VITERBO, frazione Bagnaia. Chiesa di Sant’Antonio abate
Piazza XX Settembre
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La chiesa affaccia sul lato sud di Piazza XX Settembre. Nel 1574 la Confraternita di Sant’Antonio abate, che in origine aveva il proprio luogo d’incontro nel borgo “di dentro“, domandò al Comune di fabbricare sulla piazza Maggiore una chiesa in onore del proprio santo patrono. A seguito di ciò nacque nella nuova piazza del Borgo “de fori” la chiesa omonima, con la posa della prima pietra da parte del cardinale Giovan Francesco Gambara il 15 dicembre del 1575, come attesta la lapide posta sulla parete esterna destra della chiesa.
Il ciclo di affreschi fu eseguito tra il marzo del 1588 e il gennaio del 1592 sotto la direzione di Domenico Bianchi, autore del vasto programma iconografico. Il pittore bolognese segue la corrente manierista del tardo Cinquecento.
La facciata rivestita in pianelle di cotto si sviluppa su due ordini sovrapposti separati da una mensola marcapiano; quattro lesene in peperino di ordine tuscanico disposte simmetricamente, due per lato ai lati del portale e della finestra inquadrano entrambi gli ordini architettonici. Sopra il tetto si scorge il campanile a vela che ospita due campane.
L’interno si presenta ad unica navata con soffitto a volta decorata con dei motivi a stella di colore rosso bruno su fondo senape. Una mensola in stucco corre lungo tutto il perimetro della chiesa delimitando l’attacco della volta sulle pareti, le stesse, bianche ospitano disposte simmetricamente due cappelle per lato. Ogni cappella è decorata con archi e lesene in grigio. Appena entrati nella chiesa, nella parete sinistra vi sono delle lapidi cimiteriali.
Sul primo altare a sinistra, una tela dell’artista romano Gaetano Sortini dipinta nel1784 riproducente San Nicola di Bari.
Il secondo altare a sinistra, era dedicato originariamente nel XVI secolo a Santa Caterina da Siena a seguito di un lascito fatto da parte dell’arch. Tommaso Ghinucci di 300 scudi; in seguito fu consacrato al SS. Salvatore con la collocazione della tela a lui dedicata, di autore ignoto del XVII secolo, che vi fu trasferita nel 1775 in occasione dei restauri promossi dal cardinal Lante della Rovere, dalla chiesa della Madonna del Rosario: è una riproduzione di un dipinto su tavola del SS. Salvatore, scoperto nel 1283 nell’agro viterbese; l’originale si trova nella Chiesa di Santa Maria Nuova a Viterbo. Sull’altare della seconda cappella sinistra è posto un ovale ligneo dipinto ad olio con l’immagine di Santa Lucia opera dell’artista Riccardo Sanna del 1996.Ogni anno, il 13 dicembre, per la festa della Santa, l’altare viene riccamente addobbato.
Il grande arco trionfale che dà accesso alla zona absidale è decorato con un dipinto a finto marmo interrotto al centro e agli estremi da tre tondi. All’interno del tondo centrale la colomba dello Spirito santo; a sinistra la lettera alfa a destra l’omega.
Dietro l’altare maggiore nella zona absidale, è inserita all’interno di una nicchia una statua lignea di Sant’Antonio abate benedicente, affiancato dal maialino e dal fuoco. L’opera della fine del XVI secolo testimoniata in situ già nella visita pastorale del Cardinal Muti nel 1616.
Nella parete di fondo dell’aula si aprono simmetriche due porte che danno accesso alla sacrestia. Sopra queste, due tondi di autore ignoto con dipinti a sinistra il volto di Santa Caterina da Siena, a destra quello di San Filippo Neri, databili al XVIII secolo.
Nelle pareti laterali della zona absidale, simmetricamente disposte ai lati dell’altare, due pitture del viterbese Pietro Papini della fine del 1700, a sinistra San Rocco, a destra San Vito.
Le pareti dell’abside e della volta sono decorate con motivi rosso-bruno riproducenti la fiamma stilizzata – riferimento diretto a Sant’Antonio – e il monogramma S.S. – A. R. riprodotto all’interno di un cerchio – anche questo chiaro riferimento ai Santi a cui è dedicata la chiesa, Antonio e Rocco.
Nella volta dell’abside è raffigurata la SS. Trinità, affresco di autore ignoto riferibile al XVIII secolo. La parete destra si conclude con un ambiente simmetrico al lato opposto che si apre entro un arco con un piccolo terrazzo ricavato nella parete. Una mensola lignea delimita lo spazio da cui originalmente la nobiltà e i confratelli potevano assistere alla Santa Messa.
Il secondo altare a destra è dedicato alla Madonna del Carmelo; ospita una tela di notevole pregio, dipinta da Baldassarre Croce del 1588 come testimoniato dal cartiglio dipinto in basso a destra. Vi è raffigurata la Sacra Famiglia con San Giovannino.
Sull’altare ai piedi della grande tela, si trova una tavola dipinta ad olio di autore ignoto con l’immagine di San Domenico.
Il primo altare a destra è dedicato a San Francesco di Paola, è ornato da una tela raffigurante il Santo, opera di Tommaso Giusti, architetto viterbese del primo 1800. Posta sull’altare ai piedi della grande tela, si trova una tavola ovale dipinta ad olio di autore ignoto con l’immagine dell’Arcangelo Michele.
Sulla parete di destra, accanto all’uscita, è posta una lapide marmorea datata 1595, a ricordo della fusione della Confraternita di Sant’Antonio con quella di San Rocco voluta dal vescovo di Viterbo, Mons. Gerolamo Matteucci, per far terminare le continue molestie reciproche delle due Compagnie.
Nel pavimento si aprono delle botole quadrate che permettevano in età medievale la sepoltura dei confratelli al di sotto della pavimentazione. Nella parete nord si trova un affresco del XVIII secolo.
La festa di S. Antonio si svolge con lo scenografico “focarone“, una pira di oltre 8 metri di altezza per circa 30 metri di circonferenza, che viene acceso la sera del 16 gennaio in Piazza XX Settembre. A seguire si svolge la cena tipica allietata da musica dal vivo. Il 17 gennaio si celebra la Santa Messa con la benedizione degli animali, per poi lasciare spazio alla degustazione di cioccolata calda e Cavallucci di Sant’Antonio.
Testo e immagini da:
https://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-di-santantonio-abate-bagnaia-vt/
https://bagnaia.artecitta.it/chiesa-di-santantonio/







