SAN MARCELLO (AN). Chiesa del Santo Rosario, due dipinti con s. Antonio abate e statua

La chiesa sorse poco fuori delle mura nel 1508 ad opera del domenicano padre Nicenio ed era gestita dalla confraternita del Santissimo Rosario.
La data che compare nell’iscrizione del portale, 1655, vista anche la visita pastorale di due anni prima, lascia supporre che la chiesa possa essere stata ricostruita a spese della Basilica di San Giovanni in Laterano e della Confraternita del Rosario. La nuova chiesa fu eretta su un sito diverso da quella precedente, che presumibilmente era presso il cimitero. Una volta demolita, lasciò spazio alla Confraternita della Morte, che vi costruì la propria chiesa. Sopra la scritta del portale vi sono le “chiavi decussate”, il simbolo dell’autorità papale.
Nei secolo XIX e XX fu oggetto di vari lavori di restauro e una ristrutturazione nel 2010.
Conserva vari dipinti pregevoli.

“Madonna in trono con Bambino, Sant’Antonio abate e San Francesco”. Immagine in alto.
Olio su tela di 180 x 149 cm di Andrea da Jesi (1492 – 1543 circa) del 1525. Ai piedi del trono vi è il cartiglio “Andreas Aesinas pinxit 1525”, mentre la cornice, più tarda, reca la scritta “Santi De Antonio FF” con la data MDXXXII.
In basso, sul trono, è raffigurata la scena della Circoncisione. Si tratta dell’unica opera del pittore Andrea da Jesi il giovane che, come attesta l’iscrizione, la dipinse nel 1525. Oltre ad evidenti riferimenti alla cultura artistica di ascendenza raffaellesca, Battistini ritiene che l’opera riveli la conoscenza di pittori quali Marco Palmezzano, Cima da Conegliano, Andrea Solario. Gli influssi di questi due ultimi artisti possono essere stati mediati attraverso la frequentazione del pittore Pietro Paolo Agabiti con il quale “sappiamo che Andrea ebbe lunghi rapporti di lavoro per commissioni ricevute a Jesi di opere purtroppo andate perdute, e direttamente dal collega provengono le nubi cotonose, in questo caso più leggere, rese con studiati effetti luministici, e le larghe masse appiattite dei Santi, delle vesti che scendono in pieghe dritte, con scarsi dettagli esornativi” (Battistini, p. 251). Cfr.: A. Angelucci, Intorno ad una tela di Andrea da Jesi, Ancona, 1856, pp. 7-11

Sant’Antonio abate, a sinistra, guarda in basso fuori dal dipinto, tiene con la mano sinistra un libro aperto su cui è il fuoco e con la destra un corto bastone a tau.

Link:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100230386


In un’ancona lignea del 1623, il dipinto: “Madonna in gloria con Bambino tra san Giacomo e sant’Antonio abate”.
Olio su tela di cm 200 x 130, del 1623 circa, attribuito al pittore jesino Antonino Sarti (1580 – 1647).
La tela raffigura la Vergine con il Bambino assisa tra le nuvole in una corte di angeli, con in basso la figura di san Giacomo pellegrino, a sinistra, che volge lo sguardo in alto, e sant’Antonio abate sulla destra che a destra fuori del quadro. Sullo sfondo, in lontananza, architetture inserite in un paesaggio naturale con gli ultimi bagliori di una luce crepuscolare.

Sant’Antonio,
con barba bianca, tiene nella mano destra un bastone cui è appesa una campanella; nella sinistra un libro chiuso.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100230408

 

 

Info sulla chiesa:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/5710/Chiesa+del+Santo+Rosario


Probabilmente in questa chiesa è conservata anche una statua di sant’Antonio abate della prima metà del Novecento, alta 150 cm, opera di bottega marchigiana.

Su una piccola base, il Santo è in posizione eretta con il capo aureolato e il volto incorniciato da folta barba. Vestito con il saio, tiene nella mano sinistra un lungo bastone terminante a croce cui è appesa una campanella; con la destra tiene un libro chiuso da cui escono fiamme. Ai suoi piedi, a destra un maialino.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100230526


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