CORTENO GOLGI (BS), frazione Sant’Antonio. Chiesa di Sant’Antonio alle fucine con affreschi

Dal 1956 al nome del Comune, che in precedenza era semplicemente Córteno, fu aggiunto “Golgi” per onorare la memoria dell’illustre scienziato, premio Nobel per la medicina nel 1906, al quale aveva dato i natali.
La chiesa di Sant’Antonio (abate) della frazione omonima sorge all’interno dell’abitato.
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Nonostante alcune fonti avanzino l’ipotesi che un tempo a Sant’Antonio esistesse solamente un altare, altri documenti confermano che la Chiesa venne benedetta e registrata dal vescovo Domenico Bollani nel1567.
A conferma di ciò, un decreto di San Carlo Borromeo, postumo alla sua visita dell’agosto 1580 a Córteno, offre indicazioni precise che confermano l’effettiva esistenza di un piccolo tempio. Si legge, infatti, che «L’altare deve essere ridotto alla forma prescritta e deve essere chiuso da cancello. Qualche devoto deve procurare un pallio per l’altare ed in questa Chiesa il rettore di Córteno deve celebrare la Santa Messa una volta al mese ed in altri giorni, secondo la consuetudine».
Considerato protettore dei fabbri, che hanno per secoli lavorato presso le fucine di Les e nelle Valli di Sant’Antonio, dei fornaciai e dei carbonai ed anche delle bestie, abbondanti sulle malghe durante il periodo del pascolo.

La Chiesa presenta la facciata suddivisa in tre ordini con affreschi di fine XVIII secolo che, in alto, ritraggono sant’Antonio; nel registro mediano san Luigi Gonzaga e sant’Agnese: in basso san Pietro e san Paolo.

All’interno, l’unica navata completa una struttura completamente rinascimentale. Non ci sono altari laterali.
La pala ad olio su tela di ignoto, ma di scuola veneto-tizianesca, risalente al Cinquecento, raffigura la Madonna con il Bambino e sant’Antonio in contemplazione. Ai lati, dipinti, due angeli mostrano il Corpo ed il Sangue di Cristo, mentre dal cielo una folta schiera di cherubini beatificano la visione celeste del Santo.
Una statua del Santo è posta in una nicchia.

 

Affreschi del tardo Settecento sono sulla volta della navata, con episodi della vita di sant’Antonio. Il Santo che (1) con il consenso evangelico vende tutto e segue il Signore; (2) dona ai poveri i suoi averi prima di ritirarsi nel deserto; (3) trova San Paolo eremita ed un corvo mandato da Dio li sfama con del pane; (4) viene molestato dai demoni; (5) libera per divina grazia alcuni indemoniati e (6) trova san Paolo morto.

 

La devozione al Santo patrono del paese aveva la sua massima espressione durante la festa a lui dedicata, il 17 gennaio, occasione in cui i devoti offrivano la lana deponendola in grandi ceste collocate presso le porte della Chiesa, prima che essa venisse messa all’incanto al termine delle cerimonie. Era anche usanza offrire in dono a sant’Antonio il formaggio, la ricotta ed il burro della prima cagliata di ciascuna malga delle valli.

 

Link:
http://www.parrocchiacorteno.it/index.php/le-chiese/14-s-antonio

http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=57739

Data compilazione scheda:
Rilevatore: AC


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