CASTEL SANT’ELIA (VT). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate.
Via Cancelleria Vecchia, 3
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La Chiesa Parrocchiale dedicata a Sant’Antonio abate fu costruita tra 1720 e 1737 per volere del Papa Clemente XII, in sostituzione di una precedente chiesa cinquecentesca. Il 7 Maggio del 1742 fu inaugurata la Chiesa con una solenne cerimonia presieduta dal Vescovo, anno che compare nell’iscrizione in facciata.
Nel 1746 nella volta del presbiterio fu dipinto un affresco rappresentante i protettori del Paese, Sant’Anastasio e San Nonnoso, in ginocchio dinanzi al Salvatore venuto sulle nubi con ai lati S. Pietro e S. Paolo. Le opere terminarono nel 1747.
Nell’altare principale fu installato, nel 1750, il tabernacolo marmoreo per la custodia delle ostie sacre.
Il 27 aprile 1769 fu organizzata una solenne processione durante la quale furono trasportate nella Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate le reliquie di S. Anastasio che erano state poco tempo prima rinvenute dal Canonico don Enrico Saetta.
Nel 1902 il tabernacolo fu spostato nella parete di sinistra per via della sua mutata funzione da custodia dell’Eucarestia a custodia dell’Olio Santo. Contestualmente fu ricavato un nuovo tabernacolo nell’altare maggiore.
Nel 1950 ebbero inizio i lavori di revisione del manto di copertura della Chiesa.
Nel 1983 fu realizzato e posto nel presbiterio un nuovo ambone in legno.
Nel 2006 furono aggiunte quattro sedute in legno per i concelebranti e ministranti.
Nel 2016 – 17 furono restaurate le coperture con consolidamento delle murature in sommità ed effettuato il restauro della facciata principale.
La Chiesa è caratterizzata da forme ed elementi dell’architettura neoclassica quali abachi, echini, collari, cornici e sima visibili in facciata principale ed internamente sulle pareti perimetrali. L’esterno è contraddistinto da una grande facciata di stampo neoclassico a due ordini con quattro paraste con capitelli dorici al livello inferiore e ionici a quello superiore; al centro del livello inferiore, sopra il portale, vi è lo stemma di Clemente XII mentre al centro del livello superiore vi è un grande finestrone.
La pianta è pressoché rettangolare con navata unica e due cappelle per lato; quattro vani che conducono ai superiori pulpiti lignei, campanile quadrangolare e abside quadrilatera con sagrestia posteriore e ufficio parrocchiale a sinistra del presbiterio.
Le strutture portanti verticali dell’edificio sono in muratura di tufo locale; le strutture di orizzontamento sono costituite da volta a botte sulla navata centrale, da volte a botte sulle nicchie laterali e da volta a botte sul presbiterio decorata con affreschi raffiguranti scene di Santi. Nella parte superiore della navata vi sono tre finestre per lato mentre ai lati del presbiterio sono presenti due finestre circolari.
Il tetto della Chiesa è formato da capriate lignee, travature principali e secondarie in legno, tavelloni in laterizio, massetto armato e manto di tegole e coppi alla romana in laterizio; il presbiterio e gli altri vani sono invece coperti da falde inclinate composte da travature lignee, tavolato, tegole e coppi alla romana in laterizio. La pavimentazione dell’aula, sagrestia e ufficio parrocchiale è realizzata con mattonelle in cotto toscano.
Internamente, sul lato destro, vi è la cappella con il quadro della Sacra Famiglia, e la cappella con il quadro della Santissima Trinità; sul lato sinistro vi è la prima cappella della Madonna del Rosario con il Bambino fra Santi e la seconda con la tela di S. Isidoro agricoltore e S. Filippo Neri.
Altari secondari sono situati nelle nicchie laterali con raffigurazioni scultoree e pittoriche di Santi. Quattro pulpiti lignei, due per parte, sulle pareti longitudinali.
Le pitture e la tinteggiatura delle cappelle sono opera del pittore spagnolo novecentesco Palma Burgos.
La pala dell’altare maggiore (XVIII secolo?) raffigura la Madonna col Bambino e in basso sant’Antonio abate (che tiene con la mano destra bastone e libro con sopra il fuoco) a sinistra e a destra un altro Santo.
Bibliografia:
– Vittorio Cati, Castel Sant’Elia, Comune di Castel Sant’Elia, 2004, pp. 100-107.






