RAVENNA. Museo d’arte della Città, dipinto di s. Antonio abate, XV secolo

Tempera su tavola di 48 x 42 cm
Inventario n. QA0081

Dopo le prime attribuzioni a Taddeo di Bartolo (Berenson, 1932; Perkins, 1938) ed il generico riferimento a scuola marchigiana (Ricci, 1907), la paternità della tavola viene legata, con il Martini (1959a), al nome di Antonio Alberti, soprattutto in virtù delle evidenti assonanze, per quanto riguarda la ricca e raffinata tecnica pittorica, con la “Madonna con il Bambino e una devota” (già nella collezione Kanz di Amsterdam), confermate anche dallo Zeri (lettera del 14-3-1986) e dalla Tambini (1987). Alle corrispondenze nell’uso della decorazione a rilievo in pastiglia e nella caratteristica resa delle vesti a pieghe uncinate, fa riscontro però un calligrafismo insistito e sottile, del tutto estraneo all’Alberti, che fa pensare piuttosto alla tradizione pittorica romagnola, in cui si innestano esperienze sia marchigiane che venete.

 

 

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Regione Emilia-Romagna