio. Negli anni seguenti la chiesa fu restituita al culto.
A causa dei bombardamenti durante la Seconda Guerra, l’edificio subì gravi danni che furono riparati negli anni seguenti al conflitto. In tale circostanza fu modificato il prospetto principale e innalzato il campanile.
L’erezione canonica della parrocchia risale al 1954. Nel 2004 le funzioni parrocchiali sono state trasferite in una nuova sede provvisoria sita nel quartiere Scala Vecchia e l’antica chiesa è divenuta una rettoria.
L’edifico fu restaurato nel 1963.

La chiesa presenta una facciata semplice, arricchita da un portale in pietra lavica con timpano spezzato. Sopra la finestra centrale campeggia uno scudo con gli emblemi di s. Antonio (mitra, pastorale e bastone con campanella) scolpiti nella pietra bianca

In facciata un dipinto con sant’Antonio.

A destra della chiesa, sorge una massiccia torre campanaria sovrastata da una cupoletta la cui base è a pianta ottagonale.

 

 

L’impianto planimetrico della chiesa è ad aula unica rettangolare, con abside semicircolare e copertura a volta.
Al suo interno presenta numerose decorazioni a stucco. I quattro altari laterali ospitano grandi tele con S. Giuseppe lavoratore e s. Margherita a sinistra, Gesù e Maria con s. Francesco e sant’Antonio abate a destra.
Alcuni affreschi sono presenti in alto lungo le pareti, tra essi spicca la figura di s. Barbara. Un grande affresco raffigurante l‘Assunzione della Vergine Maria si trova sulla volta a botte. Due altarini in legno intagliato sono ai piedi dell’abside, dominata dal moderno altare maggiore in marmo su cui poggia la bella statua dell’Immacolata di color argento.
Una pregevole edicola lignea risalente al XVIII secolo è l’unico elemento artistico superstite del vecchio apparato decorativo riconducibile all’originaria fondazione francescana.

 

Durante la festa del Santo il 17 gennaio, oltre alle cerimonie religiose, si celebra la tradizionale benedizione degli animali.

 

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