BOVEGNO (BS), frazione Graticelle. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate
La piccola frazione di Graticelle è un gruppo di antiche case (alcune iscrizioni le datano ad esempio al 1510, 1547, 1557) disposte ad anfiteatro attorno alla chiesetta che si affaccia direttamente su strada, e cui si accede tramite dei gradini.
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La chiesa fu costruita tra il XV ed il XVI secolo; fu ampliata sulla fine del secolo XVII con la costruzione del coro, della sacrestia e delle due cappelle laterali. Il 25 agosto 1695 il Vicario generale Ludovico Bigoni concedeva la facoltà di costruire il coro attuale, e fu allora che vennero creati i due altari, mentre prima doveva esserci un altare solo. Nei primi decenni del XX secolo fu ristrutturata.
Un decreto vescovile del 12 marzo 1961 erigeva la parrocchia sotto il titolo di S. Antonio abate, riconosciuta agli effetti civili il 10 agosto 1968.
La facciata presenta una struttura a capanna, con aperture centrali di cui un portale in pietra locale ed una finestra rettangolare posta superiormente. Il campanile è impostato sul fianco sinistro della facciata.
L’interno, a navata unica con volte alternate a botte ed a crociera decorate, ha le cappelle laterali in posizione centrale. Il presbiterio, rialzato e quadrangolare, è dotato di coro ligneo e fondale absidale piano sul quale, sopra l’altare maggiore, è posta la preziosa cornice lignea seicentesca di Prospero Calabrese da Pralboino. La pala dell’altare maggiore rappresenta in alto la Madonna e in basso S. Antonio abate fiancheggiato dai Santi Faustino e Giovita in abito militare; questa tela è opera di un artista anonimo di ispirazione Morettiana (Alessandro Bonvicino, detto il Moretto; Brescia, 1492 – 1495 circa – 1554): si ipotizzano Antonio Gandino (Brescia, 1560 – Brescia, 1631); oppure Pietro Marone (Brescia, 1548 – Brescia, 1603) oppure Grazio Cossali (Orzinuovi, 1563 – Brescia, 1629).
Sull’altare laterale di destra vi era un S. Antonio di Padova venerato da un devoto, tela di poco pregio ora riposta in sacrestia e sostituita da un moderno e sobrio S. Cuore di Gesù di Gabriel Gatti.
Sull’altare di sinistra è venerata una bella Madonna in trono col Bambino, seicentesca, dipinta su tela e collocata in una cornice coeva ma posta in un’altra più grande soasa (cornice lignea) barocca che contiene alcuni affreschi votivi molto interessanti e ben conservati, resti forse di una completa decorazione a fresco. Sulla parete di sinistra vi è una bella Madonna e una S. Lucia patrona dei Minatori con la data del 1484.
Di fronte sulla parete destra, vi è un grande affresco che rappresenta una Imago Pietatis, con in evidenza sul fronte del sepolcro una preghiera scritta fittamente in carattere tardo gotico, datata 14 sett. 1511; la data segnala un anno terribile di fame e di peste, mentre il territorio bresciano era occupato dalle truppe di Luigi XII.
Pregevoli sono pure le opere a intaglio di Faustino Bonomi da Avenone, Carlo Lancelotti da Inzino e con tutta probabilità Marchiondo Bonomino da Bione.
La chiesa conserva una statua di s. Antonio abate con bastone e maiale.
La storia religiosa del paese riferisce la presenza in passato di un’attiva confraternita, la scola di S. Antonio promotrice dei ripetuti interventi di abbellimento della chiesa.
Sant’Antonio abate è patrono della frazione Graticelle e viene solennemente festeggiato il 17 gennaio.
Link e immagini:
https://www.enciclopediabresciana.it/enciclopedia/index.php?title=GRATICELLE
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/52206/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate
All’interno dell’abitato di Graticelle, in frazione Graticelle 56, sorge un‘edicola con all’interno una raffigurazione di s. Antonio abate.
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