MACRA (CN), frazione Albaretto. Chiesa di Maria Vergine Assunta, affresco con s. Antonio abate, XV secolo
Le comunità di Alma e di Albaretto – ricordata per la prima volta nel 1386 – che formano l’odierno comune di Macra, rimasero a lungo unite sotto lo stesso parroco, anche se distinte.
Una dettagliata descrizione dello stato della chiesa di Albaretto è riportata negli atti redatti dal vescovo Francesco Agostino Della Chiesa che visito l’allora parrocchiale il 29 agosto del 1643.
Con decreto vescovile del 1901 fu costituita la vicaria di Stroppo per cui le due parrocchie (San Marcellino di Alma e Maria Vergine Assunta di Albaretto) passarono ad essa.
Le due parrocchie per secoli ebbero quindi avuto un proprio parroco e una propria chiesa parrocchiale e solo nel 1964 sono ritornate ad essere gestite da un solo parroco e dal 23 luglio del 1986 formano anche una sola parrocchia.
Posta in un’area isolata a valle della borgata Serremorello, la chiesa, posta a 1316 m s.l.m., si presenta con il cimitero in aderenza e la facciata principale particolare perché dà accesso lateralmente alla navata principale, coperta dal prolungamento della falda sud del tetto sorretto ad ovest da un pilastro tondo ed a est dalla cappella laterale.
Imponente e molto alto il campanile posto sul lato est, diviso in tre parti con quattro monofore nel
la fascia centrale e altre quattro monofore nella cella campanaria. Importante anche la cuspide a piramide con base ottagonale ed ai quattro angoli pennacchi in pietra.
La pianta della chiesa è a due navate. A lato del presbiterio è presente un altra cappella.
Murature portanti in pietra a spacco. Le volte delle varie campate sono a crociera. La struttura portante del tetto è lignea.
All’interno conserva un grande frammento di affresco che raffigura la Vergine seduta in trono col Bambino in grembo, con ai lati a sinistra un Santo in armatura (san Chiaffredo) e a destra sant’Antonio abate, e all’estrema destra la figura incompleta di santa Maria Maddalena, riconoscibile per il vaso che tiene nelle mani. Inconsueta è la dimensione dei Santi, molto più alti della Madonna.
Sant’Antonio abate è inginocchiato; indossa saio, scapolare e mantello con una elaborata tau. Particolare è l’iconografia del Santo che tiene con la mano sinistra un bastone pastorale e con la destra una inconsueta doppia campanella con lunghi manici, verso la quale si sporge il Bambino.
Ignoto l’autore, l’affresco è datato al XV secolo.
La chiesa fa parte del circuito “Cultura a porte aperte”.
Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/44151/Chiesa+di+Maria+Vergine+Assunta
https://cittaecattedrali.it/fr/bces/780-chiesa-maria-vergine-assunta


