MONTALCINO (SI), frazione Montisi. Oratorio di Sant’Antonio abate

Via Umberto I, 87, presso lo sbocco di Via del Castello
https://goo.gl/maps/Mv5RRjLXHgYaro68A

 

L’oratorio, costruito nel XIV secolo, è anche conosciuto come chiesa “della Compagnia (del SS. Sacramento)” perché nel 1555 fu affidato alla “Confraternita di Sant’Antonio” (istituita nel 1546 e affiliata a quella del Corpus Domini della basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma), che ricadeva sotto la giurisdizione della parrocchia delle Sante Flora e Lucilla e che nel 1757 cambiò titolo in Compagnia del Santissimo Sacramento (o del Corpus Domini), stringendo un gemellaggio con quella analoga che officiava presso la basilica di Santa Maria ad Martyres di Roma.
Nel 1616 furono ricostruiti il campanile e la facciata; nel 1773 l’interno fu oggetto di un radicale intervento di restauro in chiave barocca, con l’innalzamento delle pareti e la realizzazione della volta e degli stucchi.
Negli anni 2000-2003, sia l’oratorio, sia i locali della confraternita furono interessati da un importante restauro conservativo. Al termine di questo, negli ambienti retrostanti la chiesa e nella cripta, è stata allestita un’esposizione permanente di arte sacra.

La facciata è intonacata in color ambra con elementi decorativi grigi; al centro, al di sopra del portone, si apre un piccolo rosone circolare.
Nella parte posteriore dell’edificio vi è il campanile a vela in mattoncini a due fornici, ciascuna delle quali ospita una campana con azionamento manuale.

L’interno dell’oratorio è a navata unica divisa da lesene quadrangolari in tre campate; le prime due sono coperte con volta a crociera, mentre l’ultima, il presbiterio, con volta a vela. Lungo le pareti della seconda campata trovano luogo le panche lignee dei membri della confraternita; sulla parete di sinistra, entro una teca, vi è uno stendardo del XV secolo, attribuito alla scuola di Giovanni di Paolo, con raffigurati Gesù in croce tra la Madonna e san Giovanni evangelista (sul davanti) e la Flagellazione di Gesù (sul retro).
Il presbiterio, rialzato di un gradino rispetto al resto della chiesa, con l’altare a ridosso della parete di fondo; sotto la mensa vi è una statua lignea processione di Cristo morto (XVII secolo), al centro dell’ancona, decorata con fastosi stucchi dorati, vi è il dipinto di Astolfo Petrazzi raffigurante l’Ultima Cena.

Sulle due pareti laterali, entro nicchie lignee, vi sono le statue ottocentesche dell’Addolorata (a sinistra) e dell’Ecce Homo (a destra); ai lati dell’altare, sulla parete di fondo, due dipinti raffiguranti a sinistra sant’Antonio abate e a destra san Bartolomeo, del XX secolo.

 

Al di sotto della chiesa vi è la cripta, costituita da un unico ambiente a pianta rettangolare, con volta a botte ogivale; sulla parete fondale vi è parte di un affresco del XIV secolo raffigurante Gesù crocifisso, mentre ai lati della scalinata che la collega con l’esterno vi sono le statue di sant’Antonio abate e di San Bartolomeo, che precedentemente erano nella chiesa.

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_di_Sant%27Antonio_Abate_(Montisi)

ORTONA DEI MARSI (AQ). chiesa di Sant’Antonio abate

 

In via S. Antonio, nella parte alta di Ortona, verso Sud; la chiesa confina con fabbricati privati.
https://goo.gl/maps/HU9mSDcoCvDyWNbq6

 

L’edificio è settecentesco, costruito probabilmente dove sorgeva l’antica Chiesa di Sant’Abbondio. I lavori vennero realizzati grazie alle donazioni della famiglia Maggi che, come si legge in una lapide, gode del diritto d’altare, ovvero del suffragio per ogni messa celebrata nella chiesetta.
La facciata della chiesa è molto semplice con una struttura a capanna con al centro una finestra posizionata in asse con il portale in pietra, decorato con un tettuccio spiovente in pietra. Una piccola scala di tre gradini porta dentro la struttura religiosa.
L’interno è semplice a navata unica e con intonaci bianchi e stucchi.
L’altare maggiore è dedicato a sant’Antonio abate, con al centro una sua statua; ai lati due affreschi con le figure di san Pietro e san Paolo.

Qui fino a pochi anni fa veniva celebrata la tradizionale benedizione degli asini nel giorno di Sant’Antonio. Oggi, dopo la celebrazione della messa nella parrocchiale, ci si reca a Sant’Antonio per la corsa dei cavalli, che consiste nel far girare per le strette strade intorno alla chiesa i pochi cavalli muli e asini rimasti; segue la benedizione con la reliquia del Santo e, in questi ultimi anni, si sono aggiunte altre manifestazioni popolari, come la sagra della salsiccia.

 

Link:
http://www.italiavirtualtour.it/dettaglio.php?id=97688
http://www.antenati-ortonadeimarsi.it/storia-del-territorio.html

SANT’ANTONIO ABATE (NA). Chiesa parrocchiale e antica chiesetta di Sant’Antonio abate

Chiesa parrocchiale. Via Roma, 308/310 (foto in alto).
https://goo.gl/maps/Cz32vFygpBNMptEs5

La chiesa fu eretta tra il 1813 e il 1828.
Agli inizi del XX secolo fu ristrutturata e ingrandita con la costruzione di abside, cupola, facciata e campanile.
In seguito all’adeguamento liturgico post conciliare, l’antico altare fu smembrato e con parte dei marmi fu realizzata una nuova mensa che nella parte inferiore reca un bassorilievo marmoreo con l’Ultima Cena.

Sopra l’altare è collocata una tela che raffigura Sant’Antonio nel deserto opera del 1829 di Francesco Saverio Citarelli o Citarella (1790 – 1871), scultore e pittore napoletano.

Nella parte destra della navata è posta la statua di sant’Antonio abate, oggetto di grande devozione e che viene posta ogni anno, nei giorni vicini al 17 gennaio, festa del Santo, nel maestoso e colorato trono a lui dedicato. (vedi foto) In quel giorno si accende un falò o cippo. Per alcuni giorni si svolge una fiera e la sagra della porchetta.

 

Link:
https://www.comunesantantonioabate.it/pagina2377_chiesa-parrocchiale-di-santantonio-abate.html

https://www.wikiwand.com/it/Sant’Antonio_Abate_(Italia)

 


 

Complesso dell’antica chiesetta di Sant’Antuono (Antonio Abate  o di Vienne) e della Chiesa della Congrega dell’Immacolata

Via Roma 17B, circa 220 m a sud-ovest della Parrocchiale,
https://goo.gl/maps/HHkHSpF49G5SpcBE8

Chiesa più antica della città, intitolata a Sant’Antonio e risalente al XIII secolo circa, posta sulla strada che collegava le città romane di Nuceria Alfaterna (Nocera) con Castrum ad Mare Stabia (Castellammare di Stabia). La prima citazione della chiesa risale al 1328 ed è un atto di vendita di un terreno sito in località detta “mitrata Sanctii Antoni”. Nel 1470 la chiesa fu inserita nella descrizione del feudo dei Certosini di Pozzo dei Goti. Nel 1520 monsignor Geronimo Cannavacciuolo, vicario generale della diocesi di Lettere [diocesi soppressa nel 1818 e il territorio aggregato alla diocesi di Castellammare di Stabia], cita la chiesa in una bolla in cui, data la morte del sacerdote don Tolomeo Pentangelo, consacra un nuovo prete della chiesa.
La chiesa fu visitata il 17 settembre 1627 da mons. Andrea Caputo, vescovo di Lettere, che la trova però sprovvista nella decorazione e fatiscente nella struttura. La chiesa era l’unico riferimento per tutti i contadini che abitavano le zone contigue e che già da un po’ di tempo aveva costituito il Borgo di Sant’Antuono ed erano in continuo aumento.
Il 27 dicembre 1651 la chiesa riceve una nuova visita da parte del nuovo vescovo di Lettere, monsignor Onofrio De Ponte. Il 27 giugno 1735, il vescovo mons. Agostino Giannini effettua visita alla chiesa e nomina nuovo sacerdote l’abate della chiesa parrocchiale di sant’Antonio abate a Porta Capuana, parrocchia del Borgo Sant’Antonio abate di Napoli.

Alla fine del XVIII secolo il vescovo di Lettere monsignor Bernardo Maria Della Torre fece ingrandire e ristrutturare la chiesetta, in modo da renderla molto più adeguata alle esigenze della popolazione. Lo stesso vescovo Della Torre la eresse in parrocchia nel 1813. La chiesa rimase parrocchiale sino al 1829 quando, con il completamento della nuova chiesa, quest’ultima ricevette il titolo con la benedizione del 5 febbraio 1829, da parte di don Bonaventura Rispoli, primo parroco della nuova chiesa.

Gli abitanti decisero di dedicare l’antica chiesa alla Vergine Immacolata e, grazie a Leonardo Santoro, per decreto reale di Ferdinando II di Napoli, di istituire in essa la Confraternita o Congrega dell’Immacolata Concezione, il 3 marzo 1834.
Tra 1840 e 1865 la chiesetta, considerata inadatta per la Confraternita, fu soprelevata creando una nuova chiesa che fu utilizzata anche come cripta funeraria dei membri della Congrega (foto a destra).

 

L’edificio dell’antica chiesetta dedicata Sant’Antonio, (al piano terra) è a una sola navata, in stile romanico, di linee semplici, con volta a vela gonfiata che poggia su poderosi archi a tutto sesto. Privo di ogni suppellettile.

Tra 2015 e 2016 la chiesetta, e gli ambienti di epoca romana annessi, costruiti in opus reticulatum, sono stati oggetto di consolidamento e restauro.

 

 

 

Bibliografia:
Sorrentino Gerardo, Il complesso dell’antica chiesetta di Sant’Antonio Abate e della Congrega dell’Immacolata, Quaderni di ricerca storica e di attualità n° 2, Comune di Sant’Antonio abate 2016

 

Link:
https://www.comunesantantonioabate.it/pagina2373_antica-chiesetta-di-santantonio-abate-di-vienne.html

https://www.comunesantantonioabate.it/pagina2372_congrega-dellimmacolata-concezione.html

Rilevatore: AC

SAN FILI (CS). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio abate, 26
https://goo.gl/maps/LTmtDrYst7PF999TA

 

La chiesetta fu edificata tra fine XIV e XVI secolo.
Presenta una facciata esterna molto sobria, in cui si aprono un portale cinquecentesco ad arco a tutto sesto e una monofora sormontata da un campanile a vela.
Appartenne a diversi ordini religiosi e cavallereschi, tra cui gli Ospedalieri Gerosolimitani dell’Ordine Templare Teutonico. Era sede di una confraternita i cui membri portavano, nelle processioni, vesti bianche con croce.
Fu utilizzata come ospedale, ricovero per i poveri e deposito militare.
Di recente, restaurata dalla Soprintendenza alle Belle Arti, è stata dichiarata Monumento Nazionale.

L’interno, a navata unica, è coperto da una struttura lignea e custodisce pregevoli opere.
Presenta un bel soffitto in travi di legno a vista e, sull‘altare maggiore la grande pala, di 260 x 86 cm, dipinto a olio su tela, del pittore autodidatta Raffaele Rinaldi (San Fili, 1851 – San Fili, 1916) firmata nel 1899 e raffigurante Sant’Antonio abate che prega la SS. Trinità e la Madonna per le anime del Purgatorio.
Nel dipinto s. Antonio, che regge il bastone a tau con campanello, prega la Trinità e Maria per le anime del Purgatorio che sono ritratte a sinistra in basso.

La chiesa conserva una bella statua ottocentesca in cartapesta di sant’Antonio abate. Il Santo, con aureola metallica, tiene un bastone a tau che regge una campanella; ha ai suoi piedi un angioletto che sostiene tra le mani un libro dal quale scaturisce una fiamma; sull’altro lato è posto un porcellino donato da una fedele in sostituzione dell’originale ormai logoro.

Una serie di quattordici raffigurazioni della Via Crucis distribuite sulle due pareti della navata, ed eseguite da Cristoforo Santanna nel 1778. Un Crocifisso settecentesco dipinto viene usato per le processioni.

 

Link:
https://www.calabriaportal.com/san-fili/1585-san-fili.html#chiesa-sant-antonio-abate

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1800009827 statua

http://www.sanfili.net/raffaele-rinaldi.html

San Fili – interno

 

RENDE (CS). Chiesa di Sant’Antonio abate

Via Sant’Antonio abate, 9
https://goo.gl/maps/FTH5tR8cCzi3R54A6

 

Chiesa di piccole dimensioni, facciata semplice con campaniletto alla sommità. All’interno, abbellito sa stucchi barocchi, sopra l’altare vi è la statua del Santo con la mano destra in gesto di benedizione, la sinistra tiene il bastone a tau con campanella e il libro su cui è una fiamma.

Sulla piazzetta antistante al piccolo tempio, il 17 gennaio, aveva luogo la cerimonia della benedizione degli animali domestici unitamente all’accensione di un grande falò rituale, cui contribuivano un po’ tutti gli abitanti con fascine e vecchie suppellettili fuori uso. In tale circostanza, veniva pure effettuata la distribuzione di un cibo devozionale, cui era dato il nome di ”cucchìddri”, fatti di pane tagliato a bocconcini tondeggianti.

 

Link:
https://www.rendecentrostorico.it/chiese/chiesa-di-s-antonio-abate/