SANSEPOLCRO (AR). Museo Civico, sei immagini di sant’Antonio abate
Il primo nucleo del Museo risale al 1850, quando sono state raccolte nella sala decorata con l’affresco della Resurrezione di Piero della Francesca varie opere provenienti dal territorio circostante. L’attuale allestimento risale al 1975, ma è stato ampliato e modificato nel 1985-88 e con altri lavori effettuati dal 1994 al 1998. Questi hanno permesso il recupero di alcuni ambienti sotterranei dove è stata allestita un’esposizione di reperti archeologici.
Il Museo conserva vari dipinti che raffigurano sant’Antonio abate.
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“Madonna con Bambino in trono con San Giuliano, Sant’Antonio abate e Santa Caterina d’Alessandria”

Affresco staccato e posto su masonite di 270 x 330 cm. Autore di ambito umbro-marchigiano della seconda metà del XIV secolo.
Proviene dall’abside della Chiesa e convento di Santa Chiara, già Sant’Agostino. Al museo prima del 1967
Tra s. Giuliano e s. Antonio vi è uno stemma non identificato.
Sant’Antonio abate, con barba biforcata, è a sinistra accanto alla Madonna che indica con la mano sinistra. La destra sembra appoggiarsi a un bastone che non è più visibile.
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/090043
“Madonna con Bambino e Santi”, identificabili con Macario e Antonio abate.

Affresco staccato e posto su masonite di 170 x 184 cm. Prima metà del XV secolo, ignoto autore di ambito toscano.
Esposto al primo piano, prima sala, a sinistra.
Sul libro nella mano di san Macario, abate e monaco egiziano: “A fulgur/e te et te(m)/pestate / liberato / S(ancto) d(omi)ne [—] Ora pro / nobis / beate / mach/ari[—]”
A sinistra la probabile figura, purtroppo mutila, di un altro monaco egiziano, sant’Antonio abate, che ha barba bianca e abito monastico, con la mano destra tiene un libro.
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900430311
“Sant’Antonio abate e Madonna del Latte”

Affresco staccato di 210 x 267. Opera di ignoto artista di ambito aretino, databile al 1400-1410.
Esposto al primo piano, seconda sala, parete sinistra.
Proviene dal transetto della Chiesa conventuale di S. Francesco. Al Museo prima del 1967.
A sinistra della Madonna, racchiuso da una cornice decorata ad arco acuto, sant’Antonio riconoscibile per la barba bianca, l’abito monastico, un libro chiuso nella mano sinistra e un bastone pastorale nella destra.
Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900430321
“Sant’Antonio abate nel polittico di ‘san Giovanni in Val d’Afra’, oggi definito anche ‘pala dei santi Pietro e Paolo’ di Matteo di Giovanni”, circa 1455-65 circa.
Al centro vi era il Battesimo di Cristo, realizzato da Piero della Francesca, e commissionato nel 1445 dall’abbazia camaldolese di San Giovanni in Val d’Afra a Sansepolcro, città natale e residenza del pittore, come tavola centrale per il polittico terminato negli scomparti centrali e nella predella da Matteo di Giovanni verso il 1465, che probabilmente decorava l’altare maggiore. La tavola del Battesimo fu acquistata nel 1858 dalla National Gallery di Londra. Vedi come era in origine nella ricostruzione in alto.

A Sansepolcro sono rimaste le parti laterali del polittico di Matteo di Giovanni o Matteo da Siena (Borgo Sansepolcro, 1428 circa – Siena, 1495) con le grandi figure di san Pietro e san Paolo e alle due estremità una colonna ognuna con tre figure più piccole di Santi. Nella predella scene della Passione di Gesù. Restaurato nel 2019.
Nella parte destra, la colonna riporta tre figure, quella più in alto è identificabile con sant’Antonio abate che tiene nella mano sinistra un libro rosso chiuso e nella destra un lungo bastone .
“Dipinto di s. Antonio abate a mezzobusto”.
Attribuito a Piero della Francesca.
Il Santo è raffigurato con, a sinistra, bastone a tau cui è appesa una campanella e accanto un libro su cui è il fuoco, tradizionali attributi di s. Antonio abate.
“Madonna in trono col Bambino tra s. Antonio abate e s. Giovanni evangelista”.
Eseguito negli anni trenta del Quattrocento e ritrovato in un antico edificio posto nella frazione di Falcigiano di Santa Fiora nel territorio di Sansepolcro.
L’opera è una qualificata testimonianza della produzione pittorica locale al tempo di Piero giovane in quanto recenti studi archivistici consentono ora di pensare fondatamente ad Antonio d’Anghiari (XV secolo), primo maestro di Piero della Francesca, come autore dell’affresco.
S. Antonio tiene nella mano sinistra un bastone a stampella e nella destra un libro rosso chiuso.
Link e immagine da:
https://www.facebook.com/museocivico.sansepolcro/photos/eseguito-negli-anni-trenta-del-quattrocento-e-ritrovato-in-un-antico-edificio-po/2403029983174595/?_rdr
Rilevatore: AC





