SAN DORLIGO DELLA VALLE – DOLINA (TS), frazione Prebenico. Chiesa di Sant’Antonio abate

Frazione Prebenico. Strada Provinciale 11, 37
https://goo.gl/maps/jLLnGgdbJz71VQ5H6

Il toponimo fin dal 1923 riunisce le denominazioni in italiano e sloveno del capoluogo. È il comune più orientale della regione e dell’Italia settentrionale.

La chiesa di Sant’Antonio Abate è sita nella frazione Prebenico del comune di San Dorligo della Valle ed è filiale della parrocchiale di San Dorligo e fa parte del decanato di Opicina.

Non si hanno notizie certe sulla costruzione della struttura, ma una chiesa a Prebenico è attestata per la prima volta in un documento datato 11 giugno 1444 nel quale è menzionata “l’ecclesia S. Antonio de Prebenicho”.
Probabilmente l’edificio venne ricostruito o ristrutturato nella seconda metà XVII secolo, dato che fu consacrato il 24 luglio 1672.

L’edificio ha una struttura semplice; la facciata è preceduta nel mezzo da un massiccio campanile in pietra, che si erge su un portico a base quadrata aperto su tre lati attraverso ampie arcate a tutto sesto; in sommità la cella campanaria si affaccia sulle quattro fronti attraverso bifore, mentre a coronamento si eleva un tamburo a base esagonale a sostegno della guglia.

L’interno si sviluppa su un’unica navata; sul fondo del presbiterio si allunga l’abside a base poligonale. Opere di pregio qui conservate sono l’acquasantiera in pietra del 1695, la pala dei Santi Filippo e Giacomo, ascrivibile ad un periodo compreso tra i secoli XVIII e XIX, le statue che rappresentano l’Angelo custode, Santa Norburga e San Giuseppe con il Bambino.
L’altare maggiore in stile tardogotico, ornato da marmi policromi è probabilmente seicentesco; ha un’ancona con una nicchia all’interno della quale si trova la statua raffigurante Sant’Antonio abate.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(San_Dorligo_della_Valle,_Prebenico)

SAN DORLIGO DELLA VALLE – DOLINA (TS), frazione Sant’Antonio in Bosco – Boršt. Chiesa di Sant’Antonio abate

Località Sant’Antonio in Bosco, 93 – tel. 040 2335127 – email: parrocchiaborsht@gmail.com
https://goo.gl/maps/UMWjXgiEFAzEzRgL8

Il toponimo fin dal 1923 riunisce le denominazioni in italiano e sloveno del capoluogo. È il comune più orientale della regione e dell’Italia settentrionale.
La chiesa di Sant’Antonio Abate è la parrocchiale della frazione di Sant’Antonio in Bosco (Boršt in sloveno).

Si sa che la prima chiesa nota di Sant’Antonio in Bosco, dedicata a Santa Maria, fu consacrata nel 1636. Questa cappella divenne nel XIX secolo chiesa cimiteriale.

Il 1° luglio 1841 cominciarono i lavori di costruzione della nuova chiesa situata al centro del paese. L’edificio venne portato a termine nel 1845. Dedicata a Sant’Antonio abate/Sv. Anton puščavnik, la chiesa è stata consacrata dal vescovo Bartolomeo Legat nel 1847.
È divenuta sede parrocchiale alla erezione canonica della parrocchia nel 1904. I primi registri risalgono al 1798 mentre per il tempo precedente – dal 1600 – documenti d’archivio sono conservati nell’Ufficio parrocchiale di Dolina.

La facciata a capanna della chiesa è tripartita da quattro lesene sorreggenti il timpano triangolare e presenta al centro il portale d’ingresso, sormontato da una finestra di forma semicircolare; ai lati s’aprono due nicchie.

All’altar maggiore, statua di Sant’Antonio abate, con i suoi attributi.

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(San_Dorligo_della_Valle,_Sant%27Antonio_in_Bosco)

LIZZANO IN BELVEDERE (BO). Oratorio di Sant’Antonio abate di La Cà

Lungo la strada provinciale che conduce da Lizzano in Belvedere al santuario della Madonna dell’Acero, a 900 m. di altitudine.
Frazione La Cà. Via Madonna dell’Acero, 64
https://goo.gl/maps/uoLWxr56641RJArU8

 

Il piccolo oratorio fu edificato nel 1753 per volere di un sacerdote originario di La Ca’, don Pietro Leone Marcacci, che lasciò anche un legato di messe (tuttora in vigore). L’edificio venne edificato su uno sperone roccioso visibile sul lato sinistro dello stesso.
L’oratorio fu restaurato nel 1986 a cura di don Giacomo Stagni, nativo di Vidiciatico.

L’oratorio è orientato a sud; è preceduto da un terrazzo quadrangolare al quale si ascende per cinque gradini che superano il dislivello fra il piano stradale e la base dell’edificio.
Presenta una struttura a capanna, con facciata caratterizzata da due finestrelle laterali all’ingresso e fornite di grate; l’ingresso, una porta a due battenti inserita in una strombatura, è sormontato da una nicchia per la statua del Santo.
Il fianco sinistro presenta una intonacatura irregolare con i conci angolari in evidenza ed è caratterizzato da una finestra quadrangolare con cornice lapidea. Il volume della sagrestia è addossato alla parete posteriore del presbiterio quadrangolare. Il fianco destro è caratterizzato dall’aggetto del volume dell’aula rispetto al fianco della sagrestia; entrambi sono privi di finestrature. Sulla falda destra del tetto all’altezza del presbiterio è collocato un campanile a vela.

L’aula liturgica è rettangolare; l’interno è pavimentato in cemento, presenta fianchi spogli e una copertura a travi.
Le pareti sono finite con intonaco grezzo e tinteggiate in bianco; la copertura è a travi e tavelle in legno. Il presbiterio, a pianta quadrangolare, è voltato a botte e rialzato di un gradino e introdotto da un arco sostenuto da lesene intonacate con capitelli di altro colore. E’ pavimentato in pietra e affiancato da due nicchie concluse in alto da un arco parabolico; nella nicchia di sinistra si apre una finestra rettangolare. Nella parete di fondo, sulla destra, si apre la porta che conduce alla sagrestia.

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificios/edificio/64940/Lizzano+in+Belvedere+%28BO%29+%7C+Oratorio+di+Sant%27Antonio+Abate+di+La+C%C3%A0

BUCCHERI (SR). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio, 22
https://goo.gl/maps/mR5ZWCUVgsT3Utsk8

 

Non si conosce l’anno di fondazione della chiesa, un’iscrizione su un cantonale dell’abside reca la data 1212, forse la costruzione di un primo edificio, ma ci sono dubbi sull’autenticità della scritta.
Nel 1593 si benedisse la prima pietra probabilmente di una seconda chiesa, i cui lavori proseguirono per diversi anni. Infatti documenti del 1600 e del 1622 trattano di lavori nell’edificio. Nel 1625 fu completato il coro. Questa chiesa aveva un orientamento inverso rispetto all’attuale: la facciata infatti guardava verso piazza Fratti che era, nel Medioevo, nel cuore del paese. II terremoto del 1693 distrusse totalmente questo edificio.

Si pensò allora di edificarne una nuova sullo stesso sito, ampliandola e disponendola verso sud, dove già la città si era espansa fino al sottostante canale e oltre. In questo modo si ridefiniva anche sul piano simbolico lo spazio urbano realizzando uno schema geometrico tipico del barocco, definito ai quattro punti cardinali dal Calvario, chiesa di S. Maria Maddalena, chiesa Madre e chiesa di S. Antonio. Dal 1705 vi lavorò mastro Giuseppe Ferrara; il disegno seguiva le regole del Vignola. Dal 1736 si lavorò a elevare la prospettiva con mastro Sebastiano Cardona.
La facciata però non piacque e nel 1792 si decise di rifarla interamente e fu realizzata nel 1793.

La chiesa si erge alla fine di una ripida scalinata, costruita nel 1911, dopo avere abbattuto varie costruzioni. La facciata presenta due ordini sovrastati dal campanile.

L’interno a tre navate ha impianto basilicale a colonne reggenti archi a tutto sesto. Gli stucchi della navata centrale sono di Giuseppe Gianforma e furono realizzati nel 1757.  Al pittore Antonio Sortino si devono i primi due quadri della navata destra e il primo della sinistra. La tela del terzo altare della navata di destra è opera del pittore messinese Giovanni Tuccari (1667 – 1743).

Due quadri furono dipinti nel 1728 da Guglielmo Borremans (Anversa, 1675 – Palermo, 1744): la pala dell’altare maggiore raffigurante “Sant’Antonio abate in estasi durante la visione della Ss. Trinità” e “S. Vito con i santi Modesto e Crescenza” nella cappella di sinistra.

Il coro ligneo, i sedili la sedia presbiteriale e altri arredi sono opere di Domenico Avola di Catania del 1790, che nel 1800 eseguì anche il pulpito.

La statua di S. Antonio portata in processione il 17 gennaio fu scolpita e dorata da Michelangelo Di Giacomo nel 1743. Allo stesso Di Giacomo appartiene una statua del Cristo resuscitato (1737).

Nella sacrestia il “casciarizzu” (mobile nel quale sono conservati i paramenti sacri) in noce intagliato da mastro Salesio Laganà di Militello (1773) e dorato da Lorenzo Scifo di Vizzini nel 1787. In fondo alla navata di sinistra vi è la statua dell’Immacolata scolpita da Sebastiano Alessi di Siracusa nel 1768. Notevole il paliotto dell’altare costituito da una lastra di marmo su cui è scolpito un rilievo, di probabile fattura seicentesca, con scene bibliche. Gli altari marmorei sono quasi tutti di don Giovanni Marino (scultore documentato dal 1750); in particolare l’altare centrale fu commissionato nel 1787.

 

Link:
http://www.comunedibuccheri.it/architettura/santantonio.htm

AGIRA (EN). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio abate, 40
https://goo.gl/maps/swffp5U5YNTRj41aA

 

Nel XIV secolo esisteva una chiesa intitolata a Sant’Antonio abate
L’attuale chiesa fu edificata nel 1505 sui resti della precedente.
La facciata attuale è frutto di rifacimento ottocentesco.

La chiesa sorge nel quartiere più alto della città. Il prospetto si presenta con una facciata a salienti con un portale a sesto acuto strombato. Il portale è preceduto da una scalinata esterna in pietra.
Il campanile è alto una ventina di metri con torre corniciata, lanterna su quattro pilastri e guglia a mosaico siciliano.
Purtroppo, una costruzione privata edificata negli anni 80 del Novecento impedisce la visuale a distanza di questo magnifico insieme.
La muratura perimetrale continua è in pietrame misto. Tetto a due falde in coppi di cotto.

L’interno è ad aula unica a sviluppo longitudinale. Il soffitto a cassettoni con rosoni in carta pesta maschera la copertura a capriate.
La chiesa custodisce una bella statua di sant’Antonio, nella cappella a destra dell’altare maggiore.

La Chiesa ospitava parecchie opere d’arte, che ora sono conservate nella chiesa di Sant’Antonio di Padova, tra esse una Croce dipinta attribuita al Maestro della Croce di Piazza Armerina della seconda metà XV secolo; numerose pregevoli tele del Settecento; una con l’Arcangelo Gabriele e la Vergine Annunziata del XV secolo.

Un olio su tela del settecento che raffigura S. Antonio abate, con il fuoco in mano e una serie di storie dipinte intorno alla sua figura, è oggi collocata nel primo altare a destra della chiesa parrocchiale di S. Antonio di Padova.

 

 

Link:
https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/16301/Agira+%28EN%29+%7C+Chiesa+di+Sant%27Antonio+Abate
https://www.typicalsicily.it/virtual-tour/v151/
https://digilander.libero.it/agira1/santonioabate.htm