FONTANETO D’AGOGNA (NO), frazione Sant’Antonio. Oratorio di Sant’Antonio abate
Località Sant’Antonio, 60, a sud-ovest dell’abitato
https://maps.app.goo.gl/uVf6DQDTCfniBDNv5
Le dimensioni del primitivo edificio ad aula rettangolare (7 x 4,8 m), monoabsidata (diam. 3,15 m) e la tecnica muraria, in ciottoli di fiumi disposti a spina di pesce alternati a corsi di mattoni, affiorante dall’intonaco del muro a nord, fanno pensare a stilemi romanici del XII secolo. Questo primo edificio occupava l’area attualmente destinata ai fedeli, con abside semicircolare orientata ad est. Dal 1618 al 1628 l’Oratorio di Sant’Antonio viene descritto dai Vescovi Taverna e Volpi con abside orientata, isolato, ampio, senza pavimento, coperto da una struttura lignea con coppi a vista e con pareti che minacciano rovina. La facciata, ad ovest, è a capanna, con l’ingresso principale sormontato da un’apertura orbicolare. Altre due finestrelle, ai lati dell’altare, illuminano l’interno.
L’orientamento dell’Oratorio nel 1676-78 variò. Fu abbattuta l’abside per costruire ad occidente un nuovo presbiterio di forma quadrata (lato 3,2 m) coperto da una volta a botte. L’altare aderiva alla parete di fondo e nell’angolo sud della nuova facciata fu edificato il primo campanile con l’accesso dalla chiesa.
Solo nel 1702 la chiesa si configurò nella forma attuale: fu costruito il coro (lungh. m 3,5 e largh. m 4,5), la navata fu coperta con una volta a botte e illuminata da cinque finestre. Il tondo con l’Assunta, affrescato sulla volta del presbiterio, è citato per la prima volta nel 1733.
Nel 1721 fu completata la nuova facciata e in quest’occasione il pittore Bartolomeo Maggi affrescò il riquadro sopra la porta con il Crocifisso, Sant’Antonio e San Girolamo (sostituito poi da Antonio Pinoli con San Rocco nel 1832). Sant’Antonio è raffigurato in ginocchio mentre tiene con la mano destra un bastone cui è appesa una campanella.
Altre opere di ampliamento della chiesa e del campanile continuarono fino al 1927 con la costruzione del vestibolo antistante la facciata.
L’antico altare ligneo era ornato con una tabula raffigurante l’Annunciazione, che fu rimpiazzata dalla tela di Sant’Antonio abate nel 1698.
A sinistra dell’altare oggi è posta la statua di s. Antonio abate, opera dello scultore Giuseppe Nardini di Milano (fine XIX secolo ?). Il Santo, in saio marrone, tiene nella mano sinistra un bastone a croce cui è appesa una campanella.
La chiesa conserva preziosi affreschi del XV secolo, presenti in origine sull’arco trionfale e che in seguito al cambiamento dell’orientamento, oggi sono in controfacciata. Sono attribuibili al maestro Daniele De Bosis (documentato dal 1479 – morto prima del 1505) e databili tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI secolo. Raffigurano l’Annunciazione, nell’iconografia stilistica dell’Angelo a sinistra, Dio Padre al centro, la colomba e la Vergine sul lato destro simmetrico all’Angelo. Al di sotto della Vergine è identificabile un San Sebastiano in abito da cavaliere e sotto l’Angelo si evidenzia un Sant’Antonio abate con il bastone pastorale.
Dello stesso Maestro sono inserite nel muro sinistro del presbiterio due Apostoli ad affresco che decoravano l’antica abside. Sulle pareti laterali della navata si celano altri affreschi, alcuni dei quali già restaurati alcuni anni fa.
Un riquadro sulla parete sud della navata (a sinistra) rappresenta la Madonna in trono con Gesù bambino e San Rocco.
Fotografie e notizie da:
https://www.cittacuriosa.it/attrazioni/fontaneto-santantonio-chiesa-di-santantonio-abate/






