PESCIA (PT). Ex Monastero francescano di Colleviti, stampa con s. Antonio abate, 1711
L’ex monastero conserva una ricca e preziosa biblioteca; in un volume fu presumibilmente ritagliata ed inserita da padre Alberico Carlini (Pescia, 1703 – Pescia, 1775), al tempo della sua permanenza nel convento pesciatino di Colleviti, un’acquaforte di 27,9 x 20,4 cm.
Come si può leggere nelle iscrizioni apposte sotto il campo figurato, la stampa fu incisa da Benedetto (Benoit) Farjat (1646 – 1720 circa) nel 1711 a Roma, dove l’incisore, allievo a Lione di Guillaume Chasteu, si era portato nel 1672, insieme a Francesco Grimaldi.
Farjat, che già il Gori Gandellini diceva “abilissimo intagliatore”, riprende qui la composizione di Nicolas Mignard (1606 – 1668), mantenendo assai fedelmente quei caratteri di grandiosità della figura isolata, quale si ritrova nei dipinti di quest’ultimo (vedi il “S. Bruno” del 1638, o il “San Giuseppe morente” del 1654).
Sant’Antonio, con la tau sul mantello, è seduto appoggiato a un bastone a tau cui è appesa una campanella, legge un libro. Sul piano davanti a lui altri libri chiusi e un crocifisso. Alle sue spalle un paesaggio con montagne, un fiume e alberi.
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900301488
Per info su Colleviti: Colleviti-brochure.pdf



