ROMA. Galleria Colonna, tavola con s. Antonio abate di P. Alemanno, ultimo quarto XV secolo

Tavola di 117 × 47,3 c, Raffigurante sant’Antonio abate, datata all’ultimo quarto del XV secolo.
Opera di Pietro Pietro Grill da Göttweih detto l’Alemanno o l’Alamanno (Choetbei, Austria, tra il 1430 e il 1440 – Ascoli Piceno, 1498).

Inventario n° 7; esposto nella Sala dei Primitivi
Proviene dalla Chiesa di S. Maria della Carità, Ascoli Piceno, altare dei Lombardi.

Sant’Antonio, stante, tiene con la mano sinistra la campanella e un libro su cui è il fuoco; con la destra un bastone a tau. Un piccolo maiale nero è ai suoi piedi.

Link:
https://www.galleriacolonna.it/galleria-colonna/elenco-dei-dipinti-galleria-colonna/

https://catalogo.fondazionezeri.unibo.it/scheda/opera/21911/Alemanno

ROMA. Vittoriano e Palazzo Venezia: trittico di Nanni di Jacopo e scomparto della cerchia di Niccolò di Pietro Gerini, con immagini di s. Antonio abate, fine XIV secolo

Tempera e oro su tavole, conservato a Palazzo Venezia, trittico raffigurante “Madonna con il Bambino tra i ss. Giovanni Evangelista e Giacomo a sinistra, Giorgio e Antonio abate a destra”.
Opera di Nanni di Jacopo del 1390-1430.
Si tratta di un trittico smembrato le cui parti sono tutte conservate nei depositi di Palazzo Venezia e indicate con tre differenti numeri di inventario:  (a) 10204; (b) 10205; (c) 10206. Dimensioni: (a) 130 x 70 cm; (b) 106 x 60 cm; (c) 110 x 60 cm.

Nell’anta di destra (C) sono raffigurati i santi Giorgio e Antonio abate i cui corpi, leggermente ruotati verso destra, in direzione della Vergine e del Bambino, occupano in altezza e larghezza quasi tutto lo spazio a loro disposizione.
Sant’Antonio è all’estrema destra e tiene nella mano sinistra un libro roso e nella destra un bastone a tau.

 

Link:
https://vive.cultura.gov.it/it/catalog/trittico-raffigurante-madonna-con-il-bambino-tra-i-ss-giovanni-evangelista-e-giacomo-sinistra


Tempera e oro su tavola, di 132 x 57 x 3 cm. Scomparto cuspidato di polittico che raffigura “San Giacomo apostolo, sant’Antonio abate e, nell’oculo trilobato, la Madonna annunciata”.
Opera della Cerchia di Niccolò di Pietro Gerini dell’ultimo decennio del XIV secolo.
Inventario numero 10226. In mostra presso Palazzo Venezia.
Verosimilmente lo scomparto superstite doveva far parte di un trittico ed essere collocato a destra della tavola centrale.

Le aureole dei due Santi sono finemente decorate con una punzonatura riproducente un motivo a fiori incorniciato da quattro piccoli cerchi. Sant’Antonio abate, canuto, parzialmente calvo e con lunga barba bianca. È abbigliato con una tunica nera con cocolla e mantello grigio, nella sinistra stringe un grosso volume con coperta rossa e nella destra il tipico bastone con terminazione a tau.
Entrambi i santi sono raffigurati su di un fondo oro e poggiano su un terreno brullo nella parte anteriore e folto d’erba dietro le due figure.

 

Link:
https://vive.cultura.gov.it/it/catalog/san-giacomo-apostolo-santantonio-abate-madonna-annunciata

CASTELBUONO (PA). Chiesa della Natività di Maria o chiesa Matrice nuova, trittico con s. Antonio abate, XV secolo

La chiesa Matrice Nuova fu costruita agli inizi del secolo XVII poiché la Vecchia aveva una capienza insufficiente. Fu aperta al culto nel 1701 e quasi completamente distrutta dal terremoto del 25 febbraio 1819. L’aspetto attuale della chiesa, in stile neoclassico, è dovuto alla riedificazione avvenuta nel 1830. Il complesso architettonico è privo della cupola e dei due campanili della facciata che non furono più ricostruiti.

L’interno, a croce latina, è suddivisa in tre navate sorrette da dodici colonne in pietra, rivestite di stucco. Di particolare manifattura sono gli stucchi che rivestono le quattro colonne dei due altari del transetto perché caratteristici dell’arte dei Serpotta.
All’interno della chiesa sono custodite opere di notevole pregio artistico: una grande croce in legno risalente alle origini della chiesa, XV secolo; un Crocifisso del 1768, posto nella cappella dell’Addolorata, con all’interno incastonato in un artistico reliquiario che copre l’intera parete con cento vetri reliquiari; il maestoso tabernacolo della cappella del SS.mo Sacramento sovrastato dal ciborio.

Di articolare interesse è il trittico quattrocentesco, attribuito all’ambito di Riccardo Quartararo (Sciacca, 1443 – Palermo, 1506), che raffigura la “Madonna, Sant’Antonio abate e Sant’Agata”; tempera su tavola a fondo oro che misura 250 x 178 x19.5 cm.
A sinistra è dipinto s. Antonio abate con un libro rosso nella mano destra  e un bastone ramoso nella sinistra.

Sulla predella, accanto alla Natività di Gesù, una scena della vita di s. Antonio abate.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/6132874/Ambito+siciliano+sec.+XV%2C+Trittico+di+Sant%27Antonio+Abate

https://www.beweb.chiesacattolica.it/benistorici/bene/6132879/Ambito+siciliano+sec.+XV%2C+Il+fuoco+di+Sant%27Antonio

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_della_Nativit%C3%A0_di_Maria_(Castelbuono)

MAGNANO (BI). Monastero di Bose, icona con s. Antonio abate di G. Papetti, 1970-90

Il Monastero di Bose conserva anche alcune icone realizzate dal pittore Giorgio Papetti (1951 -) negli anni tra il 1970 e il 1990.

Una, molto suggestiva, raffigura sant’Antonio abate entro una grotta, circondato da molti animali.
Il Santo guarda verso l’alto con le mani aperte in preghiera.

 

 

 

Info sul Monastero:
https://www.monasterodibose.it/

 

Immagine da:
http://www.giuseppepapetti.it/#about

SAN GIMIGNANO (SI). Chiesa di Sant’Agostino con due immagini di s. Antonio abate

La chiesa di Sant’Agostino, del XIII secolo, conserva pregevoli opere d’arte.

 

Sulla parete a destra è affrescato sant’Antonio abate, stante, con barba biforcata, guarda verso l’alto e tiene nelle mani giunte un rosario.

Opera del 1529 di Vincenzo Tamagni (1492 – 1530 ca.) Il dipinto fu commissionato per legato testamentario di Agnolo Benzi nei Mainardi nel 1529, come si rivela da un libro di Ricordi di casa
Mainardi letto da L. Pecori, e seguito dalla letteratura locale, è stata confermata dalla successiva storiografia artistica.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900183745-3


Nella navata della chiesa vi è un’altra immagine di sant’Antonio abate, nella predella dell’affresco del 1464 raffigurante “San Sebastiano protegge il popolo di San Gimignano” di Benozzo Gozzoli  (Scandicci, 1420 – Pistoia,  1497).
L’affresco votivo, di 550 x 250 cm, fu commissionato dagli Agostiniani come protezione contro la peste che nel 1464 colpì la città.

Sopra le figure dei Santi negli oculi sono i loro nomi: “SANCTUS IULIANUS/ SANCTUS ANTONIUS/ SANCTUS IOHANNES BAT(TISTA)/ SANCTUS DOMINICIS/ SANCTUS IIUSTUS/ SANCTA AGATA”.
Sant’Antonio abate è raffigurato a mezzo busto, con barba biforcata; tiene con la mano sinistra un libro bianco e con la destra un bastone a tau o stampella.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900183712