POSITANO (Sa). Sant’Antonio abate su mattonelle, proprietà privata.
Pannello ceramico di 6 mattonelle (fig. 1) (h. cm. 60 – largh. cm. 40) rappresentante Sant’Antonio abate, realizzato da Gunther Studemann.
La iconografia del santo eremata resa da Studemann non si discosta dalla tradizione, con gli attributi codificati del tau sul mantello, il porcellino, il libro sovrastato da una fiamma (a simboleggiare il fuoco), il campanello che non è però sospeso ad un bastone, ma attaccato ad una croce. Colpisce anche il collare – dai vaghi uniformemente ovali con relativa pietra incastonata – dal quale pende una croce, che ricorda un’altra targa votiva lungo una scaletta interna della frazione Benincasa di Vietri sul Mare, dove il santo eremita presenta pari dignità e un collare desinente però al centro con un ciondolo.
Sant’Antonio abate, nato a Coma, attuale Qeman-al-Arons, nell’Alto Egitto nel 251, morì secondo la tradizione a 105 anni, nel 356, il 17 gennaio. giorno in cui nelle campagne del salernitano vengono accesi grandi foconi e si benedicono gli animali essendo il santo, tra l’altro, anche protettore del bestiame.
A Vietri sul Mare, il fuoco, che pure era simbolo della protezione di Sant’Antonio abate contro l’herpes chiamato infatti popolarmente “fuoco di Sant’Antonio”, assume un significato precipuamente legato all’attività di lavorazione dell’argilla.
Il Santo divenne così il nume che protegge il forno dove cuociono le ceramiche. “La fornace si accendeva quasi sempre il venerdì sera – mettendo una candela davanti alla mattonella sulla quale era dipinto Sant’Antonio, il padrone del fuoco” ricorda Irene Kowaliska.
La posizione di questo pannello in cucina, sopra i fornelli, indica perfetta conoscenza degli attributi del santo; in tal senso altre targhe votive con tale soggetto sono state rinvenute nelle “faenzere”, le fabbriche ceramiche vietresi. Nel Museo di Raito esistono due targhe votive, rispettivamente del 1772 (fig. 2) e del 1839 (fig. 3), che lo raffigurano e un’altra è in via Sciali a Vietri, di qualità inferiore rispetto a quella citata nella frazione Benincasa.
Sant’Antonio abate è ancora raffigurato a Positano su una mattonella murata in via degli Oleandri (vedi: https://www.santantonioabate.afom.it/positano-sa-via-degli-oleandri-santantonio-abate-su-mattonella/) e sicuramente Studemann la vide, essendone giunto dalla Germania nel 1924 e avendo lì esercitato inizialmente la sua attività di pittore.
Il pannello fu prodotto dalla fabbrica di Studemann “Fontana Limite” a Vietri sul Mare, come attesta la sottostante scritta in lettere maiuscole, probabilmente fra il 1926 e il 1928 considerato che il 1928 è l’ultimo anno di soggiorno italiano di Studemann e che è presente il graphos del pesciolino, che sostituisce la casa con cupola del graphos iniziale, accompagnato sempre dalle lettere ST.
in: Matilde Romito, Recupero di un patrimonio minore – Mattonelle e pannelli ceramici devozionali nel Salernitano, Centro Studi Salernitani “Raffaele Guariglia”, pp. 34 – 37.



