AZZANO DECIMO (Pn). Capitello di Zuiano, con affresco raffigurante sant’Antonio abate.
Il capitello di Zuiano conserva al suo interno un ciclo di affreschi devozionali di epoche e autori diversi, in larga parte mutilati ma di notevole interesse.
La tradizione orale tramandava che l’antico oratorio fosse un punto di sosta e di preghiera per i pellegrini diretti a Roma o a Santiago de Compostela, forse dopo una notte trascorsa nel rifugio per viandanti gestito da religiosi vicino alla chiesetta di Santa Lucia in Colle.
Un tempo l’edificio guardava la strada con la facciata anteriore, poi l’allargamento della sede stradale lo ha lasciato con il retro rivolto verso chi transita. Era stato programmato il suo abbattimento, ma la ferma opposizione di un professionista azzanese ne ha impedito la demolizione.
Il decreto ministeriale rilasciato al proprietario, il conte Guecello di Porcia, lo riconosceva importante in quanto cappella privata, con tetto a due falde, cornicione e dentelli, semplice porta ad arco a tutto sesto e cancelletto in ferro battuto. Dal settembre 2008 il capitello è proprietà del Comune, che ha acquistato anche lo spicchio di terreno sopravvissuto alla nuova strada.
Il restauro del 2020, curato da Giancarlo e Alberto Magri con l’autorizzazione della Soprintendenza, ha riportato alla luce affreschi riconducibili all’ambito di Andrea Bellunello (1440-1476).
Sulla parete destra un San Giacomo Maggiore protende il bastone da pellegrino, accanto a un Sant’Antonio Abate privo del volto, riconoscibile dal porcellino ai suoi piedi. Compaiono anche un Gesù crocifisso su fondo rosso, un San Vincenzo Ferreri con il libro e i committenti in ginocchio, in preghiera.
Le partiture del vano sono attribuite alla famiglia dei Pasiani, pittori pordenonesi attivi nella seconda metà del Cinquecento, la cui firma autografa “Pasianus Fecit” è stata rinvenuta durante il restauro nella chiesa di San Giovanni dei Cavalieri di Prata.
Autore:
Paola Treppo


