BORGHETTO D’ARROSCIA (IM), fraz. Ubaga. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate, polittico di G. da Ranzo, 1532

Nella frazione Ubaga, https://goo.gl/maps/itRZrGDcxq8CDhZT6

 

All’interno della chiesa è custodito un polittico di Pietro Guido da Ranzo datato datato 7 dicembre 1532, e restaurato nel 2017.

La figura di Pietro Guido da Ranzo e della sua bottega risale nella sfera artistica ligure, tra la fine del XV secolo e la metà del XVI. In particolare la sua pittura, a soggetto sacro, emerge in Val d’Arroscia e negli ambienti vicini, caratterizzandosi con uno stile personale e un prestigioso linguaggio artistico, adatto a chiese, oratori e santuari.

Il polittico di sant’Antonio abate, raffigura al centro il Santo benedicente, in trono con lo sfondo dorato, con il bastone a tau e un libro; ai piedi il maiale e in alto due angioletti musicanti.
Ai lati, in alto le figure dell’arcangelo Gabriele e della Vergine annunciata, al centro la Crocifissione, in basso le figure di san Giovanni Battista e san Pietro, come vuole la comune e diffusa devozione ligure.
Nella predella, le figure a mezzo busto degli Apostoli con Gesù al centro.

Link:
https://www.youtube.com/watch?v=mHu1ykbBQwA

 

Data compilazione scheda: 4/1/2022
Rilevatore: AC

CASTO (BS), frazione Auro. Santuario della Madonna della Neve, A. Bonvicino detto il Moretto “S. Antonio ab.”

Sant’Antonio abate è un dipinto a olio su tela (297 x 148 cm) di Alessandro Bonvicino detto il Moretto (1498 circa – 1554), databile al 1530-1534.

Rimane ignota la committenza, anche se, verosimilmente, fu la stessa comunità di Casto.
Il Santuario fu costruito a partire dal 1527 in seguito a un’apparizione mariana e la tela è databile proprio agli anni immediatamente successivi.
Nei secoli seguenti non si registrano trasferimenti o cessioni e ancora oggi l’opera si trova nel santuario di Auro, sul terzo altare destro.

Il critico Camillo Boselli (Il Moretto, 1498-1554, in “Commentari dell’Ateneo di Brescia per l’anno 1954 -Supplemento“, Brescia 1954) scrive:
«Il Sant’Antonio Abate del Santuario valsabbino è un vivido spiraglio in quelle che possono essere state le aspirazioni e le deviazioni del Moretto minore, cioè del Moretto libero di ubbidire non ai dettami della moda, mai ai suoi desideri momentanei. Il piacere per i gesti violenti, per delle masse solide che traggono il senso dello spazio che occupano non già dal loro pieno, ma dal loro movimento, una pittura seicentesca, se di Seicento è lecito parlare in Moretto. […] La vera pittura preseicentesca a Brescia è nel Sant’Antonio di Auro. […] La violenza della rappresentazione è dappertutto, nella energica ipotiposi del bacolo abbaziale, nel braccio rovesciato nello sforzo, in quell’ampio mantello che tende a divenire […] il protagonista di tutto l’insieme. A questa visione di forza ben si addice quel complesso piatto del bancale da cui avanza la figura del santo, costruito con un modellato solido e poderoso creato da un intenso chiaroscuro. Il contrasto fra il grigio argenteo, i rosa antichi […] da una parte e il chiaroscuro foppesco dall’altra bloccano questa figura in un qualche cosa di solido, mentre la sua configurazione lineare era la migliore per sciogliere del tutto le masse grazie alla forza centrifuga di cui è animata. Concezione lineare che può sembrare quindi sbilanciata e difettosa per le regole rinascimentali sia veneziane, sia bresciane, ma che può essere non solo assolta ma approvata in periodo seicentista. E al Seicento, al più puro e tipico Seicento, ci riconducono quel maialino che grugnisce sul ghiaccio abbagliato del gradino, qui piedi forzuti che s’intravvedono in primo piano, quel braccio e quel polso violentemente segnati. Solo la provincia, però, permette al Moretto in questo periodo un canto così spiegato e scoperto; quando egli deve dipingere per i cittadini, la sua pittura si raffina intellettualmente e diventa non più debole, ma più composta.»

 

Immagine e notizie da:
https://it.wikipedia.org/wiki/Sant%27Antonio_Abate_(Moretto)

https://www.vallesabbianews.it/notizie-it/(Casto,Valsabbia)-Il-%C2%ABSant’Antonio-Abate%C2%BB-di-Auro-24151.html

Data compilazione scheda: 3/1/2022
Rilevatore: AC

SPIGNO MONFERRATO (AL), frazione Turpino. Chiesa di Sant’Antonio abate

Località Scaletta.

Turpino, frazione a nord-est dell’abitato di Spigno M., è un autentico gioiellino incastonato tra i paesaggi lunari dei calanchi, con una chiesa cinquecentesca dalle colonne di pietra, la vecchia cappella medioevale della Madonna della Neve e il palazzo Scaletta con i grandi loggiati riparati dai venti dove sostavano le carovane che percorrevano la via del sale, del mare, delle acciughe, crocevia collinare di mercanti, pellegrini e soldati che preferivano la via del crinale rispetto a quella, più comoda ma insicura, del fondovalle.

 

Link:
www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/scheda.jsp?sercd=12664#

Data compilazione scheda: 31/12/2021
Rilevatore: AC

TERZO (AL). Oratorio di Sant’Antonio abate

Via dei Caduti, 1
https://goo.gl/maps/5PhbFyM9hn4xNQyp9

 

Piccolo edificio ben conservato.

 

Link:
www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/scheda.jsp?sercd=12389#

Data compilazione scheda: 31/12/2021
Rilevatore: AC

SASSELLO (SV). Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge nel borgo di Bastia Sottana, accanto ai resti del castello, su un’altura che domina il centro di Sassello; Via Bastia, 61

 

La chiesa venne eretta intorno all’anno 1450 dai Doria come cappella del castello di Bastia Sottana, entro le cui mura era un tempo compresa.

L’edificio è di modeste dimensioni. L’interno ha presbiterio quadrato e un altare in pietra e calce. Le pareti sono bianche.
Nella chiesa vi era vi era un dipinto del 1631, ora disperso: Assunzione della Vergine con sant’Antonio abate, san Rocco e san Nicolao di Giovanni Battista Carlone (1603-1684 circa).


Link:

https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_di_Sant%27Antonio_(Sassello)

https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Battista_Carlone

Data compilazione scheda: 31/12/2021
Rilevatore:
AC