ARTENA (ROMA). Chiesa del Santo Rosario, con immagine di s. Antonio abate, XVII secolo

La chiesa fu voluta da Orinzia Colonna, nipote di Marcantonio Colonna (ammiraglio della flotta papale durante la battaglia di Lepanto), a partire dal 1586 circa, edificata sui resti di un edificio preesistente e consacrata nel 1591.

La facciata ha un timpano, lesene tripartite e una scalinata che porta al portale d’ingresso sormontato da un oculo.

All’interno, conserva un affresco frammentario del XV secolo raffigurante la Madonna del latte e una statua in legno di Santa Maria Maddalena, patrona del paese. L’altare maggiore, in origine decorato da una tela con la Madonna del Rosario del XVI secolo, presenta oggi una scultura della Vergine con il Bambino.

L’aula è a croce latina con undici cappelle laterali affrescate. La decorazione delle più significative è attribuita a Orazio Zecca, nativo di Artena (allora chiamata Montefortino) e attivo tra 1640 e 1660 circa.
Uno degli affreschi, centinato di 180 x 92 cm, raffigura San Gregorio in trono tra sant’Antonio abate e un santo Monaco.
Al centro in basso l’iscrizione recita: «MARCVS ANTO/NIVS SAIA EX DE/ VOTIONE AC PIA E /LEMOSINA HOC SA/CELLV CURAVIT […] »
Sant’Antonio abate, a sinistra, tiene un libro con la mano destra e un bastone a tau e una campanella con la destra. Il muso di un maiale, spunta ai piedi del Santo, a destra.

 

Immagine in alto da:
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https://www.compagniadeilepini.it/alla-scoperta-delle-chiese-di-artena/

Segnalazione di Valter Bonello


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