SAN CASCIANO IN VAL DI PESA (FI). Pieve di San Giovanni in Sugana, terracotta di B. e S. Buglioni con s. Antonio abate, 1510

Le prime notizie della Pieve risalgono al 1019; nel XII secolo era di pertinenza del Monastero di San Miniato al Monte di Firenze.
L’edificio conserva le caratteristiche strutturali e decorative del XII-XIII secolo. Nel XVI fu arricchito da opere in terracotta invetriata. In quello stesso periodo fu ridefinito l’interno grazie alle donazioni della famiglia Salviati che dal 1558 ebbero il patronato della chiesa. Nel 1730 vennero svolti imponenti lavori di restauro che portarono a una trasformazione in senso barocco della chiesa; altri lavori furono eseguiti nel 1894.

La Chiesa conserva anche una grande pala in terracotta invetriata policroma, realizzata nel 1510-15 da Benedetto (1461 – 1521) e Santi (1494 – 1576) Buglioni, raffigurante la Madonna tra i santi Giovanni battista e Antonio abate. La pala è stata in gran parte ricostruita in seguito a dei gravi danni subiti; sono originali sant’Antonio e il corpo del Bambino.

La Vergine seduta sorregge sulle ginocchia il Bambino. Ai lati, a sinistra, s. Giovanni battista e a destra sant’Antonio abate che indossa una veste marrone e gialla e tiene nella mano sinistra un libro e nella destra il bastone.

Sullo sfondo è la scena, tra alberi, del “Miracolo dell’apparizione” con la Vergine che appare a due pastorelli accompagnati da un angelo. Lateralmente due pilastri decorati da ghirlande di frutti e fiori con capitelli corinzi.
Alla sommità un cherubino e sotto sei formelle raffiguranti un cherubino alternato ad un Agnus Dei; ancora più sotto tre formelle con angeli in abiti svolazzanti.

In basso, nella predella, alle estremità due stemmi – probabilmente si tratta delle armi di Ludovico di Ludovico Giandonati che fu capitano a Cutigliano nel 1508 – mentre nelle altre formelle si vede a rilievo sant’Antonio abate a sinistra, al centro il Cristo uscente dal sepolcro sorretto dalla Madonna e da san Giovanni Evangelista, e a destra la figura di san Sebastiano.

 

 

Link:
https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900000264

https://it.wikipedia.org/wiki/Pieve_di_San_Giovanni_in_Sugana

ABETONE CUTIGLIANO (PT). Chiesa di Madonna di Piazza, terracotta di B. Buglioni con s. Antonio abate, 1510 circa

La Chiesa risale al secolo XV e ha una sola navata.


Sull’altare maggiore è collocata una terracotta invetriata policroma Vsta una grande pala in terracotta invetriata policroma di 185 x 144 x 19 cm, attribuita alla bottega di Benedetto Buglioni (1459-1521), prolifico diffusore della formula dei Della Robbia. Raffigura la Madonna in trono col Bambino e i santi Antonio abate (a sinistra) e Bernardino da Siena; è databile al 1510 circa.

Sant’Antonio tiene con la mano destra un libro chiuso con la copertina verde e con la destra un bastone a tau. Ai suoi piedi un maiale

 

 

Immagine da Wikimedia

VERGHERETO (FC), frazione Balze. Chiesa di Santa Maria Assunta, terracotta di B. Buglioni con s. Antonio abate, XV-XVI secolo

La prima costruzione di un oratorio risale al 1494 ed era intitolato alla Madonna del Sasso, poiché costruito nei pressi del luogo dove il 17 luglio di quell’anno era avvenuta l’apparizione della Madonna a due pastorelle, vicino ad un masso.
Nel 1785, le soppressioni leopoldine decretano la chiusura della Pieve di Santa Maria in Vignola e la traslazione dell’arcipretura nella Chiesa di Balze, che assumerà da questo momento il titolo di Santa Maria Assunta in Balze. L’arciprete di Vignola descrive la Chiesa con un ingresso porticato che veniva usato anche per scopi civili, con coro fatto a nicchia.
Tra 1839 e 1854 furono eseguiti lavori di ampliamento della Chiesa e della canonica.

 

Al centro dell’abside è posta una grande pala in terracotta invetriata policroma di 185 x 144 x 19 cm, attribuita alla bottega di Benedetto Buglioni (1459-1521), prolifico diffusore della formula dei Della Robbia, e realizzata tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo.
Raffigura la “Madonna col Bambino fra san Giovanni Battista e sant’Antonio abate, e sullo sfondo il Miracolo dell’Apparizione”.

Sant’Antonio abate è a destra; tiene un libro chiuso con la mano sinistra e con la destra un bastone a tau.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/18927/Chiesa_di_Santa_Maria_Assunta_Balze,_Verghereto

https://immaculate.one/la-madonna-del-giorno-17-luglio-1494-madonna-del-sasso-balze-di-verghereto-forli-cesena-italia/

FANO (PU). Collocazione ignota, due statue di s. Antonio abate, XX secolo

Il Catalogo dei Beni Culturali indica che a Fano – ma senza la collocazione precisa – vi sono due statue di sant’Antonio abate.

 

Statua in cartapesta e gesso, alta 177 cm, raffigurante sant’Antonio abate datata al 1925-49, opera di bottega marchigiana.

In posizione eretta, il Santo alza la destra in atto benedicente; tiene con la mano sinistra un alto bastone cui è appesa una campanella.
Ai suoi piedi a destra il fuoco, a sinistra un maialino.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100159450


 

 

Statua lignea alta 115 cm, raffigurante sant’Antonio abate, di ambito marchigiano. Datata 1940-60.

Il Santo è in posizione eretta, la mano destra compie il gesto di benedizione; la sinistra regge un altissimo bastone con terminazione a croce cui è appesa una campanella.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1100233316


Chi avesse informazioni sulle localizzazioni delle opere, per favore le comunichi alla mail: info@afom.it. Grazie

TEANO (CE). Collocazione ignota, maiolica e due affreschi con s. Antonio abate

Il Catalogo dei Beni Culturali indica che a Teano – ma senza la collocazione precisa – vi sono altre  immagini di sant’Antonio abate.

 

Maiolica di 77 x 58 cm, risalente al XVII secolo.
Sant’Antonio abate, circondato da cherubini, con la tau sul mantello e rosario alla cintura, tiene nella mano destra un libro sul quale è una fiamma e nella sinistra il bastone cui è legata la campanella blu e gialla. Lo sfondo è azzurro nella parte superiore e verde e giallo in quella inferiore.

Immagine e link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500205093


 

Affresco di 140 x 90 cm, risalente al XVI secolo.
Sant’Antonio, raffigurato in una nicchia, tiene con la mano destra un libro chiuso, con la sinistra una campanella, un rosario e un bastone con una inconsueta terminazione a doppia spirale.

 

Immagine e link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500265160



Affresco di 250 x 214 cm, che raffigura “Sant’Antonio abate e Sant’Antonio di Padova”, datato agli inizi del XVII secolo
Un putto alato porge una corona a Sant’Antonio abate e un’altra a Sant’Antonio di Padova all’interno di un abside che attraverso archi a tutto sesto retti da pilastri comunica con tre cappelle radiali lasciati in ombra.
Sant’Antonio abate, a sinistra, veste una tunica gialla e un manto rosso, è seduto e tiene un libro aperto tra le mani. Tra le ginocchia il bastone cui è appesa una campanella.
“Le tangenze stilistiche con il dipinto dell’altare maggiore firmato Oramus De Garamus (Orano de Garano, pittore di cui si hanno notizie intorno al 1623) e datato 1613 induce a considerare anche quest’ultima opera del pittore tardo manieristico, ancora attardato sulle orme del tardo Andrea Sabatini o del Criscuolo.”

Immagine e link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500205171


Chi avesse informazioni sulle localizzazioni delle opere, per favore le comunichi alla mail: info@afom.it. Grazie