SACILE (Pn). Ex convento di Sant’Antonio abate.

L’ex convento di Sant’Antonio Abate si trova nell’omonimo borgo di Sacile che cominciò a svilupparsi in tarda età medievale fuori le mura dell’antica città, lungo la strada che conduceva verso la Marca Trevigiana: nei suoi pressi preesisteva una piccola chiesa dedicata al santo protettore degli animali, titolo che mantenne anche la chiesa che fu ricostruita nel 1674 a servizio del grande corpo di fabbrica conventuale.
Il convento femminile di Sant’Antonio abate di Sacile venne costruito nel borgo che già dal 1668 portava il nome del santo, demolendo e riedificando nel contempo la precedente chiesa dedicata al protettore degli animali da stalla e da cortile, in cui negli ultimi decenni del
Cinquecento si erano stanziati i canonici regolari.
L’insediamento, dove le monache dell’ordine di San Domenico si occupavano dell’educazione femminile dei ceti nobiliari, sorse per filiazione del monastero di Santa Maria Maddalena di Oderzo e le religiose vi si stabilirono nel 1677.
Le monache di regola domenicana, in numero di undici, vi si insediarono nel novembre del 1677, dopo una cerimonia presieduta in grande pompa dal patriarca Giovanni Dolfin, che ne aveva giurisdizione. L’attività dell’ordine domenicano era tradizionalmente legata all’insegnamento (vent’anni più tardi l’ordine troverà anche a Pordenone l’occasione per fondare un convento con istituto annesso) e le monache si premurarono subito di istituire un collegio-educandato per giovinette di buona famiglia.
Il convento crebbe nel corso del XVIII secolo sia per vocazioni che per l’importanza del collegio, ma anche per un’avveduta gestione delle rendite patrimoniali.
Soppresso nel 1806, in età napoleonica, e aggregato a quello delle Monache Domenicane di Conegliano, nel convento sacilese fu insediata la prima caserma cittadina dopo l’annessione al Regno d’Italia e, dal 1907, il distretto militare per la provincia di Udine e un deposito per il 79° e 80° Reggimento di fanteria di stanza, rispettivamente, a Udine e Conegliano.
La piccola chiesa di Sant’Antonio abate, annessa al convento, finì poi ridotta a stalla e in seguito demolita nei lavori di realizzazione di un nuovo prospetto dell’ex convento verso la strada.
Ancor’oggi poco conosciuto dagli stessi abitanti di Sacile, l’edificio si presenta per la parte visibile con un’anonima parata di finestre su due piani, interrotta da un largo portale carraio e da un poggiolo soprastante, prospiciente l’attuale via XXV Aprile: la struttura è ancora inaccessibile a più di vent’anni dalla dismissione dalle funzioni militari.

Info:
Via XXV Aprile, 6, 33077 Sacile PN
Telefono: 0434 787111


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