CITTÁ SANT’ANGELO (PE), frazione Cipressi. Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate
Strada Provinciale, 1
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Il borgo di Villa Cipressi, o Cipressi, nella metà del Settecento era costituito da un agglomerato di case edificate attorno alla Chiesa di S. Antonio di Padova.
Tale Chiesa, divenuta troppo vecchia, piccola ed in precarie condizioni di stabilità (sono ancora visibili i ruderi nella parte alta della contrada), fu abbandonata e se ne costruì una nuova tra 1921 e 1929 e fu intitolata a Sant’Antonio abate, probabilmente perché protettore degli allevamenti, principale fonte di guadagno della comunità.
Nel 1953 fu redatto un progetto di massima per il completamento della chiesa.
Secondo quanto riportato in “Storia dell’Archidiocesi di Pescara-Penne” dell’arcivescovo Iannucci, la chiesa venne completata nell’ottobre 1965. Presumibilmente la notizia è da riferire in particolare allo spazio interno.
Nel 2001 sono stati effettuati lavori di consolidamento statico della copertura.
Edificio isolato, imponente struttura realizzata in muratura portante di mattoni pieni.
La facciata è realizzata in laterizio. La forma è in parte riconducibile ad un quadrato, diviso in tre settori verticali da paraste. Il settore centrale, più largo, è prolungato in alto con una lastra, realizzata ancora in mattoni, che contiene un piccolo rosone chiuso, con motivi geometrici in pietra, e termina a due falde. Le cornici delle due falde centrali più alte, e dei due elementi laterali orizzontali, sono realizzati con complesse modanature in laterizio e due ordini di arcatelle caratteristiche del romanico lombardo-abruzzese. Nella parte bassa della facciata, due finestre alte e strette nelle fasce laterali e il portale centrale, con tre livelli di chiusura sommitale, a tutto sesto, a sesto acuto e a due falde rettilinee superiori.
Il piccolo campanile a vela è realizzato in laterizio e posto sulla parte posteriore della chiesa, in corrispondenza dell’arco di trionfo.
La pianta dell’aula è rettangolare, a navata unica, non corrispondente alla tripartizione della facciata. Lo spazio della navata è scandito da paraste che individuano cellule alternate con finestre a sesto acuto e nicchie a sesto ribassato che contengono statue. Un imponente arco di trionfo intonacato, con modanature in mattoni, che continua nel muro superiore, chiude la struttura rettangolare coperta a due falde. Oltre l’arco l’abside trapezoidale, più basso, coperto con tetto a padiglione.
Le pareti interne sono intonacate di colore giallo, con basamento viola e paraste rosa, e finestre ogivali con vetrate decorate policrome. La copertura è costituita da una ripresa moderna di una volta a botte cassettonata in legno, a sezione poligonale.
All’interno è custodita una statua di sant’Antonio abate.
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