PROVAGLIO D’ISEO (BS). Chiesa del monastero di San Pietro in Lamose, varie immagini di s. Antonio abate

Il complesso monastico di San Pietro in Lamosa (ovvero “sulle lame”, come sono detti gli specchi d’acqua delle torbiere) appartenne ai Cluniacensi e fu attivo già nel 1095. Dal 1535 passò ai Canonici Regolari di San Salvatore di Brescia e fino al Settecento fu parrocchiale di Provaglio. Soppresso l’Ordine, il monastero diventò di proprietà privata. Nonostante i nuovi proprietari avessero conservato la funzione parrocchiale del Monastero, alcuni cittadini non videro di buon grado questo passaggio di proprietà e iniziarono così i lavori per erigere la nuova Parrocchiale al centro del paese, completata nel 1817 e divenuta ufficialmente sola ed unica Parrocchia di Provaglio nel 1827.
Nel 1983, la famiglia proprietaria donò la Chiesa e l’antistante Cappella Cimiteriale alla Parrocchia di Provaglio che, attraverso l’associazione Amici del Monastero, ha provveduto al restauro strutturale e artistico delle due costruzioni.
La chiesa del monastero conserva parecchi pregevoli affreschi e dipinti di varie epoche, alcuni raffigurano s. Antonio abate.

Il sottarco verso la prima cappella presenta un riquadro quattrocentesco con S. Antonio abate, quello verso la navata un S. Seba­stiano ed un Santo Vescovo, datato 1514.


La seconda cappella, dedicata a S. Antonio, presenta una serie di ex voto databili tra il quinto e l’ottavo decennio del Quattrocento.
L’affresco d’altare, con le figure di s. An­tonio abate in trono tra s. Benedetto e s. Pietro Martire intenti a presentare i rispet­tivi committenti, riporta la data del 1456 e il nome del donatore: Alessandro Pellegrini da Martinengo.

 


 

La parete destra della navata presenta parecchi ex voto e si conclude, nell’in­tradosso dell’ultimo pilastro, con un riqua­dro datato 1495 e raffigurante S. Antonio abate e S. Francesco.


La pala, olio su tela, posta nella cappella in capo alla navata sinistra, raffigura “Il Padreterno con s. Andrea, s. Carlo Borromeo, s. Agostino, s. Orsola e s. Antonio abate” ed è stata attribuita, in base a considerazioni stilistiche, ad Antonio Gandino, artista bresciano vissuto tra il 1565 e il 1630.
È caratterizzata da una composizione ritmata da un fitto gioco di sguardi: s. Andrea volge lo sguardo verso l’osservato-re, s. Carlo fissa negli occhi s. Agostino, s. Orsola guarda nella direzione di s. Antonio Abate il quale, a sua volta, alza gli occhi verso il Padreterno. Il gesto di Dio, che allarga le braccia, può essere interpretato sia come un abbraccio a tutti i suoi Santi, sia come un’indicazione ai due edifici che stanno alla sua destra e alla sua sinistra. L’opera è databile dopo il 1611, data di canonizzazione di S. Carlo.

 

Link:
https://comune.provagliodiseo.bs.it/contenuti/1518565/affreschi-chiesa

https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300082050

https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300081988-4


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