VITERBO. Chiesa di Santa Maria della Verità con immagini di s. Antonio abate

Forse fondata nella seconda metà del XII secolo, con intitolazione originaria a san Macario; alcuni decenni dopo vi si insediarono i Servi di Maria, ai quali spetta la dedicazione della chiesa alla Madonna della Verità. Nella seconda metà del XV secolo fu dotata di un ricco apparato decorativo di cui sono rimaste parecchie importanti tracce.

Sul lato sinistro dell’interno della chiesa si trova l’altare dei muratori (già decorato dalla Deposizione dalla Croce di Costantino Zelli, ora nel Museo civico); la cappella cinquecentesca con nicchia affrescata con “Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Antonio abate (opera di almeno due mani di influenza peruginesca del XVI secolo), con un successivo inserto al centro che raffigura dei taglialegna al lavoro, datato 1661, a conferma dello stretto legame tra il complesso di S. Maria della Verità e le corporazioni cittadine.
Sant’Antonio a destra, ha le mani appoggiate sul bastone a tau, ma la parte inferiore della figura è abrasa. Vedi particolare nella foto in alto.


 

A fianco vi è la cappella dedicata a Sant’Antonio abate.
La maggior parte delle cappelle della chiesa fu tamponata durante la Controriforma e ridotta alla sola arcata o trasformata in  semplici altari addossati alle pareti laterali.

Il Santo è raffigurato in entrambi gli stipiti con i suoi tradizionali attributi.
Stipite destro: s. Antonio tiene con la mano sinistra la campanella e il libro su cui è il fuoco, ai suoi piedi spunta il muso di un maiale.


 

Sull’arcata della splendida cappella Mazzatosta (1469), vi è anche la figura di sant’Antonio abate con un libro nella mano destra e campanella nella sinistra, opera firmata di Lorenzo da Viterbo (attivo 1444 ca./ 1472 ?) e della sua bottega.
Il Santo è raffigurato in abito monastico turchino, libro nella mano destra e  – attributo eccezionale – incensiere nella sinistra.


Foto da
:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200095022-5


In controfacciata si trova un affresco, staccato e riportato su tela, attribuito a Lorenzo da Viterbo o più probabilmente a Francesco d’Antonio Zacchi detto “il Balletta” (attivo nel XV secolo), con l’Annunciazione (copia da quella nel Pantheon di Melozzo da Forlì) e sotto  i santi Antonio abate, Marta e Maddalena.
L’opera è molto rovinata.
Sant’Antonio, a destra, con folta barba bianca, tiene in mano un libro.

 

 

Info sulla Chiesa:
https://viterbo.artecitta.it/chiesa-di-santa-maria-della-verita/

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_della_Verit%C3%A0_(Viterbo)


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