L’AQUILA. Complesso di Sant’Antonio abate fuori le mura (fuori Porta Barete)

Nella frazione Pile, già abitato sparso nel XII secolo, oggi inglobato nella città.
Piazzale Sant’Antonio
https://goo.gl/maps/KaEPbJi56EMCL6hv7

 

“Sant’Antonio fuori le mura”  sorge in corrispondenza dell’inserzione della strada statale 80 (per Amatrice e Teramo, «via dell’Amatrice») nella strada statale 17 (per Rieti e Roma, «via di Rieti»); a circa 1,5 km in direzione sud-est dall’antico accesso cittadino di Porta Barete.

Il complesso di Sant’Antonio nacque, secondo alcuni storici, prima della fondazione dell’Aquila (1254), forse nel 1128 (Signorini Angelo, La diocesi dell’Aquila descritta e illustrata, vol. I, Stab. tipogr. Grossi, l’Aquila 1868; e successive ristampe), come convento e ospedale per i viandanti che percorrevano la via Claudia Nova (dal Medioevo detta via degli Abruzzi).
La costruzione fu promossa dai canonici regolari di Sant’Antonio di Vienne.
La Chiesa propriamente detta è invece datata al XII secolo, venendo così catalogata come una delle più antiche chiese cittadine. Nella sua conformazione originaria la chiesa costituiva un unico aggregato con il convento e l’ospedale adiacente; la facciata non era quella attuale. ma corrispondeva al prospetto occidentale, essendo rivolta direttamente al chiostro del convento. Come riportato dallo storico Anton Ludovico Antinori, l’odierno portale principale venne realizzato nel 1308-1309 quale accesso laterale alla chiesa.
Probabilmente il complesso cadde in disuso con l’apertura di un’analoga costruzione all’interno di Porta Barete; il convento fu soppresso nel 1409, mentre l’ospedale cessò di essere funzionante alla fine del XVI secolo.
Il complesso dell’ospedale fu riconvertito in abitazione rurale. Oggi noto anche come “Casale Sant’Antonio di Pile”, è un immobile privato interamente vincolato che ospita anche l’omonima chiesa parrocchiale.
La chiesa continuò ad esistere, ma rimase gravemente danneggiata dal terremoto dell’Aquila del 1703, venendo poi ricostruita nel nuovo stile barocco.
Della chiesa originaria rimane oggi solo l’attuale facciata con l’apparecchio aquilano (muratura in pietra) del XII secolo — che in antichità costituiva il prospetto laterale, come anche intuibile dalle falde del tetto — e l’elegante portale in stile romanico ad essa aggiunto agli inizi del XIV secolo. Si tratta di un portale con arco a tutto sesto, caratterizzato da una coppia di colonnine semplici ed una di colonnine tortili, con capitelli ed architrave riccamente decorati su cui campeggia la data del 1308.
Danneggiata dal sisma del 2009, fu ristrutturata dal 2013 e oggi è regolarmente officiata.

All‘interno la chiesa presenta un impianto ad unica aula rettangolare coperta da soffittatura piana, con pareti disegnate da paraste e arcate al centro, quella di fronte all’ingresso si apre in una profonda tribuna absidale rettangolare coperta da una volta a botte; le arcate laterali sono cieche ma, a giudicare dagli attacchi, avrebbero dovuto dilatarsi a croce greca mediante due cellule cappellari. L’impianto, rinnovato nel XVIII secolo, presenta analogie con le concittadine chiese di Santa Maria degli Angeli e Santa Maria del Guasto.
Le nicchie delle arcate laterali ospitano le statue di Sant’Antonio e quella di Cristo.

 

Link:
http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=1358

http://www.sangiovannibattista.eu/la-chiesa-di-santantonio-fuori-376

https://news-town.it/cultura-e-societa/19084-l-aquila-alla-riscoperta-di-casale-sant-antonio-le-foto.html

Data compilazione scheda: 1-2-2022
Rilevatore: AC


Regione Abruzzo