FARA FILIORUM PETRI (Ch). Sant’Antonio Abate e le farchie

 

Il lavoro qui svolto deriva dall’osservazione della Festa nelle edizioni comprese tra il 1993 e 2000. Oltre alla partecipazione diretta alla festa molte informazioni sono state ottenute con interviste a persone di Fara rilasciate anche in altri periodi dell’anno.
Fara Filiorum Petri è sita presso il Parco Nazionale della Majella (Abruzzo) laddove i fiumi Vesola S. Angelo, Fòro e Vesola S. Martino formano un’articolata confluenza che si apre alla valle che traccia dalla montagna sino al mare Adriatico, meglio nota come Valle del Foro. All’interno di essa, poggiato su un antico terrazzo fluviale, anticamente circondato da boschi di querce e orti si sviluppa il nucleo urbano con gran parte del territorio solcato da canali e formali che alimentavano cartiere e valchiere.
Di origine longobarda, fondata presumibilmente nel secolo XI, Fara si trovò più volte coinvolta nelle partizioni feudali, volute dalla nobiltà di origine franco-longobarda e poi normanna. Successivamente, diventato feudo della potente famiglia romana degli Orsini-Colonna, fu abitata da una florida e potente borghesia rurale, dedita alla lavorazione dei tessuti di lana, allevamento e agricoltura. Famosa nel circondario per i fertili orti, nell’Ottocento risultava grande produttrice di cipolle. L’emigrazione di fine-Ottocento e poi quella successiva al II Conflitto Mondiale, ridusse di molto la popolazione (2391 abitanti nel 1951 , 1795 nel 1985).
Solo con gli anni ’80 a seguito del rilancio delle attività legate alla piccola industria e artigianato, innescarono un processo di modificazione sociale peraltro generale in tutto il Chietino, determinando la fine dell’emigrazione e l’inizio di una nuova fase culturale, tuttora in atto.
La tradizione delle Farchie, legata ad un culto di origine contadina, assume un nuovo valore quando ad essere determinante è essenzialmente il suo ruolo socializzante e di grande manifesto dell’identità locale. I significati apotropaici risultano essere quelli tradizionali mentre tutti gli abitanti considerano la Festa una grande espressione dell’identità paesana, iniziatica ed importante quale manifestazione del proprio senso di appartenenza.

Vedi anche la scheda in :https://www.santantonioabate.afom.it/fara-filiorum-petri-chieti-chiesa-di-santantonio-abate/

Vedi un’approfondita descrizione della festa delle “farchie”, nel sito, vai >>>

(alla pagina “Il libro delle Farchie”), realizzato da Giuliano Davide Di Menna.