TRIVIGNO (PZ). Chiesa di Sant’Antonio abate
Via Savonarola, 17
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La chiesa esiste fin dal 1691 ed è situata in uno dei vicoli del borgo, nel rione Casale.
Nel 1762 la chiesa fu ampliata dal sacerdote Don Giovanni Angelo Sassano, furono inseriti i due altari lignei ubicati lungo il lato sinistro della prima metà del XVIII secolo
Il Comune di Trivigno fece eseguire lavori di manutenzione nel 1894.
Tra il 2014 e il 2015 vennero effettuati lavori di restauro.
L’edificio ha una facciata austera sulla quale si aprono due finestre ellittiche; in alto a destra è collocata la cella campanaria. Il portale in pietra è delimitato da due lesene terminanti con capitelli e i vecchi battenti sono stati ricoperti, in epoca recente, da una lamina di rame sbalzato.
È a pianta basilicale, ad una navata; sui due lati si aprono cappelle che ospitano altari risalenti alla prima metà del ‘700 (in legno intagliato e dipinto, opera di artigiani lucani che riprendono motivi di scuola napoletana) e le statue di Sant’Anna e della Madonna del Carmine, sui rispettivi altari del lato destro.
Sul lato sinistro sono disposti altri due altari; di San Michele, in legno scolpito a motivi floreali in rilievo. La statua di San Michele Arcangelo, degli inizi del 1800, si erge su due gradini ed è delimitata da un baldacchino fatto di fregi e colonne dorate con intaglio a rilievo.
Il secondo altare del lato sinistro è deputato ad accogliere la statua, della seconda metà del Seicento, di Sant’Antuono / Antonio abate. Il Santo viene riproposto con i consueti attributi del bastone e del campanello e, nell’altra mano, un libro da cui fuoriescono lingue di fuoco.
Nella prima cappella di sinistra si può ammirare anche un olio su tela raffigurante “L’educazione della Vergine”, del pittore Domenico Eletto, 1884. La volta dell’abside è abbellita da un dipinto con cornice a stucco, raffigurante al centro, in un nimbo dorato, l’Ostia con il Calice che poggia su tralci di vite ornati da foglie e grappoli d’uva. Il soffitto, bello nella sua semplicità, presenta due riquadri lignei che incorniciano, tra quattro rosoni, rispettivamente le immagini della Madonna del Carmine e di San Michele Arcangelo: i dipinti a tempera su tavola risalgono alla fine del 1700 e s’ispirano a modi stilistici napoletani.
La festa di Sant’Antonio è ancor oggi molto sentita e si articola in due momenti: la sera del 16 gennaio, dopo la celebrazione religiosa, viene acceso il fuoco antistante la cappella e il parroco benedice gli animali – prevalentemente animali domestici – mentre, il sabato successivo, viene riproposto fedelmente il rito tradizionale ovvero la raccolta della legna di casa in casa da parte dei bambini che girano per il borgo in costume tipico, la benedizione dei buoi portati da paesi vicini e il giro dei muli intorno alla cappella. Infine il parroco, il sindaco e le altre autorità procedono all’accensione prima del fuoco del Casale e, per ultimo, del falò in legna più grande d’Italia, intorno al quale ci si intrattiene per tutta la notte tra concerti di musica popolare, balli, buon vino e degustazione di prodotti tipici nel percorso enogastronomico che si dipana per tutto il corso principale. Si dà così il via, in maniera gioiosa, al Carnevale perché, come si dice a Trivigno, “chi vol’ carn’val’ bbuon’ accum’nzass da u juorn’ d’ Sant’Anduon”.
Link:
https://www.regione.basilicata.it/giunta/site/giunta/detail.jsp?sec=100133&otype=1023&id=3003875
https://reteitaliana.santantuono.it/festa-di-santantonio-abate-a-trivigno/
Rilevatore: AC



