BUCCHERI (SR). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio, 22
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Non si conosce l’anno di fondazione della chiesa, un’iscrizione su un cantonale dell’abside reca la data 1212, forse la costruzione di un primo edificio, ma ci sono dubbi sull’autenticità della scritta.
Nel 1593 si benedisse la prima pietra probabilmente di una seconda chiesa, i cui lavori proseguirono per diversi anni. Infatti documenti del 1600 e del 1622 trattano di lavori nell’edificio. Nel 1625 fu completato il coro. Questa chiesa aveva un orientamento inverso rispetto all’attuale: la facciata infatti guardava verso piazza Fratti che era, nel Medioevo, nel cuore del paese. II terremoto del 1693 distrusse totalmente questo edificio.

Si pensò allora di edificarne una nuova sullo stesso sito, ampliandola e disponendola verso sud, dove già la città si era espansa fino al sottostante canale e oltre. In questo modo si ridefiniva anche sul piano simbolico lo spazio urbano realizzando uno schema geometrico tipico del barocco, definito ai quattro punti cardinali dal Calvario, chiesa di S. Maria Maddalena, chiesa Madre e chiesa di S. Antonio. Dal 1705 vi lavorò mastro Giuseppe Ferrara; il disegno seguiva le regole del Vignola. Dal 1736 si lavorò a elevare la prospettiva con mastro Sebastiano Cardona.
La facciata però non piacque e nel 1792 si decise di rifarla interamente e fu realizzata nel 1793.

La chiesa si erge alla fine di una ripida scalinata, costruita nel 1911, dopo avere abbattuto varie costruzioni. La facciata presenta due ordini sovrastati dal campanile.

L’interno a tre navate ha impianto basilicale a colonne reggenti archi a tutto sesto. Gli stucchi della navata centrale sono di Giuseppe Gianforma e furono realizzati nel 1757.  Al pittore Antonio Sortino si devono i primi due quadri della navata destra e il primo della sinistra. La tela del terzo altare della navata di destra è opera del pittore messinese Giovanni Tuccari (1667 – 1743).

Due quadri furono dipinti nel 1728 da Guglielmo Borremans (Anversa, 1675 – Palermo, 1744): la pala dell’altare maggiore raffigurante “Sant’Antonio abate in estasi durante la visione della Ss. Trinità” e “S. Vito con i santi Modesto e Crescenza” nella cappella di sinistra.

Il coro ligneo, i sedili la sedia presbiteriale e altri arredi sono opere di Domenico Avola di Catania del 1790, che nel 1800 eseguì anche il pulpito.

La statua di S. Antonio portata in processione il 17 gennaio fu scolpita e dorata da Michelangelo Di Giacomo nel 1743. Allo stesso Di Giacomo appartiene una statua del Cristo resuscitato (1737).

Nella sacrestia il “casciarizzu” (mobile nel quale sono conservati i paramenti sacri) in noce intagliato da mastro Salesio Laganà di Militello (1773) e dorato da Lorenzo Scifo di Vizzini nel 1787. In fondo alla navata di sinistra vi è la statua dell’Immacolata scolpita da Sebastiano Alessi di Siracusa nel 1768. Notevole il paliotto dell’altare costituito da una lastra di marmo su cui è scolpito un rilievo, di probabile fattura seicentesca, con scene bibliche. Gli altari marmorei sono quasi tutti di don Giovanni Marino (scultore documentato dal 1750); in particolare l’altare centrale fu commissionato nel 1787.

 

Link:
http://www.comunedibuccheri.it/architettura/santantonio.htm


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