ALTIDONA (FM). Chiesa di Santa Maria e San Ciriaco, polittico con s. Antonio abate, XIV secolo

Riedificata nel Settecento in stile neoclassico e restaurata nella facciata nel secondo dopoguerra, è sovrastata da un imponente campanile costruito nel 1886 su disegno di G.B. Alesiani. All’interno  della chiesa di S. Maria e S. Ciriaco sono conservate le più importanti opere d’arte di Altidona per lo più provenienti da chiese non più esistenti o non officiate.
Nel 1926 vi fu trasportato dalla piccola chiesa romanica di Santa Maria de’ Manu (detta anche di “Madonna delle Noci”; preesistente al 1032), sita in territorio di Lapedona ma di pertinenza della parrocchia di Altidona, un polittico della fine del XIV secolo raffigurante “La Vergine in trono col Bambino tra Santi”.
Il polittico fu sottoposto a una prima riparazione nel 1938; poi a un ulteriore restauro – con la sostituzione totale della parte lignea – in un primo tempo presso Urbino, in seguito presso il Laboratorio di Restauro di Palazzo Pitti in Firenze. Tale lavoro  durò dal 3 settembre 1969 fino alla riconsegna avvenuta l’8 giugno 1983 e fu eseguito dal prof. Giuliano Rettori.

Il polittico è costituito da cinque pannelli con cornice scanditi da esili colonnine tortili. In quello centrale domina la figura della Vergine assisa su trono gotico; nei due a sinistra sono raffigurati Santa Caterina di Alessandria e San Flaviano; nei due di destra S. Ciriaco diacono e S. Antonio abate. Non tutti i critici sono d’accordo sulla identificazione delle figure centrali dei Santi; in quello di destra anziché San Ciriaco alcuni vedono Santo Stefano.
All’estrema destra sant’Antonio è invece ben riconoscibile dalla barba, dal bastone e dalla testa del piccolo maialino in basso a sinistra.

Tali figure di Santi, pur contenuti in angusti spazi e leggermente allungate e rigide, tipiche del periodo tardogotico, nel prezioso gioco cromatico dell’intera composizione e nella sua perfetta armonia, si ergono in salda eleganza di forme ed austera spiritualità di espressione.

Il polittico,  di altissimo valore, fu attribuito per un certo tempo a Piero di Domenico da Montepulciano {Bollettino d’Arte XXXI, 1938 pagg. 173-181), ora la paternità è autorevolmente attribuita a Cristoforo Cortese. Egli fu uno dei più importanti miniatori del primo Quattrocento, un maestro nell’illustrazione di libri tra Tardogotico e Rinascimento. Nato a Venezia forse attorno al 1399 e morto prima del 1445, lavorò spesso anche tra Bologna e Padova, firmando molti manoscritti ora conservati in varie biblioteche italiane e straniere.

Ma il Polittico di Altidona, realizzato tra il 1439 – 1441, ha svelato anche la carriera del Cortese come pittore solo nel 1973 grazie alle ricerche del professor Fabio Bisogni che comparando, stile, immagini e documenti ha finalmente svelato la vera paternità dell’opera. L’attribuzione è suffragata da documenti del Registrum omnium possessionum del Convento di Santa Maria a Murano, datato 1391 ed ora alla Biblioteca del Seminario di Padova. In detto Registrum gli elementi decorativi a margine sono opera del Cortese. A ciò si aggiungano le miniature della Promissione di F. Foscari (collezione Felissente) a Treviso e la Mariegola (uno statuto/regolamento) di S. Maria Odorifera del Correr che “mostrano profondo legame stilistico tra loro e il polittico di Altidona”.
Di sicura attribuzione al Cortese pittore è anche il dipinto che ritrae la Madonna con il Bambino nella Chiesa di San Silvestro a Venezia.

 

Link:
https://www.jonathanmancini.it/2020/05/il-mistero-del-polittico-di-altidona/

Rilevatore: AC


Regione Marche