LUZZARA (RE), frazione Codisotto. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate
Strada Nazionale , 74
https://goo.gl/maps/eQYFv4u51kg6FviS8
La chiesa di Codisotto risale alla fine del ‘600. E’ stata costruita dove era ubicati il primo edificio di origine rinascimentale. Della chiesa precedente resta la sagrestia (ora adibita a cappella invernale) forse risalente al 1430, anno in cui ebbe inizio il Rettorato.
La chiesa fu rilevata nell’ottobre 1663, in occasione della visita pastorale di mons. Agostino Marliani, vescovo di Reggio Emilia. L’edificio, definito non molto vecchio, ma tuttavia rovinoso, presentava una navata composta da due vani comunicanti di forma quadrata, abside semicircolare e torre campanaria nell’angolo sud-est. Sul lato sud, a fianco dell’altare maggiore, si apriva una grande cappella comunicante con un’altra a fianco più piccola.
In una relazione di don Giuseppe Parmeggiani del 1807 la chiesa fu descritta di ordine toscano sia internamente che esternamente. Vi erano cinque altari: il maggiore e gli altri quattro messi a cappella; sono quelli del XVIII secolo: l’altare di S. Giovanni Battista, ora del Sacro Cuore, e quello della Madonna del Rosario sormontati da due ancone in legno dorato di stile barocco con piramidi, volute e cherubini cariatidi. Gli altri due, quello dell’Addolorata con il Cristo Morto e quello di S. Antonio di Padova, erano in stucco, il primo con l’ancona barocca e angeli oranti, l’altro con colone scanalate e capitelli in stile neoclassico, di ordine corinzio. Era ancora presente l’altare maggiore in stucco marmorizzato ad encausto, con volute barocche, che è stato poi sostituito nel 1951 con quello attuale di marmo grigio.
Nel 1822 la chiesa passò sotto la diocesi di Parma. Dopo l’11 aprile 1829 fu assegnata alla diocesi di Guastalla.
Nel corso del Novecento furono eseguiti interventi sia di carattere strutturale che di restauro. Nel 1913 si restaurò sia la chiesa che il campanile. Sopra il pavimento della chiesa in cotto mantovano fu posata una nuova pavimentazione costituita da larghi mattoni; per gli altari laterali fu scelto il granito. In cotto fu anche selciato il passaggio che dalla porta della chiesa immette sulla strada nazionale. Nel 1938 si procedette al rinnovo della struttura lignea del tetto della chiesa e negli anni ’60 del Novecento la copertura dell’abside fu sostituita con una nuova in travi di c.a.v. e tavelloni in laterizio.
Nel 1951 la chiesa fu completamente ridipinta dal pittore Tacito Confetta di Reggiolo.
Tra il 1988 e il 1990 furono restaurati gli intonaci esterni della torre campanaria e della facciata. Nel 1991 furono eseguiti dei lavori di restauro statico sotto la direzione dell’ing. Lupi Dino.
In seguito all’evento sismico del 1996 fu redatto un progetto di consolidamento con miglioramento sismico da parte dell’ing. Giovanni Gualerzi. I lavori furono eseguiti nel 2003. A seguito degli eventi sismici del maggio 2012 il campanile manifestò gravi danni in particolare alla cella che fu prontamente sottoposta ad un intervento di messa in sicurezza tramite la posa di cavi d’acciaio. Anche la chiesa riportò alcune lesioni, particolarmente nelle strutture ad arco e nelle strutture voltate.
Il prospetto di facciata, che ha raggiunto l’assetto definitivo alla fine del XIX secolo, è articolato su due livelli. La sua struttura architettonica è definita, al primo livello, da lesene su basamento che vengono ripetute, più strette, nel secondo. Sopra la trabeazione del primo livello è stata realizzata una nicchia entro la quale è presente un bassorilievo raffigurante il Santo titolare. I prospetti laterali sono privi di membrature architettoniche ma hanno semplici riquadrature.
Sul lato sud si erge la torre campanaria, le cui murature sono inglobate nel perimetro della chiesa. Ha una cella a bifore e copertura a padiglione.
L’impianto planimetrico consta di un’unica navata e di un presbiterio rialzato con coro a terminazione rettilinea.
Vani di servizio sono posti nella campata vicina all’ingresso e in quella prossima al presbiterio. Due pseudo cappelle si alternano alle vere cappelle con altari. Sul lato nord del presbiterio è posta la sagrestia. Sul lato opposto vi è la cappella feriale. Le dimensioni interne della chiesa sono: larghezza navata 9,50 m, lunghezza navata 19,00 m, lunghezza presbiterio e coro 10,50 m, altezza 12 m. Lunghezza complessiva: 30 m.
Le pareti sono impaginate con membrature di ordine dorico e con una trabeazione a dentelli che percorre tutto il perimetro della chiesa. Sopra la porta di ingresso è stata realizzata la cantoria con parapetto in legno ad andamento curvilineo. Vi è contenuto l’organo a canne di Giovanni Battista Tonelli di Mantova del 1889.
Nella parete di fondo del coro è collocato il dipinto raffigurante sant’Antonio abate.
Sulla navata prospettano quattro cappelle (due per lato) con altari inquadrate da alte aperture ad arco. Nella prima cappella del lato sinistro, entro un altare con decorazioni barocche in scagliola si venera S. Antonio di Padova. Quella quella successiva è dedicata al Sacro Cuore di Gesù la cui ancona è realizzata in legno intagliato. Sul lato opposto la prima cappella è intitolata alla Madonna Addolorata il cui altare è fastosamente decorato con statue a tutto tondo al posto delle colonne. La cappella vicino al presbiterio ha l’altare della Beata Vergine del Rosario. Al di sopra della trabeazione si imposta la volta a botte con unghie all’interno delle quali sono presenti finestre rettangolari. Anche il presbiterio e il coro sono coperti con volta a botte.
https://cargocollective.com/erreci-ing/Chiesa-di-Sant-Antonio-AbateCodisotto-di-Luzzara






