GERMANIA – KARLSRUHE. Staatliche Kunsthalle, 4 pannelli con s. Antonio abate e sue tentazioni, di M. Shaffner, 1517

Provenienti dall’abbazia cistercense di Salem, la pala d’altare aveva 4 pannelli che raffiguravano episodi della vita di s. Antonio abate.
Opera del 1517 dell’artista tedesco Martin Schaffner (Ulma?, 1478/79 circa – Ulma, 1546/49). I pannelli non sono esposti.

 

 

1) S. Antonio in preghiera davanti al defunto s. Paolo eremita
Dipinto a olio e tempera su legno di 151,5 x 61,5 cm.
Inventario n° 2899

 

Link:
https://www.kunsthalle-karlsruhe.de/kunstwerke/Martin-Schaffner/Der-Heilige-Antonius–betend-vor-dem-verstorbenen-hl–Paulus–Salemer-Altaer-Tafel/2E8DA9F94BAAE01FF513629958E4C75D/


 

 

2) Tentazione di s. Antonio abate da parte dei demoni
Dipinto a olio e tempera su legno, di 146,2 x 55,5 cm
Inventario n° 2900
L’iconografia mostra molti diavoli mostruosi che circondano il Santo mentre, in alto, Cristo appare per confortarlo.

 

Link:
https://www.kunsthalle-karlsruhe.de/kunstwerke/Martin-Schaffner/Die-Versuchung-des-hl-Antonius-durch-D%C3%A4monen-Salemer-Altar-Tafel/F5BE024A4369C20DEC7DE4B60AF6143A/?mode=list


 

 

3) Sant’Antonio tentato da tre diavoli in forma femminile.
Dipinto a olio e tempera su legno, di 146,1 cm L 55,5 cm
Inventario 2901
Il pannello mostra in alto l’arrivo delle diavolesse e in basso di nuovo le tre figure, mentre una sta strattonando il saio del Santo.

 

Link:
https://www.kunsthalle-karlsruhe.de/kunstwerke/Martin-Schaffner/Der-hl-Antonius-versucht-von-drei-Teufeln-in-Frauengestalt-Salemer-Altar-Tafel/7786B3F649F08D71D2CC59A0F4757D37/


 

 

 

4) Sant’Antonio tentato dal diavolo in forma femminile
Dipinto a olio e tempera su legno, di 146 x 55,5 cm.
Inventario 2902
Il pannello mostra tre episodi della vita di s. Antonio, Quello in basso, di maggiori dimensioni raffigura una diavolessa (con le corna) che gli porge un vaso, simbolo della tentazione della ricchezza.

Link:
https://www.kunsthalle-karlsruhe.de/kunstwerke/Martin-Schaffner/Der-hl-Antonius-versucht-von-dem-Teufel-in-Frauengestalt-Salemer-Altar-Tafel/6C38077A44EDCC95C0006DB5F8363810/

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La Galleria d’arte statale (Staatliche Kunsthalle), creata dall’architetto Heinrich Hübsch, fu inaugurata nel 1846 dopo nove anni di lavori in un edificio neoclassico accanto al Castello di Karlsruhe e al Giardino Botanico. Questo edificio storico con i successivi ampliamenti ospita oggi la parte della collezione che va dal XIV al XIX secolo mentre il XX secolo è esposto nel vicino edificio dell’ex aranceto dell’orto botanico.

FALCADE (Bl), loc. Sappade. San Antonio Abate con bimbe, di Dunio Piccolin.

L’affresco è dedicato a San Antonio Abate, protettore del piccolo e soleggiato paesino di Sappade, frazione del comune di Falcade (BL).
Le due bimbe rappresentano simbolicamente Alice e Angela, le figlie dei proprietari dell’abitato, e vi sono raffigurati alcuni loro elementi caratteriali: Angela ha un carattere più pacifico e riflessivo, guarda con rispetto la figura del Santo e tiene in mano un libro, essendo un assidua lettrice; Alice ha un carattere più vivace e cerca di attirare l’attenzione dell’animale ai piedi del Santo.
Sullo sfondo si scorge la chiesetta di Sappade dedicata alla Santa Croce e a San Pellegrino.
In fondo a destra su un foglio di carta si rende omaggio al vecchio parente proprietario della casa, noto agricoltore che possedeva due buoi.
Il primo bozzetto per l’affresco risale all’anno 2000 e per vari motivi fu necessaria la stesura di un secondo bozzetto definitivo solo nell’autunno del 2008 su parete esterna di casa Troia-Pescosta; il disegno iniziale fu modificato aggiungendo le due bimbe raffigurate nell’affresco nate nel lasso di tempo dal primo al secondo bozzetto.
L’opera realizzata con la tecnica dell’affresco, misura m. 2,02 x m.1,12 (2,26 m² ). Per la realizzazione del dipinto sono occorse 4 “giornate” di lavoro, dal 9 al 12 settembre del 2008.

Fonte: www.agordinodoverinasconoledolomiti.it

Segnalazione: Albertino Martignon – albertino.martignon@gmail.com

PRATOVECCHIO STIA (AR). Monastero di San Giovanni evangelista, dipinto di s. Antonio abate

Il Monastero delle Benedettine camaldolesi sorse nel XII secolo, e la chiesa fu rinnovata nel XVIII secolo.

Conserva la pala dell’altare maggiore, con cornici del XVIII secolo, formata da cinque tavole frontali dipinte a olio e datate 1600: quella centrale raffigura l’Incoronazione della Vergine con ai lati in alto san Benedetto e san Romualdo, cardini dell’Ordine camaldolese e in basso san Giovanni evangelista e san Giovanni battista.
Lateralmente la pala ha altre quattro tavole di 150 x 34 cm, che raffigurano, da sinistra a destra in alto sant’Antonio abate e san Sebastiano; in basso le sante Caterina d’Alessandria e Maria Maddalena.

Il  dipinto centrale è opera del fiorentino Giovanni Bizzelli (1556 circa – 1612); invece i laterali sono attualmente attribuiti a un ignoto pittore della prima metà del Cinquecento.

 

Il Catalogo dei Beni Culturali nella scheda relativa riporta l’immagine in cui il Santo appoggia le mani su un bastone che assomiglia a una spada e non presenta gli altri tipici attributi.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900264108

https://it.wikipedia.org/wiki/Monastero_di_San_Giovanni_Evangelista_(Pratovecchio)

BARDONECCHIA (TO). Chiesa parrocchiale di Sant’Ippolito, due dipinti con s. Antonio abate, XVII e XVIII secolo

La chiesa conserva nella cappella del transetto sinistro due dipinti a olio su tela restaurati nel 2005 a cura del Comune di Bardonecchia.

Il primo è indicato nel cartello sottostante come “Santi Pietro e Antonio abate. (già Pietro e Paolo) Dono della famiglia Agnes”. Presumibilmente o l’interpretazione della seconda figura era scorretta, o fu, in epoca , modificata aggiungendo nella mano sinistra il bastone con il campanello, attributi tipici di s. Antonio abate. La mano destra regge un libro aperto.

Il secondo dipinto è del XVIII secolo e raffigura “Le tentazioni di sant’Antonio abate”. Il Santo è inginocchiato in preghiera vicino a un masso su cui sono un libro e un Crocifisso e ai suoi lati sono due orrendi diavoli. Sullo sfondo a destra una chiesa e a sinistra una casa in fiamme a ricordare che il Santo, oltre che invocato contro le malattie dette “fuoco di sant’Antonio”, è anche protettore dagli incendi.

L’attuale chiesa parrocchiale fu costruita in sostituzione della precedente, demolita nel primo Ottocento perché pericolante, negli anni 1827-28, ma consacrata solo nel 1833.
Nata come Santa Maria ad Lacum, dell’antico edificio oggi è rimasto  solo l’elegante campanile romanico in pietra che risale al XIII secolo e che, restaurato e dotato di guglia ornamentale in rame, si appoggia al fabbricato dell’attuale chiesa parrocchiale sul lato sud e conserva una serie verticale di quattro bifore.
All’interno della Chiesa sono presenti notevoli opere dell’artigianato della Valle. Nel presbiterio, dietro l’altare, si trova un prezioso coro di stalli lignei splendidamente decorati risalenti al 1435-40, già appartenenti all’antica abbazia della Novalesa.

 

Info sulla chiesa:
https://archeocarta.org/bardonecchia-to-campanile-della-chiesa-di-santippolito/

GIAVENO (TO). Cappella di San Sebastiano, con immagine di sant’Antonio abate

La sua posizione ai confini del borgo, addossata al muro perimetrale del cimitero, potrebbe far ipotizzare un suo utilizzo come riparo per i pellegrini diretti verso la via Francigena oppure come lazzaretto.
Solo nel 1689 si ha la prima testimonianza documentaria sulla cappella, il recente ritrovamento degli affreschi quattro-cinquecenteschi posti nell’area presbiteriale rende San Sebastiano l’edificio religioso esistente più antico di Giaveno e permette di datare la costruzione della cappella tra il XV e il XVI secolo.
L’occasione della scoperta del ciclo si deve alla volontà della comunità locale di far restaurare la pala d’altare settecentesca. Rimossa la tela è fortunosamente emersa la Madonna col Bambino, risparmiata alle imbiancature seicentesche. Successivi interventi di restauro nel 2007 hanno recuperato gli affreschi sulla parete di fondo.

La cappella, a pianta rettangolare ad aula unica, è suddivisa in tre campate voltate a vela. L’edificio presenta struttura in muratura portante mista, in pietrame e mattoni; il tetto è a falde con copertura in tegole.
La facciata è riquadrata da lesene e cornice, conclusa con timpano triangolare; al centro si apre la porta d’ingresso, affiancata da due finestre rettangolari, e sormontata da rosone ovale.
Il campanile si eleva sul lato destro dell’edificio, in corrispondenza dell’angolo creato tra la sacrestia e la terza campata e ha base a pianta quadrata; è suddiviso in cinque registri da cornici in mattoni.
All’interno, sul lato sinistro della seconda campata è collocata l’ex pala d’altare, raffigurante la Madonna col Bambino, san Sebastiano, san Grato, san Filippo Neri e san Biagio.
Nell’ultimo quarto del Quattrocento sembrerebbe possibile collocare il gruppo di santi emersi sulla superficie del secondo pilastro dal lato sinistro della navata ove, entro una cornice architettonica di notevole risalto prospettico, sono raffigurati, in senso orario, san Pietro, san Paolo, sant’Antonio abate e san Biagio e, sull’estradosso del terzo arcone, la figura assisa di un santo vescovo.
Le volte della prima e seconda campata sono dipinte a tinta unita, nella tonalità rosata, con riquadrature di tonalità grigia; la volta della terza campata è decorata a finto cielo, con raffigurati i quattro Evangelisti negli angoli.
La parete di fondo, che presumibilmente apparteneva al più antico edificio, presenta gli affreschi quattro-cinquecenteschi recuperati: al centro, sotto il rosone, è raffigurata una Madonna col Bambino; la restante parete è affrescata, in alto, con scene del Martirio di Marco e Marcellino e la decollazione di Tiburzio; san Sebastiano tradotto davanti all’imperatore Diocleziano; in basso, san Sebastiano ucciso a colpi di bastone e, a destra della Madonna, san Sebastiano appare alla nobile romana Lucina.

 

Per approfondire vai a: RESTALDI_Le-campagne-decorative-della-chiesa-riscoperte-dai-restauri.pdf

Info:
via San Sebastiano angolo via Ruata Fasella.
Visitabile installando l’app: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.cittaecattedrali.chieseaporteaperte&hl=it

Fonte:
https://archeocarta.org/giaveno-to-cappella-di-san-sebastiano/