GROTTOLE (MT). Parrocchia dei SS. Luca e Giuliano, Chiesa madre di Santa Maria Maggiore, dipinto con s. Antonio abate, 1605
La Chiesa di Santa Maria Maggiore, attuale sede della Parrocchia dei Santi Luca e Giuliano, sorge nel luogo che anticamente era chiamato “Contrada della Torre”; si tratta di uno dei punti più alti del paese. Tale Chiesa nel 1508 con atto notarile fu ceduta dal clero secolare al feudatario grottolese il duca Onorato III Gaetano dell’Aquila D’Aragona che, a sua vota la donò ai frati Domenicani che cominciarono a giungere in paese tra il 1508 e il 1511, restando in loro possesso per quasi trecento anni; contemporaneamente iniziò la costruzione del convento che avrebbe ospitato i Padri. La Chiesa fu inserita nella struttura del Convento dei Domenicani e osservandola bene oggi è possibile scorgere le tracce delle numerose modifiche che nel corso dei secoli furono apportate all’edificio per ampliamenti strutturali. Dopo il sisma del 1980 fu ristrutturata e riaperta nel 1994
L’interno della Chiesa risulta composto da tre navate. Nella centrale, un tempo abbellita da un soffitto a cassettoni purtroppo rimosso a metà XX secolo, è presente l’altare maggiore in marmo. Sopra l’altare vi è la Cantoria lignea che sorregge l’organo, entrambi di metà Settecento. Alzando lo sguardo verso la parte di soffitto che da sulla navata centrale, si nota un quadro a rombo raffigurante la Vergine che tiene in braccio il Bambino; altri due dipinti situati entrambi nella navata destra: la tela del 1736 di Saverio Musso raffigurante una Madonna con Bambino tra i Santi Giovanni Evangelista, Vincenzo Ferrer e Giacinto.
Il secondo dipinto è un olio su tela di 218 x 160 cm, raffigurante “Madonna con Bambino tra angeli e i ss. Antonio abate e Pietro martire”. Datato 1605
Attributo attualmente al pittore Giovanni Angelo D’Ambrosio, da Saponara.
Originariamente era nella chiesa di San Rocco.
Iscrizione in basso, al centro, in un riquadro: «LEGAVIT SACRUM MARGARITA ARIA CONIUX / ANTONIUSQUE ALOES VIR SUUS EGIT OPUS / A. D. 1605».
Il dipinto è impostato secondo schemi iconografici tardo-cinquecenteschi di lontana matrice napoletana filtrata attraverso il linguaggio e il gusto locale. La Madonna appare a mezzo busto tra le nuvole e cherubini, stringendo al petto il Bambino. In alto due angeli sostengono sul suo capo una corona, avvolti da un panneggio rosa. In basso, su un paesaggio aperto e arido, nel cui fondo si intravedono le anime purganti, sono collocate le figure di S. Antonio abate, in saio bianco e mantello scuro su cui è una tau; nella mano destra tiene un libro chiuso; nella sinistra un bastone a tau cui è appesa una campanella. Il muso di un maiale spunta dietro la sua figura, a destra.
S. Pietro martire con i simboli del martirio, rivolge lo sguardo alla Vergine. Tra i due, in basso al centro, vi è uno stemma diviso in palo, che appartiene alle famiglie dei committenti: Margherita Aria e Antonio Aloe e presenta nella destra dello scudo l’immagine di un vento e nella sinistra quella di una pianta di aloe.
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1700130209
http://www.comune.grottole.mt.it/grottole/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/44
Chiesa di San Pietro
All’intero, sul lato destro, vi è l’altare dedicato a Sant’Antonio abate, la cui statua fu donata dalla famiglia Danzi nel 1891.
Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/24062/Chiesa+di+San+Pietro



