SAN GIORGIO DELLE PERTICHE (PD), frazione Arsego. Chiesa parrocchiale dei SS. Martino e Lamberto con statua di s. Antonio abate

La chiesa fu citata per la prima volta nel testamento di Galvan Marascotto del 7 marzo 1161. Ma già nel 1130 il Vescovo di Padova San Bellino ricorda la Villa Arsici che contava una fiorente vita religiosa e comunitaria. Da una decima papale del 1297 si sa che si intitolava a San Lamberto, vescovo di Maastricht Tongerloo assassinato nel 705, ma non si conosce la data in cui fu aggiunta la seconda titolazione a san Martino, vescovo di Tour.
Con regolarità, a partire dal Quattrocento, dalle visite vescovili si hanno notizie sulla vita della parrocchia, le opere e la struttura della chiesa. Nel 1454 Diotisalvi da Foligno, vicario del vescovo di Padova Dandolo, annota che la chiesa di Arsego accorpa anche la chiesa di Marsango e di Santa Maria di Non diventando cappella della vicina pieve di San Giorgio delle Pertiche.
Nel 1703 si iniziò la costruzione di una nuova parrocchiale; i lavori durarono a lungo, tanto che nella visita pastorale del 1744, il cardinale Carlo Rezzonico trovò il cantiere ancora aperto.
Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento l’edificio fu ampliato con quattro cappelle laterali e ristrutturato: a questo periodo risalgono il coro, il pavimento e il soffitto. Fu consacrata nel 1926. Nel 1990 fu restaurata.
La pala dell’altare maggiore, di fine Cinquecento, raffigura due episodi della vita dei santi vescovi Lamberto e Martino. Notevoli le statue settecentesche in pietra di Vicenza.

 

Un altare laterale ottocentesco ha la pala che raffigura il Battesimo di Cristo e ai lati due statue. Quella di sinistra raffigura sant’Antonio abate, che tiene con la mano destra un bastone cui è appesa una campanella

 

 

Link:
https://www.difesapopolo.it/Atlante/Le-parrocchie-della-diocesi/Da-Abano-Terme-a-Bigolino/Arsego/La-storia-di-Arsego

Segnalazione:
Albertino Martignon

SPINETOLI (AP), frazione Pagliare del Tronto. Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Vittorio Emanuele, 3
https://maps.app.goo.gl/jCwgWJXqJXZjRQ3y7

La Santa Sede nel 1797 accordò l’erezione della nuova parrocchia di Pagliare con il preciso impegno da parte del popolo di costruire la chiesa e provvedere al suo mantenimento. Pur con generosi sforzi, i lavori di edificazione non riuscivano ad avanzare. Don Marco Guerrieri si interessò presso la Santa Sede perché alla nuova parrocchia si assegnasse un beneficio per uscire dalle difficoltà e per assicurare un sostegno economico ai futuri bisogni. I terreni, che attualmente sono della parrocchia, costituivano il beneficio di Sant’Antonio abate in Borgo Solestà, quartiere di Ascoli Piceno e li godeva mons. Marcucci, ascolano e vescovo di Montalto Marche. Alla morte del Vescovo, don Guerrieri, propose ed ottenne dalla Santa Sede che il beneficio di S. Antonio abate di Borgo Solestà fosse assegnato alla nuova parrocchia di Sant’Antonio abate di Pagliare. Solo vendendo parte del beneficio furono portati a termine i lavori della nuova chiesa terminata e inaugurata nel 1813.
Don Acciaccaferri fu il parroco che rimase più a lungo a Pagliare: dal 1856 al 1906. Egli fece decorare la chiesa parrocchiale del pittore Ferdinando Cicconi, artista di buona fama di Colli del Tronto. Di quel pittore rimane solo la tela al centro della volta, sulla navata centrale, in cui domina la figura di Dio Creatore. La decorazione del Cicconi fu in seguito ricoperta da quella fatta eseguire dal parroco don Riccardo Marucci.
Agli inizi del XX secolo si decise di rendere la chiesa più capiente, in quanto era troppo angusta per la crescente popolazione. Con progetto dell’ingegner Orlando Grifi, si affidò la costruzione delle due navate laterali e la pavimentazione di tutta la chiesa alla Ditta Morganti Ernesto. Nel 1925 la chiesa aveva già le attuali dimensioni. Nelle due nuove navate laterali furono posti due altari in legno prelevati dalla chiesa di San Francesco di Offida, demolita per essere adibita ad altri usi. Don Paolo Rossi acquistò dalla ditta Migliorini in Roma l’attuale organo. S i provvide in breve tempo all’arredamento della chiesa con banchi e sedie e si fece un primo rinnovo dei paramenti e di vasi sacri, un impianto di illuminazione adeguato.

La facciata presenta sopra i portali laterali due lunette a bassorilievo con immagini a mezzo busto di s. Antonio abate: a sinistra con libro e bastone; a destra circondato da animali.

 

Info da:
https://web.archive.org/web/20101003230330/http://lnx.pagliaredeltronto.it/index.php?option=com_content&view=article&id=61&Itemid=63

VALBRENTA (VI), frazione Valstagna. Chiesa parrocchiale di S. Antonio abate

Valstagna, Via Roma, 37
https://maps.app.goo.gl/89atAikMsXBwnbtg6

La primitiva cappella del 1221 era una chiesa confraternale dipendente dalla pieve di Oliero e poteva sostenersi grazie alle rendite derivanti da una piccola cava di alabastro.
Nel 1494, presente il vescovo di Padova Pietro Barozzi, i capifamiglia del paese decisero la ricostruzione dell’edificio, che fu ultimato nel 1515. Nel 1552 Valstagna fu dichiarata parrocchia autonoma.
La prima pietra dell’attuale parrocchiale venne posta nel 1757; i lavori di costruzione furono portati a termine nel 1764. La chiesa fu consacrata nel 1861 e nel 1870 le fu conferito il titolo di arcipretale.
Durante la prima guerra mondiale la struttura subì gravissimi danni e nel 1919 dovette essere sottoposta ad un radicale intervento di ripristino.
Nel gennaio del 2008 una parte del soffitto della chiesa crollò e pertanto fu risistemato a partire dal 2009.

La facciata è incompiuta e presenta due nicchie con statue, quella di sinistra raffigura s. Antonio abate con bastone e campanella nella mano sinistra, mentre la destra tiene il fuoco.


All’interno, gli affreschi del soffitto furono eseguiti nel 1921 dal pittore trevisano Carlo Vendramin e sostituirono un precedente affresco del 1786, perduto con la prima guerra mondiale. La Natività o “Presepio”, è uno dei quadri più discussi dei Da Ponte, dove Francesco lavorò per la prima volta, con pura opera di coloritura, in compagnia di Jacopo (l’opera è databile tra il 1530 e il 1535).
Opera pregevole attribuita a Iacopo Negretti detto Palma il Giovane (1548/50 – 1628) è la Deposizione di Cristo (fine ’500);
Da segnalare la storica statua in legno della Madonna della neve, incoronata solennemente il 5 agosto 1638, e un suggestivo Crocifisso ligneo del secolo XVI, restaurato a giugno 2024; la pala del Crocifisso, pure in legno, è dello scultore valstagnese Marco Michielin (1854).

 

Su un altare sul lato destro si trova un dipinto raffigurante sant’Antonio abate, che ha nella mano destra il fuoco e con la sinistra tiene un bastone cui è appesa una campanella e un libro aperto. Dietro il Santo, a sinistra, un maiale pezzato. Un’iscrizione sotto il quadro riporta il nome di S. Antonio e
data probabilmente leggibile come MCMXXVI (1926).

 

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Valbrenta)

Segnalazione e fotografie di Albertino Martignon

ALGHERO (SS). Chiesa di Sant’Antonio abate

Borgata Gutierrez in Agro di Fertilia. Strada Vicinale Dopolavoro, 12-8
https://maps.app.goo.gl/8eKVieMT1h33BGe46

 

Agli inizi degli anni Trenta del Novecento, fu avviata una politica di sviluppo agricolo che coinvolse tutta la regione della Nurra. Nel 1934 i primi coloni, provenienti dall’Emilia, realizzarono una cappella, dedicata a Santa Maria Ausiliatrice. Nel corso degli anni, nel vasto territorio si svilupparono varie borgate, tra cui quella di Santa Maria la Palma, fondata nel 1952 e i cui abitanti frequentarono la cappella dell’Ausiliatrice sino alla realizzazione nel 1954 di una propria chiesa.
All’epoca, un gruppo di giovani dell’Azione Cattolica, decise di dedicare il piccolo luogo di culto a Sant’Antonio abate e l’allora parroco don Costantino, si attivò, insieme alla popolazione, all’ampliamento della cappella. All’interno della chiesa vi è ancora l’altare e la statua dell’Ausiliatrice.

In quel periodo fu acquistata la statua di  Sant’Antonio abate con i tradizionali bastone, campanella e maiale.

 

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In occasione della festa del Santo la sera del sabato più vicino al 17 Gennaio vi è l’accensione di un falò e un banchetto. La mattina seguente, dopo la messa, si svolge la processione e la benedizione dei campi.

 

Immagini da Wikimedia

Link:
https://wikimapia.org/30555150/it/Chiesa-di-Sant-Antonio-Abate

https://www.lanuovasardegna.it/alghero/cronaca/2018/01/17/news/nella-borgata-di-gutierrez-si-festeggia-sant-antonio-1.16366001

VERGATO (BO), frazione Riola. Chiesa di S. Maria Assunta con statua di S. Antonio abate

La chiesa fu progettata dall’architetto finlandese Alvar Aalto nel 1966 e fu realizzata fra il 1977-78.

 

All’interno, a destra del presbiterio, una statua  di sant’Antonio abate.

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/64920/

https://www.culturabologna.it/gallery/appennino-bolognese-immagini-chiese-249aa0/media-bologna-appennino-bolognese-immagini-chiese-dc8b94