OROSEI (NU). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Corteri Sant’Antoni, 8 / Piazza Torre di Sant’Antonio Abate.
https://goo.gl/maps/GDEMhaHvFk15G2en7

 

La chiesa fa parte di un ampio complesso che ospita anche una torre medievale a base quadrangolare del periodo pisano (XIII-XIV secolo) e una serie di cumbessias (antiche strutture che venivano utilizzate durante la festa dedicata al Santo come ricovero dei pellegrini e per ospitare il mercato).

 

Il barone D. Antonio Manca Guiso fondò nel 1686 lo “spedale della carità” presso la Chiesa di Sant’Antonio abate, che rimase attivo per quasi tre secoli. Aveva la funzione di accoglienza di malati, viandanti e bambini abbandonati. Ancora nel 1838 l’ospedale, in pieno decadimento, privo di fondi da parte dell’amministrazione comunale e del vescovado, poteva ospitare soltanto una dozzina di persone.

 

L’edificio della Chiesa, costruito con pietra vulcanica in diverse fasi fra il Trecento e il Quattrocento, poggia su un precedente impianto romanico. La muratura esterna della chiesa presenta due diverse tipologie, in basso con conci più grandi e disposti regolarmente e culmine a capanna; la parte superiore fu realizzata con conci più piccoli e con disposizione meno precisa. La parte alta della facciata presenta un oculo sopra il portale.

La pianta è a navata unica, dotata copertura lignea e un ampio portico a pilastri che si sviluppa sul lato sinistro.
All’interno vi sono i resti dell’antica pavimentazione in piastrelle di maiolica (chiamata azulejos) del 1500 circa.
La chiesa, che doveva essere chiesa palatina, presenta un ciclo pittorico datato al XIV secolo, di grande interesse per la probabile committenza dei giudici d’Arborea, che ebbero questo borgo già prima del 1350. Sulle pareti, gli affreschi raffigurano scene della Vita di Gesù e di alcuni Santi.

 

Al XIV-XV secolo appartiene la statua lignea di sant’Antonio abate posta sull’altare maggiore.

 

 

 

La festa di Sant’Antonio abate si svolge il 16 gennaio con un grande falò all’aperto attorno al quale si compiono i tre giri rituali.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Orosei)

https://it.wikipedia.org/wiki/Orosei

MESSINA, frazione Gesso. Chiesa di Sant’Antonio abate

Piazza Sant’Antonio abate
https://goo.gl/maps/tkBr16rgGAfF7wva6

Le prime notizie documentarie riguardanti il villaggio di Gesso risalgono all’età normanna: intorno al  1063 Ruggero I di Sicilia, per ricordare la vittoria riportata in quelle zone sugli arabi, fece erigere in località Divieto e lungo il torrente Gallo, una chiesa e monastero dedicati a S. Gregorio Magno.
La chiesa madre della frazione è dedicata a S. Antonio abate e fu costruita a partire dal 17 Gennaio del 1612 come riportato su un blocco di uno dei cantonali del transetto, probabilmente su progetto dell’architetto gesuita Natale Masuccio; il cantiere doveva essere terminato intorno al 1623.
Nel 1968 sono stati eseguiti interventi di adeguamento liturgico del presbiterio; in particolare, è stato ricostruito l’altare coram populi riutilizzando un paliotto settecentesco in marmo policromo.
Nel 2014 fu eseguito un totale restauro della chiesa.

La facciata, introdotta da un’ampia scalinata, è improntata sostanzialmente ad un forte classicismo; il prospetto principale è a due ordini di cui il primo con due coppie di paraste di ordine dorico,  due della quali fungono da robusti cantonali ed altre due che si alternano alle tre porte del prospetto. Un’austera cornice introduce il secondo ordine con  al centro una finestra tra due paraste doriche; semplici pinnacoli ed oculi completano il disegno insieme ai portali, ornati dallo stemma civico, e  già improntati ad un sobrio gusto barocco. Sopra il portale, una finestra rettangolare con l’immagine di sant’Antonio.
Sul retro dell’edificio si eleva il campanile che conserva un orologio a contrappesi.

L’interno a croce latina è suddiviso in  tre navate che si concludono con un transetto, scandite da colonne in marmo rosso poste su alti plinti e sormontate da colonne doriche che si pongono in bicromia con la fastosa decorazione in stucco bianco; l’abside centrale, preceduta da un ampio transetto, ha forma quadrangolare mentre le laterali sono ridotte ad un altare a parete. La struttura ancora di robusto senso classico è riccamente ornata da fregi in stucco tardo barocchi che alternano motivi vegetali, putti e nella zona del transetto Santi entro nicchie.
Il soffitto a volta incannucciata è del 1911, dentro lo spazio delle vele si aprono una serie di finestre; questa copertura sostituisce il magnifico cassettonato in legno andato distrutto in seguito ad un incendio nel 1906 che recava al centro un’immagine di S. Antonio Abate di Catalano l’Antico. Dello stesso pittore si conserva nel primo altare a sinistra del transetto una Natività, firmata e datata 1600. Nello stesso incendio, in cui andarono perduti il coro ligneo del 1714 e la statua del Santo titolare sempre in legno, fortemente danneggiati anche gli affreschi del transetto opera del pittore messinese Giovanni Tuccari di cui rimangono tracce nell’altare a destra del transetto
Ultimati i lavori di restauro, la chiesa è stata arricchita con opere rilevate da altre chiese distrutte a seguito del sisma del 1908 o provenienti da chiese non più ufficiate. Tra le opere di maggior pregio si segnalano: – il pulpito in legno intagliato del sec. XVII; – due statue della Madonna del Soccorso, di cui una marmorea del sec. XVI attribuita a Giovanni Angelo Montorsoli e l’altra lignea del sec. XVIII di autore ignoto, provenienti dall’omonima chiesa, distrutta dal terremoto del 1908; – i paliotti in marmo policromo e in cuoio modellato, di epoca secentesca, provenienti dalla chiesa dell’Immacolata.
Tra le opere d’arte pittoriche e scultoree conservate: nel primo altare a destra del transetto un affresco raffigurante il Battesimo del Giordano di G. Tuccari con al centro il frammento di una tavola raffigurante il Battista del sec. XVI di scuola polidoresca. Attribuiti a Gaspare Camarda, allievo di Catalano l’Antico, il Trionfo della Croce secondo la visione di padre Angelo Fermo, forse proveniente dalla chiesa di Gesù e Maria, e la Madonna con S. Francesco ed un altro santo francescano, segue un S. Antonio di Padova del sec. XVII. Unica opera dell’importante pittore ibissoto Onofrio Gabrielli,  Gesù e  Maria con le Anime del Purgatorio, ispirato ai modi di Pietro da Cortona.

In sacrestia si conservano un quadro con S. Antonio abate firmato dal pittore messinese  Giovanni Tuccari (1667 – 1743) ed  un bellissimo armadio del sec. XVIII con un fastigio formato da una fantasiosa decorazione lignea traforata.
Una Presentazione al Tempio molto rovinata proveniente da S. Francesco di Paola orna il secondo altare di sinistra rispetto all’ingresso ed è seguita dalla Strage degli Innocenti firmata e datata Giuseppe Paladino 1770. Dietro l’altare maggiore paliotti in cuoio dipinto del secolo XVII raffiguranti l’Immacolata, la Crocifissione e la Natività. A lato del transetto l’altare del Crocifisso con un bellissimo paliotto intarsiato con al centro un’immagine della Pietà di Maria e tracce di un affresco raffigurante le Pie donne ai piedi della Croce attribuito a G. Tuccari, con Crocifisso ligneo degli inizi del secolo XVI.

La statua del santo patrono è posta sul lato sinistro del transetto ed è opera di Gregorio Zappalà, databile al 1907; la statua sarebbe posta dove, secondo la tradizione, avrebbe fin dall’origine segnato il luogo designato dal Santo per la sua chiesa. La leggenda narra che una nave si fermò nel porto e non riusciva a ripartire, si scaricarono tutte le mercanzie, tra cui una statua del Santo che fu portata e Gesso e posta in un delle chiese esistenti. La mattina seguente la nave riuscì a ripartire, ma la statua era sparita dalla chiesa e fu ritrovata presso un albero di fico in una zona del villaggio non ancora edificata. Gli abitanti decisero di costruire in quel luogo la chiesa e porre l’altare dove era l’albero.

 

A Gesso il Santo viene festeggiato il 17 gennaio e la seconda domenica di agosto, con processione.

 

Link:
https://www.messinaierieoggi.it/la-pagina-culturale/269-giuseppe-finocchio/611-la-chiesa-parrocchiale-di-s-antonio-abate-a-gesso.html

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/84880/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Gesso,_Messina

https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Tuccari

MONASTIR (CA). Chiesa di Sant’Antonio abate e statua

Via Sant’Antonio
https://goo.gl/maps/5PVt7mirtqsxK4xU8

 

La chiesa, che risale al quattordicesimo secolo, in stile gotico, oggi non conserva molto del suo aspetto originario. Edificata sul colle omonimo, abitato ininterrottamente dal periodo nuragico, è menzionata nelle Respuestas del 1777. Dal 1445 al 1839 fu chiesa baronale.
L’edificio è stato riutilizzato per diverse funzioni nel corso del tempo: agli inizi del Novecento venne adattato come ospedale, per poi diventare l’alloggio di una famiglia senza tetto nel corso della Seconda guerra mondiale. Durante gli anni Cinquanta del Novecento fu sfruttato come aula della scuola elementare. Oggi la chiesa viene officiata in occasione della festa del Santo.

La facciata è piana, con coronamento a capanna, spezzato in sommità dall’impostazione del campanile a vela a unico fornice. Sul tettuccio del campanile è presente una croce in pietra. In asse con il campanile si trovano il piccolo rosone e il portale d’ingresso realizzato con pietre squadrate e lavorate e sormontato da un arco di scarico a sesto acuto, che si imposta su capitelli modanati, mentre l’apertura rimane rettangolare.

La pianta è a navata unica, con l’area presbiteriale sopraelevata di tre gradini, illuminata dal piccolo rosone e da alcune finestre laterali. All’esterno, sul fianco destro, si segnala unicamente una piccola nicchia in rilievo, obliterata e forse destinata a contenere una statuetta.

 

Un tempo la chiesa accoglieva le statue di sant’Antonio abate e di sant’Atanasio, oggi conservate nella parrocchiale di San Pietro Apostolo.

 

 

Festa. Durante la festa di Sant’Antonio, il 17 gennaio o il sabato più vicino, dopo la processione con la statua del Santo, si innalzano gigantesche cataste di legna, offerte generosamente dai fedeli, che all’alba si riuniscono per la raccolta della legna. Dopo i riti liturgici del sabato e la benedizione del fuoco, la gente si trattiene a lungo presso il falò, parlando e degustando i prodotti sardi realizzati per l’occasione. Il falò “su fogadoi” arde benefico e purificatore, per tutta la notte.

 

Link:
https://monumentiaperti.com/it/monumenti/chiesa-san-antonio-abate/

https://www.ichnusa.org/italia/sud-sardegna/monastir/sant-5C-antonio-abate/

QUARTUCCIU (CA). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Quartu/via Neghelli
https://goo.gl/maps/sjq1qSKrHUDWzZgs5

 

La chiesa dedicata a Sant’Antonio, edificata in data incerta, in seguito agli ingenti danni subiti durante l’alluvione del 1889, venne completamente ricostruita. Inizialmente si affacciava su via Nazionale, ora è su via Neghelli.

La semplice facciata è intonacata e caratterizzata da una struttura muraria che funge da atrio all’edificio stesso. In essa si aprono, sui due lati, gli accessi all’edificio. Sulla parte alta del prospetto, domina centralmente, il piccolo campanile a vela a due luci ad arco a sesto acuto.

L’interno della chiesa, molto luminoso, presenta due navate asimmetriche e copertura lignea.
Ivi sono conservati, oltre la statua di S. Antonio abate, un organo, alcuni dipinti e dei paramenti sacri.

 

La festa del Santo si svolge a maggio, con falò e degustazione di cibi.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/38194/Quartucciu+%28CA%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio

SERRI (CA). Chiesa di Sant’Antonio abate

La chiesa sorge nel centro storico dell’abitato di Serri non molto distante dalla parrocchiale. Via Roma, 9.
https://goo.gl/maps/hPZaaTcHyNU6kUwz8

 

La chiesa risale con grande probabilità alla seconda metà del XVIII secolo. La data 1770 (?) riportata sul portale d’ingresso ne è un’attestazione.

L’edificio è preceduto da due gradini. La facciata presenta un piatto terminale contraddistinto da merlature, culminante centralmente con un semplice campanile a vela ad unica luce sovrastato da una croce.
Sulla facciata si apre un portale in legno con cornice in pietra; l’architrave presenta dei motivi decorativi fitomorfi che centralmente lasciano il posto all’inserimento del probabile anno di realizzazione dell’edificio sacro.

L’interno è a navata unica coperta con tetto a capriate lignee, spartita in quattro campate da archi a tutto sesto. Illuminata da ampie aperture finestrate poste sul lato sinistro, è caratterizzata da un secondario ingresso sul fianco destro.
L’area del presbiterio, rialzata di un gradino rispetto alla pavimentazione della navata, presenta una parete di fondo contraddistinta da tre nicchie all’interno delle quali si trovano delle statue dei santi: centralmente Sant’Antonio abate al quale è dedicata la chiesa, Sant’Antonio di Padova sul lato sinistro, Sant’Andrea a destra.

 

Nella piazza attorno alla chiesetta, riqualificata di recente, dove ogni anno a gennaio si svolge la festa con il tradizionale falò e la benedizione del pane, è stata collocata una scultura in pietra raffigurante sant’Antonio abate.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/38241/Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate