VASIA (IM). Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate

Piazza Adele Alfieri
https://maps.app.goo.gl/NZa2NejtyNeMG8Vk6

 

L’architrave originario dell’ingresso recava la data 28 settembre 1457, forse indicava la conclusione dei lavori di costruzione o di qualche importante modifica apportata all’edificio.
Nel 1485 la chiesa fu affrancata dalla chiesa matrice dei santi Giacomo e Nicolò di Prelà.
La chiesa nel 1585-6 ricevette la visita del sub-delegato Lelio Garuffo, che giudicò angusto l’altare dedicato alla Gloriosa Vergine e ordinò di ampliarlo.
Nel 1640 iniziò la costruzione della nuova chiesa sul sedime della precedente, con facciata esposta a nordovest.
Nel 16753 Filippo Marvaldi eseguì decorazioni a stucco nella cappella del Santo Rosario.
Il campanile fu eretto nel 1804-6. In pietra a base quadrata, è suddiviso in più registri da cornici marcapiano; la cella presenta su ogni lato una monofora affiancata da semicolonne binate ed è coronata dalla lanterna.
Si svolsero lavori di restauro delle facciate nel 1994-5.

La facciata a salienti della chiesa, scandita da lesene angolari, presenta al centro il portale d’ingresso, a cui s’accede percorrendo una breve scalinata, sopra vi è una  serliana murata.

L’edificio, con l’abside orientata a sud est, è composto da una serie di corpi di fabbrica disposto attorno alla pianta a croce latina della chiesa. La chiesa presenta i prospetti esterni in pietra a vista, ad eccezione delle due facciate, intonacate e tinteggiate.

Lo spazioso interno è organizzato in tre navate, separate da due file di colonne collegate da arcate a tutto sesto, con il presbiterio separato dall’aula da una balaustra marmorea e da due gradini. L’apparato decorativo tardo-barocco è parzialmente occultato da fitti interventi di ridecorazione di età contemporanea.

Conserva tre polittici tutti riproducenti la Madonna col Bambino e Santi: quello nel coro a destra dell’altar maggiore risale al secolo XV e proviene dalla chiesa di Sant’Anna; lo fronteggia quello del tardo Quattrocento, qui trasferito dalla chiesa di San Martino (edificio di origine benedettina risalente al XII secolo).

 

 

Uno dei polittici (immagine da https://leterredelponenteligure.it/it) presenta anche, in basso, a destra della Vergine, la figura di s. Antonio abate che tiene con la destra una campanella e con la sinistra un bastone a tau. Cfr. immagine a sinistra.

 

 

 

Il terzo polittico, più piccolo, conservato oggi in sacrestia, è del 1580-1585, opera di Giulio De Rossi (1580-85), già nell’Oratorio di Sant’Anna e che presenta al centro la Madonna assisa in trono col Bambino benedicente stante sulle sue ginocchia affiancata da San Giovanni battista, da una parte, e Sant’Anna, dall’altra; Dio Padre nella cimasa e i Santi Rocco e Sebastiano nelle volute. Tempera su tavola di 148 x 113 cm. (1)

 

Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Sant%27Antonio_Abate_(Vasia)

https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/21235/Chiesa_di_Sant’Antonio_Abate_Vasia

https://leterredelponenteligure.it/it/cultura/itinerari-culturali/58-itinerario-culturale-n-7/114-vasia.html

Bibliografia:
(1)  Casamurata Marco, Una dinastia di artisti “de Florentia” in Liguria: Raffaello, Giulio e Orazio De Rossi (1510-1626), Corso di Dottorato in Studio e valorizzazione del patrimonio storico, artistico-architettonico e ambientale, Storia e conservazione dei Beni Culturali artistici e architettonici XXXII ciclo, AA. 2018-19


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