ARMO (IM), contrada Costa. Cappella di Sant’Antonio abate
La Cappella si trova al bordo della stretta a Via Dante Alighieri, accostata a destra, sul lato lungo, a una costruzione residenziale. Davanti all’ingresso della Cappella un piccolo spazio aperto triangolare ospita una panchina.
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Negli anno 1624-53 la cappella fu menzionata nel “Sacro e Vago Giardinello” (un manoscritto seicentesco realizzato tra il 1624 e il 1625; iniziato da Pier Francesco Costa vescovo di Albenga e continuato dal canonico Gio. Ambrogio Paneri suo segretario) dove si cita che la Cappella sia mantenuta grazie alle elemosine della cittadinanza “…è mantenuto di elemosine … com’anco l’Oratorio di Sant’Antonio della Costa, se bene vi sia un legato di fiorini 6 annui, con obbligo di due Messe annue, et il restante per riparatione”.
Nel 1776 l’oratorio è citato nei libri contabili.
Nel 1957 la cappella fu restaurata.
Ha aspetto e caratteristiche tipiche degli oratori di campagna. La facciata è intonacata e presenta due finestrelle quadrate poste ai lati dell’ingresso, dette “finestrelle devozionali”, oltre ad una finestra ovale nel frontone, tutte riquadrate da lastre di ardesia.
Al di sopra del tetto a due falde si trova un campaniletto a vela.
L’intero edificio è intonacato con intonaco “a frattazzo“ o grezzo.
La Cappella è composta da una piccola aula rettangolare coperta con volta a botte lunettata ottagonale e da un presbiterio con abside semicircolare schiacciata.
La volta è coperta da una cupola che reca al centro la colomba dello Spirito Santo e tutt’intorno una teoria di angioletti festanti.
L’altare è addossato alla parete di fondo dell’aula, ed è posto su due gradini in pietra; è in stucco policromo con il paliotto decorato da un medaglione a forma di cuore. Al di sopra della mensa si trova la pala d’altare con il fastigio ornato da volute vegetomorfe.
La Cappella conserva un polittico del 1619; la scheda del Catalogo dei Beni culturali recita:
«L’opera, nonostante il cattivo stato di conservazione, rivela affinità stilistiche e compositive con il polittico presente ad armo, in frazione Grenzolini, nella cappella di San Matteo (vedi scheda): affinità riscontrabili soprattutto nelle figure dei santi Antonio e Bernardo, pressoché identiche nell’impostazione e nella fisionomia. È pertanto possibile ipotizzare la presenza, in questa zona del Ponente ligure, di un artista attivo nei primi anni del XVII secolo, e riferire a questi anche l’esecuzione del polittico di san Matteo, databile alla stessa epoca. Dal punto di vista formale l’opera è ancora riconducibile ad una cultura di matrice tardomedievale. Per la struttura compositiva del polittico, l’artista si è ispirato ai modelli quattrocenteschi, rinunciando alle cornici cuspidate in favore di un disegno più lineare e classico.»
Nel polittico sono raffigurati (in basso a destra) San Bartolomeo; (in alto a sinistra) San Michele Arcangelo; (in alto a destra) San Bernardo.
Sant’Antonio è raffigurato stante in basso a sinistra, tiene nella mano sinistra un bastone cui è appesa una campanella; un maiale è ai suoi piedi.
Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/gebaude/gebaude/20660/Cappella+di+Sant%27Antonio+Abate
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0700192224




