ROMA. Chiesa di San Giovanni Calibita. Tela con s. Antonio abate di C. Giaquinto, 1741-2

Olio su tela di 180 x 250 cm, opera di Corrado Giaquinto (Molfetta, 1703 – Napoli, 1766), esponente di spicco del rococò. Databile al 1741-42.
La scheda dei Beni Culturali intitola dipinto: “Morte di sant’Antonio abate”, ma è probabile si tratti di “Sant’Antonio abate in adorazione”.
Commissionato dal cardinale Pietro Sciarra Colonna Pamphilj.

 

Sant’Antonio, semisdraiato su un masso, guarda verso il cielo dove è un angelo. Tiene con la mano destra il bastone e la sinistra è appoggiata al sedile. Ai suoi piedi una ciotola, un teschio, un libro chiuso e uno aperto, una pergamena arrotolata.

 

 

La chiesa si trova nel rione Ripa, sull’Isola Tiberina, annesso all’ospedale omonimo dei Fatebenefratelli. La chiesa attuale fu costruita alla fine del XVI secolo sulle rovine di quella antica, di cui non resta nulla: fu in questa occasione che sotto l’altare maggiore si scoprirono i resti del corpo di san Giovanni Calibita (Roma, V secolo – Costantinopoli, 450 circa), un monaco di origine romana trasferitosi a Costantinopoli dove visse da eremita, in estrema povertà, in un misero tugurio (in greco kalýbe, donde l’appellativo di “Calibita”).
La chiesa fu rinnovata nel 1640, la facciata fu completata nel 1711 e gli interni nel 1736-41. Il ricco apparato decorativo interno è opera di Corrado Giaquinto: ai lati dell’altare maggiore sono due tele con il Martirio di santa Marta e Sant’Antonio abate databili nel periodo 1741-42. Altre sue opere nella chiesa raffigurano: Sant’Ercolano, sant’Ippolito e san Taurino e gli affreschi Carità e Assunzione di san Giovanni di Dio e Trinità in gloria.

 

Link:
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1200238991

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giovanni_Calibita


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