MAGLIANO DE’ MARSI (AQ), frazione Rosciolo dei Marsi. Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta, affreschi di s. Antonio abate, XV secolo
La Chiesa risale, nella struttura principale, agli anni intorno al 1080, anche se ha subìto numerosi restauri che ne hanno cambiato parzialmente l’aspetto. La chiesa è preceduta da un pronao o nartece che è ad un solo arcone coperto da due falde di tetto.
La facciata ha un andamento a salienti e l’accesso alla chiesa avviene attraverso un portale ogivale con una lunetta che ospita un affresco del ‘400. L’edificio, che conserva l’ossatura del secolo XI, è di tipo basilicale a tre navate, con abside semicircolare che abbraccia tutta la larghezza della navata maggiore, divise da sei arcate a tutto sesto su pilastri quadrati. La navata centrale è coperta con capriate in legno a vista. Al di sotto della zona presbiteriale furono ricavati gli ambienti ipogei della cripta, voltata a botte. Dell’impostazione primitiva della chiesa si conserva solo il braccio destro (la parte sinistra crollò durante la campagna di lavori del 1931), a cui fu aggiunta una quarta navatella ad un livello leggermente inferiore. La decorazione architettonica del tempio consiste nei pittoreschi capitelli dei pilastri, vigorosamente scolpiti a raffigurare elementi geometrici, vegetali, zoomorfi e figure umane intrise di profonde simbologie.
Le opere più ammirevoli sono l’ambone, il ciborio e l’iconostasi, arieggianti tutti lo sfarzo dell’arte orientale, i cui elementi in quell’epoca erano molto diffusi nell’Italia meridionale. Il ciborio e l’ambone sono opera scultorea di due artisti: Roberto e Nicodemo e risalgono al secolo XII, mentre la trabeazione lignea dell’iconostasi è successiva (XIII secolo) come la decorazione della cortina muraria dell’abside poligonale.
Conserva numerosi affreschi devozionali del XV secolo. Tra essi più volte compare la figura di s. Antonio abate.
Nel secondo pilastro di destra della navata centrale si trova un’immagine di sant’Antonio abate, stante, con libro nella mano sinistra e bastone nella destra, mancano altri attributi ma è riconoscibile per l’iscrizione in alto.
Sulla parete di destra, al fondo, in prossimità della terza arcata, altra Madonna col Bambino, tra san Michele Arcangelo e san Leonardo(?). Al di sotto la figura – mutila – di sant’Antonio abate riconoscibile per la barba bianca e il bastone a stampella. Tiene con la mano sinistra un lembo del mantello


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Segnalazione di Valter Bonello



