VARALLO (VC). Chiesa di San Marco, dipinto con s. Antonio abate, 1557 c.
La primitiva cappella risale probabilmente alla fine del Trecento. La chiesa fu poi ampliata e profondamente trasformata nel corso del XV secolo, ma la configurazione architettonica esterna, con la presenza di un massiccio avancorpo addossato alla facciata, conferisce alla chiesa un aspetto romanico. La chiesa aveva funzione di ricovero per i pellegrini che partecipavano alle processioni nella festività di San Marco e, più tardi, dopo l’edificazione del Sacro Monte, a coloro che vi si recavano in pellegrinaggio.
All’esterno ben leggibile è un affresco con san Cristoforo; altri sono stati staccati e sono conservati nella pinacoteca locale
Attraversato l’avancorpo, si accede all’interno della chiesa, che si presenta con una navata unica, scandita da tre campate ad arconi gotici. All’essenzialità delle linee architettoniche fa da contrappunto la grande ricchezza dell’apparato decorativo.
Di notevole interesse sono i dipinti contenuti all’interno della chiesa: sulle pareti laterali affreschi eseguiti tra il 1539 ed il 1562 da seguaci di Gaudenzio Ferrari e Giulio Cesare Luini con episodi della vita di san Marco.
Interamente affrescato è anche l‘arco trionfale che collega la navata al presbiterio. In alto è posta la figura del Padre eterno tra gli angeli e, sui due pilastri, l’Angelo annunciante e la Vergine annunciata. Sotto, vi sono due dipinti di Madonna col Bambino affiancata da due Santi.
Gli studi recenti hanno proposto un gruppo di affreschi pertinenti stilisticamente, riconducendo allo stesso pittore, definito “Pseudo Giulio Cesare Luini”, la decorazione del coro, datata 1557, il Padre Eterno, l’Annunciazione e sotto la Madonna in trono con il Bambino tra i Santi Antonio abate e Gaudenzio in basso a destra dell’arco trionfale, la Conversione di Saulo, la Predica ad Antiochia e il Serpente di bronzo sulle pareti della terza campata del 1563 e le Sibille e i Profeti nei pennacchi del 1580. (1)
A destra della Vergine in trono è sant’Antonio abate che con la mano destra compie un gesto di benedizione e con la sinistra tiene un alto bastone a tau cui è appesa una campanella; ai piedi un maiale.
Bibliografia:
(1) Angeleri Paola, Il Sacro Monte di Varallo dopo Gaudenzio Ferrari e prima di Morazzone, tesi di dottorato di ricerca, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali, Scienze dei Beni Culturali e Ambientali XXVI ciclo, AA. 2012-13
Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Marco_(Varallo)
https://www.chieseromaniche.it/Schede/577-Varallo-San-Marco.htm





