PALESTRINA (Roma). Chiesa di Sant’Antonio abate
Via del Carmine, 1
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La presenza dei Padri Carmelitani in città ha origine nel 1467, quando Francesco Colonna, signore di Palestrina, fece edificare la prima chiesa e la affidò a loro e consentì che vi costruissero accanto un convento.
Nel 1620, P. Sebastiano Fantoni, Priore Generale dell’ordine e nativo di Palestrina, intraprese l’opera della costruzione di una nuova chiesa che fu progettata da Orazio Turriani, per fare ciò venne demolita la prima chiesa e alcune case adiacenti, e fu abbassato il terreno al fine di adeguare il piano della chiesa con quello del convento.
Il tempio, ultimato sotto il Generalato del Canali, nel 1623, venne consacrato il primo settembre 1626 da mons. Cacucci, a ciò deputato dal card. Domenico Ginnasi.
Probabili ammodernamenti furono effettuati nei secoli XVIII e XIX.
Nel XX alcuni lavori di restauro architettonico hanno interessato l’intero edificio.
La chiesa ha una sola navata a volta e sei cappelle laterali.
L’altare maggiore si alza sino all’altezza del primo cornicione della chiesa. Ha come pala il quadro della Vergine del Carmelo con ai lati angeli di bronzo dorato; è stata realizzata nel 1570 per l’antica chiesa e poi ricollocata in quella nuova. Invece il quadro dipinto su rame acquistato a Napoli da P. Fantoni è collocato della cappella feriale vicino la sagrestia.
Partendo dall’entrata della chiesa la prima cappella a destra, quella del battistero, racchiude tre dipinti: il centrale raffigura sant’Elia profeta; quello nella parete sinistra, San Vito martire, mentre l’Arcangelo Raffaele è collocato sulla parete di destra.

La seconda cappella è dedicata a sant’Antonio abate, titolare della Chiesa, e la pala dell’altare, raffigurante il Santo, è stata eseguita nel 1688 da Bernardino Balduino e commissionata dall’Associazione dei Mulattieri.
Una statua di s. Antonio abate benedicente è posta sopra l’altare.
Nelle pareti laterali i dipinti di santa Maddalena de’ Pazzi e di san Pier Tommaso, patriarca di Costantinopoli.
Conclude la serie di cappelle collocate a destra quella che reca la statua del Sacro Cuore di Gesù, ma originariamente era dedicata a San Nicola da Bari, San Biagio vescovo ed a San Guarino vescovo di Palestrina. Sono collocati sulle pareti laterali due dipinti; uno ritrae S. Simone Stock che riceve lo scapolare dalla Madonna, l’altro S. Alberto Avogadro di Gerusalemme, che dà la regola dell’Ordine a san Brocardo.
A sinistra, la prima cappella vicino l’altare maggiore quella della Confraternita del Carmine. Originariamente, la Cappella ospitava la statua dell’Addolorata, nel secondo dopoguerra la Confraternita deliberò di collocare la statua della Vergine del Carmine, precedentemente custodita nell’oratorio del sodalizio. Sull’altare è collocata la statua della Madonna del Carmine che viene portata in processione ogni anno, la domenica più vicina alla sua festa liturgica.
Sant’Alberto di Sicilia è il titolare della seconda cappella, ed è raffigurato sulla pala dell’altare. Sant’Avertano ed il Beato Franco da Siena, ambedue carmelitani, sono dipinti sulle pareti laterali della cappella.
La cappella del Crocifisso conclude le cappelle di sinistra. Sull’altare è collocata una tela raffigurante Gesù in croce, e vi è esposta alla venerazione della popolazione una statua di san Pio da Pietrelcina. Alle pareti laterali le immagini di sant’Anna e di Santa Brigida.
Altri preziosi dipinti cinquecenteschi e seicenteschi sono custoditi all’interno del convento.
La chiesa parrocchiale è tuttora gestita dall’Ordine religioso dei Carmelitani. Dalla chiesa ogni 17 gennaio parte il corteo di carri, animali e carretti che sfilano per la città in occasione delle celebrazioni di Sant’Antonio.
Link:
https://santantoniopalestrina.it/la-chiesa/
https://www.tibursuperbum.it/ita/escursioni/palestrina/ChiesaS.Antonio.htm
https://santantoniopalestrina.it/mulattieri-carrettieri-e-bovari/






