PIACENZA. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio a Trebbia

Via Emilia Pavese, 198
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La chiesa primitiva di Sant’Antonio risale attorno al 1170. La costruzione della chiesa avvenne di fianco all’ospedale fondato dai frati Ospedalieri Antoniani. Il Ciampi accenna ad una precedente chiesa “piccola e antica che insieme con l’Hospitale di Sant’Antonio doveva aver avuto principio molti anni prima”.
Nel 1360 fu sostituita dall’attuale edificio gotico. Probabilmente l’arch. Pietro Vago contribuì alla ricostruzione.
Il complesso costituito da chiesa, ospedale, chiostro, sacrestia, giardino, peschiera, orto e cimitero, costruito come era consuetudine ad ovest rispetto al nucleo urbano (in contrapposizione al lazzaretto che invece soleva essere posizionato ad Est, San Lazzaro), fu gestito dai frati Antoniani fino al 1595.  Attorno al complesso ospedaliero si sviluppò il Borgo di Sant’Antonio.
Nel 1471 tutti gli ospedali al servizio della città furono unificati, tuttavia l’ospedale di Sant’Antonio, così come quello situato a San Lazzaro Alberoni, rimase escluso dall’accorpamento, mantenendo la propria autonomia.
Nel 1589 la chiesa di Sant’Antonio fu elevata a parrocchia.
Nel 1595 furono chiamati ad officiare la chiesa di Sant’Antonio i Frati francescani.
Nel 1805 il convento di Sant’Antonio fu soppresso con un decreto napoleonico; eccetto la chiesa, tutte gli edifici che componevano il complesso diventarono di proprietà del demanio che li cedette nel 1811 al comune di Sant’Antonio, costituitosi nel frattempo (il Comune sarà nel 1923 annesso a Piacenza).
Nel 1815 i Francescani lasciarono S. Antonio e la parrocchia fu amministrata da Rettori del clero secolare fino al 1839, poi per rinuncia dei Religiosi, vennero nominati degli ecclesiastici del clero secolare.
Sul finire dell’Ottocento fu abbattuto un pronao che ornava la porta laterale della chiesa verso la via Emilia.
Negli anni venti del Novecento si pensò a un progetto di restauro radicale di cui l’arch. Guidotti aveva già steso un progetto. Tutti gli interventi effettuati nel corso del XX secolo non intaccarono però l’aspetto originario della chiesa.
Nel 1931 fu rifatto il pavimento e restaurato il campanile al quale fu aggiunta una guglia. Nel 1933 fu risistemato il sagrato.

La Chiesa ha orientamento Nord-Sud. La facciata romanica, in mattoni a vista, è a capanna, rinserrata agli angoli da robusti contrafforti. al centro si apre l’unico portale, rettangolare, con gli stipiti in pietra. Al di sotto dei rampanti del tetto corre una cornice ad archetti pensili, in cotto. I fronti laterali sono scanditi in tre campate da robusti contrafforti. Al centro di ogni campata si aprono monofore a sesto acuto, strombate.
La torre campanaria sorge e si addossa sulla destra del presbiterio. In mattoni a vista, a pianta quadrata, con lesene d’angolo, termina con una cella aperta sui quattro lati da monofore a tutto sesto; la cella è coperta da tetto a cuspide conica in cotto.

All’interno, la chiesa ha schema planimetrico basilicale, a navata unica di due campate, voltate a crociera. con costoloni a vista. Le campate sono separate da archi a sesto acuto su pilastri murali in mattoni a vista. Il presbiterio, rialzato di un gradino, in marmo, sul piano della chiesa, è a pianta rettangolare, a unica campata, voltata a botte. la volta è forata dalle unghie dei finestroni del presbiterio.
I costoloni delle volte e la volta della seconda campata sono affrescati.
Sull’altar maggiore una statua di sant’Antonio che misura cm 185 di altezza, cm 50 di larghezza e cm 40 di profondità; è stata ricavata da un unico massello di legno di pioppo, successivamente scavato nel retro e dipinto. Il Santo indossa una cappa blu scuro, con cappuccio ripiegato, che cade sulla veste marrone. Nella mano destra tiene un bastone con l’estremità superiore a forma di Tau, da cui pende il campanello; nella mano sinistra reca un libro chiuso con la copertina blu. E’ possibile che la scultura risalga alla seconda metà del secolo XIV. Restaurata nel 2012.
La chiesa conserva un quadro a olio su tela, di 304 x 182 cm, che raffigura San Giuseppe e Gesù bambino con sant’Antonio abate e sant’Antonio di Padova. Dopo la recente ripulitura sono emersi la data e le iniziali dell’autore: “F.P.F. Firenze 1870”.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/63617/Piacenza+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+a+Trebbia

http://www.santantonioatrebbia.it/storia.html


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