GALLARATE (VA). Chiesa e cappella di Sant’Antonio abate
Chiesa, in Via Sant’Antonio, 2
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La chiesetta si trova nel centro storico. Non si hanno molte notizie sulla sua origine; si sa con certezza che già nel XV secolo esisteva in questo luogo un oratorio intitolato a Sant’Antonio abate.
La chiesa attuale è stata riedificata nel 1767, su un progetto in stile barocco misurato ed armonioso di Biagio Bellotti (Busto Arsizio, 26 febbraio 1714 – Busto Arsizio, 5 agosto 1789; pittore, architetto, organista, scrittore, coreografo e canonico).
Il minuscolo edificio ha una pianta rettangolare, con corpo in mattoni a vista e ha la caratteristica di avere un doppio ingresso.
La facciata di Piazzetta Ponti è quella più antica. A capanna, in stile barocchetto e intonacata, presenta due paraste angolari con capitelli corinzi, vetrata policroma e ricercati stucchi su tutta la superficie. Sopra il portale un affresco del Bellotti che raffigura sant’Antonio, al di sopra una vetrata policroma del 1938 che raffigura il Santo
(foto in alto).
L’accesso da Corso Italia risale al 1962, quando vennero eseguiti i lavori di conservazione principalmente ad evitare che la chiesa si deteriorasse eccessivamente, fu inoltre abbattuto il campanile e venne aperta un’altra facciata. Il portale nord, posto all’estremità sinistra, è incorniciato da un breve protiro, con frontone spezzato e spioventi a ricciolo, del XVII secolo proveniente dalla chiesa parrocchiale di Lonate Pozzolo. Sul lato destro si trova una statua di san Carlo, collocata in una nicchia ricavata nel corpo del nuovo campanile a vela (foto a destra).
All’interno della chiesa, sulle pareti laterali quattro riquadri del Bellotti raffigurano: Incontro tra s. Antonio e s. Paolo eremita; Un Vescovo consegna un mantello per proteggere san Paolo; Il viaggio di ritorno scortato da un angelo; La scoperta del corpo di s. Paolo cui i leoni stanno scavando la fossa e, sulla volta Sant’Antonio in gloria circondato da angeli.
Nel presbiterio l’altare maggiore a tempietto, di marmi policromi è composto da un’edicola coronata da gruppi di angeli e, al centro, la statua di sant’Antonio abate.
Sulle pareti del coro vi sono altri affreschi del Bellotti: a sinistra Santa Marta prega Gesù di risuscitare
Lazzaro e, a destra, Gesù in casa di Marta; sulla volta, Santa Marta in gloria.
Chiude la parete del coro un cantoria barocca con un organo inserito in una cornice lignea policroma e dorata sormontata da un busto di s. Antonio abate
La chiesetta conserva una statua di santa Marta.
Gli interni sono illuminati da vetrate policrome, eseguite nel 1962 su progetto del pittore gallaratese Silvio Zanella (9 ottobre 1918 – 23 giugno 2003) raffiguranti episodi della vita di Cristo: La moltiplicazione dei pani e dei pesci, Maria che spalma l’unguento sui piedi di Gesù, La lavanda dei piedi e l’Ultima Cena.
Altre info su: Gallarate-opuscolo chiesa SAA
Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Gallarate)
Cappella di Sant’Antonio abate presso l’Ospedale
Via Bonomi
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A Gallarate un ospedale intitolato a s. Antonio abate esisteva nel Cinquecento, ma in precedenza doveva già dal XIII secolo esserci uno “xenodochio”.
L’attuale ospedale fu edificato a partire dal 1870 e con continui rimaneggiamenti e ampliamenti.
La cappella intitolata a Sant’Antonio abate ha struttura moderna.



