VEGLIE (LE). Cripta di Santa Maria di Veglie o “Madonna della Favana”, con affresco di sant’Antonio abate, secolo XV

 

La chiesa rupestre, o cripta, dedicata a Santa Maria di Veglie, è riconducibile ai secoli IX-XI e i cicli pittorici, dei secoli successivi sono un notevole esempio di pittura bizantina. L’ambiente è di forma rettangolare, di 5,50 x 3,30 m, con un’altezza di m. 2,20 e soffitto piano.
Completamente ricoperto da affreschi che, anche se rovinati dalle infiltrazioni di acqua, sono ancora ben visibili. Sul soffitto, su un fondo stellato, il Pantocratore, che regge un libro con una lunga iscrizione in greco, attorniato da quattro angeli e affiancato dai simboli degli Evangelisti.
I Santi e le due Madonne rappresentati sulle pareti, dai nimbi decorati con piccoli raggi e incisi nei contorni, sembrano essere opera di più artisti perché si notano elementi più rozzi, altri maggiormente curati nei dettagli. Si ritiene che l’intero ciclo sia stato concepito in un’unica soluzione nella sua interezza nel XV sec., su un unico strato di intonaco, selezionando Santi appartenenti al culto greco e a quello latino, fornendo così testimonianza del passaggio tra i due riti.
A partire dalla parete a sinistra della scala di accesso c’è una Vergine a figura intera che indossa il maphorion sul chitone, regge il figlio benedicente alla greca. Alla sua sinistra santo Stefano con indosso la dalmatica diaconale. Segue sant’Antonio di Padova (la cui presenza, così come quella di san Francesco d’Assisi nell’atto di ricevere le stigmate, è dovuta all’influenza degli officianti del vicino convento).
La parete absidata, oltre all’Arcangelo Michele, rappresentato nell’atto di trafiggere il drago, e ad un san Francesco, comprende, nel catino absidale, la Trinità affiancata dai santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista.

Sant’Antonio abate, è raffigurato all’inizio della parete destra. Indossa un saio scuro su tonaca bianca, tiene nella mano sinistra il bastone a tau e nella destra un cartiglio con una lunga iscrizione in greco, in gran parte mutila, di cui si riesce a leggere «Amate Dio e odiate il mondo».
Segue la figura di sant’Andrea e concludono il ciclo, sull’ultima parete, un Cristo tra i santi Pietro e Paolo e una Vergine in trono che allatta il Bambino.

 

Testo tratto da
http://www.salogentis.it/2016/11/19/la-cripta-della-favana-veglie/

Immagine da

https://www.salentoacolory.it/la-cripta-della-favana-a-veglie/


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