FARRA DI SOLIGO (TV). Chiesuola di Santa Maria Nova, affreschi con due s. Antonio abate, XIV secolo

Edificio costruito in sassi dopo la peste del 1348. A una sola navata con tetto a due falde. L’aggettivo “nova” può indicare la precedente esistenza di un’altra chiesa, forse distrutta nelle lotte dei Caminesi contro il comune di Treviso, oppure la distinzione necessaria dalla chiesa del locale ospedale di Santa Maria dei Battuti. Il fondatore affidò la cappella ai Gerosolimitani fino al 1359 e questo spiegherebbe la presenza di santi di cui era devota la famiglia Collalto (S. Giorgio, S. Eustachio, S. Caterina). Nel 1871 i solighesi acquistarono la Chiesuola dagli allora titolari del giuspatronato, i conti Spineda de Cattaneis. Durante la prima guerra mondiale la chiesa subì gravi danni a causa delle artiglierie che la colpirono con una bomba, ma il danno fece emergere gli affreschi. L’originaria struttura ad aula unica fu interrotta nel XVIII secolo da tre archi su esili colonne in pietra tenera.

All’interno la chiesa conserva una serie di affreschi appartenenti a varie scuole venete del XIV secolo.
Contemporanei all’erezione della cappella sono il Cristo nel sepolcro e la teoria di quattro figure di Apostoli, sulla parete di fondo del presbiterio. Seguono nella parte sud la Decollazione di S. Giovanni Battista, la figura femminile orante e la Madonna col Bambino.
L’immagine di Santa Lucia posta a lato della porta d’ingresso è attribuita ad Antonio da Meschio, attivo in zona alla metà del ‘400, mentre il frammento di S. Martino e il povero apparterrebbero al maestro della cappella Galletti. La Madonna col Bambino in trono è opera, secondo il critico Fossaluzza, di Giovanni di Francia o della sua bottega.

Nella parete nord sono affrescate molte figure devozionali di santi: San Prosdocimo, S. Giustina e S. Stefano, S. Antonio abate, S. Leonardo, forse S. Martino di Tours, S. Giorgio e S. Caterina d’Alessandria.
La figura di s. Antonio abate  (terza da sinistra) è accanto a un santo Vescovo, forse s. Martino, e risale al 1362. Il dittico misura 182 x 145 cm.
Il Santo ha barba bianca biforcata, appoggia la mano sinistra su un bastone a stampella cui è appesa una campanella; ai suoi piedi, a sinistra la figurina dell’offerente, Armerico Azzoni, il cui nome e quello di s. Antonio e la data sono indicati nell’iscrizione sottostante.

 

Una seconda immagine di s. Antonio abate si trova lungo la stessa parete nord (sesta da sinistra). L’affresco misura 183 x 81 cm, e presenta il Santo con barba scura, campanella nella mano sinistra e bastone nella destra; la figura di una devota è a suoi piedi a sinistra.

 

Bibliografia:
Fossaluzza G., Nelle chiese di Farra, Soligo e Col San Martino. Itinerario di pittura dal Tre al Quattrocento, Edizioni Stilus, Scandolara di Zero Branco, 2018

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500429946-4

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500429946-2

https://www.qdpconoscere.it/comuni/farra-di-soligo/la-chiesa-di-santa-maria-nova-a-soligo-una-culla-darte-dei-caminesi/

https://prolocoquartierdelpiave.it/farra-di-soligo/


Sulla parete esterna sud della chiesuola vi erano tre stemmi del Trecento e affreschi in cattivo stato di conservazione con un terzo S. Antonio abate, di 160 x 79 cm, posto a sinistra della porta laterale di accesso.
Una Crocifissione era affrescata nell’arco di scarico soprastante l’architrave e nella lunetta del portale il volto di Cristo (velo della Veronica?); una Madonna col Bambino era a destra del portale. Opere databili al 1362 come le pitture esterne; così si evince da foto del 1992 del Catalogo Beni culturali.
Però, da fotografie del 2021 della parete dell’edificio, non sono più visibili.

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500429944-0

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500429944-1

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500429944-2



Il Catalogo dei Beni culturali scheda un dipinto a olio su tela di 197 x 103 cm, datato 1847 e firmato Giuseppe De Lorenzi (notizie1790-1858) come da iscrizione : “JOSEPH DE LORENZI FECIT PIORUM VOTIS MDCCCXLVII”.
Raffigura la “Madonna in gloria col Bambino e s. Antonio abate”. In alto la Madonna in gloria su una nuvola tiene in grembo il Bambino che sta consegnando lo scapolare a san Giovannino. Nella parte centinata due angioletti reggono una corona fiori.
In basso Sant’Antonio abate inginocchiato, tiene con la mano sinistra un bastone cui è appesa una campanella, ha gli occhi rivolti alla Madonna da cui riceve lo scapolare. Sullo sfondo un paesaggio agreste con una capanna nella parte destra, entro cui si vedono due frati.
La scheda indica come localizzazione solo il comune di Farra di Soligo e non la chiesa specifica.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0500215227

Rilevatore: AC


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