BUCCINO (SA). Chiesa parrocchiale ed ex-convento di Sant’Antonio abate
Piazza Municipio, 1
https://goo.gl/maps/fXovbi883U25chUr5
Il complesso agostiniano di S. Antonio abate, con la chiesa, costituisce una delle testimonianze più imponenti ed antiche dell’ordine eremitano in Campania. I locali dell’ex convento sono oggi sede della casa comunale e del suggestivo Museo Archeologico Nazionale di Volcei “Marcello Gigante”.
La tradizione seicentesca ne data la fondazione al 1222, ma recenti ricerche fanno risalire l’origine della comunità agostiniana buccinese ad un nucleo precedente di monaci ospedalieri d’ispirazione antoniana, poi confluito negli eremitani di S. Agostino. La fondazione del convento va quindi collocata presumibilmente intorno al 1292, anno in cui il cavaliere provenzale Guidone d’Alemagna ottenne la signoria di Buccino.
La chiesa, originariamente dedicata a S. Antonio di Vienne fu consacrata il 3 maggio 1376 alla presenza di Niccolò d’Alemagna, feudatario di Buccino.
Probabilmente il complesso fu sottoposto a diversi interventi di restauro a seguito dei vari terremoti che colpirono Buccino nel 1466 – quando fu necessario un ampio restauro del chiostro conventuale, condotto nel 1467 dall’architetto Natale de Ragusia – nel 1561 e nel 1563. Tra il 1693 e il 1694 per iniziativa del priore agostiniano Vincenzo Basile fu rifatto il muro dell’atrio.
Nel 1727 fu commissionata agli scalpellini Alessandro Saverisi e Gennaro Vasduino da Calvanico la costruzione dell’altare maggiore.
Intorno al 1730, la chiesa a causa della sua vetustà subì una serie di crolli che costrinsero i padri a procedere ad un rifacimento a fundamentis, grazie anche ad un prestito ottenuto allo scopo dal convento di S. Agostino Maggiore di Napoli.
Nel 1752 fu affidata a Francesco Conforto e Nicodemo Lanzetta di Calvanico la decorazione in stucco della chiesa, all’organaro Francesco Mangino da S. Rufo la costruzione del nuovo organo. Il rifacimento della struttura della chiesa fu completato nel 1753, come ricordato da un’iscrizione commemorativa murata in chiesa a lato del coro.
Nel 1803 fu iniziata la costruzione del campanile di stile neoclassico, come attestato dall’iscrizione collocata alla base dello stesso.
Nel 1809 il convento buccinese fu soppresso in base alle leggi napoleoniche e la chiesa fu chiusa al culto. Nel 1812 i locali della chiesa e del convento furono assegnati al Comune; furono poi riaperti nel 1819 e riassegnati agli Agostiniani, ma furono chiusi definitivamente a seguito della legge di soppressione degli ordini religiosi del 1866. L’amministrazione comunale di Buccino il 12 agosto 1867 ne acquisì gratuitamente la proprietà e il convento fu destinato a sede del Municipio, che vi è collocato ancora oggi.
Per l’impossibilità economica dell’amministrazione comunale a provvedere alla chiesa, sembrò perciò destinata alla chiusura; solo la preoccupazione del sindaco per una possibile reazione violenta della popolazione e l’impegno dell’intero clero buccinese a garantirne gratuitamente il funzionamento consentirono che essa restasse aperta al culto.
Per le vicende del Polittico che adornava la chiesa, vedi scheda.
Nel periodo della prima guerra mondiale fu adibita a magazzino viveri, legnaia e deposito, con inevitabili conseguenze per il suo patrimonio monumentale e sugli arredi.
Nel 1930 si riuscì a riparare in economia la tettoia della chiesa grazie ad un finanziamento del Comune. Successivamente la chiesa rimase chiusa al culto e nuovi danni furono provocati anche dal bombardamento inglese del 16 settembre 1943 e che rese necessaria una nuova riparazione al tetto. Dopo il restauro della cupola e del tetto, della sacrestia e del campanile, la chiesa fu riaperta al culto il 16 dicembre 1944. Il 24 giugno 1945 fu inaugurata ufficialmente dal vescovo Palatucci.
Il terremoto del 23 novembre 1980 danneggiò gravemente la chiesa, provocando crolli nella copertura e nella sacrestia e gravi disconnessioni alle pareti laterali, comportandone la chiusura temporanea in attesa dei necessari lavori di consolidamento. Altre scosse sismiche nel 1996 provocarono nuove lesioni alle arcate e alle volte della navata e crolli localizzati della copertura, che costrinsero il Comune a transennare il lato prospiciente la piazza del municipio. Successivi lavori di urgenza hanno permesso di mettere in sicurezza la chiesa e di riaprirla al culto.
Nel 2017 hanno avuto inizio i lavori d restauro della chiesa e della sagrestia consistenti principalmente nel consolidamento degli stucchi esistenti e dell’arco trionfale, tinteggiatura, pavimentazione dell’aula liturgica, dell’abside e della sagrestia, rifacimento dell’impianto elettrico e di amplificazione, realizzazione dell’impianto di videosorveglianza e di antifurto. I lavori sono terminati nei primi di giugno 2018.
Il campanile in stile neoclassico è strutturato in tre corpi col paramento in blocchi squadrati, di cui quelli inferiori sono tagliati da una cornice dorica; i due inferiori presentano aperture a monofore su un unico lato, mentre il corpo più alto è aperto su tutte le quattro facciate.
La Chiesa è accessibile da un ingresso principale all’interno del complesso conventuale e da un ingresso secondario in via S. Antonio, entrambi circoscritti da portale in pietra locale. La facciata d’ingresso è caratterizzata da un portico che collega la chiesa al convento ad essa adiacente. Il portale d’ingresso è in pietra locale con portone in legno. Sul lato destro trovasi murato all’altezza di un metro un busto di donna di grandezza oltre il naturale con lunghi capelli disciolti a forma serpentina e con seno scoperto.
Le strutture verticali sono in muratura di pietrame intonacate sulle facce e quelle orizzontali sono voltate per le coperture degli ambienti con sovrastanti sistema a capriata lignea con falde inclinate.
La pianta rettangolare presenta un’unica navata che presenta al primo ordine, sei cappelle disposte su entrambi i lati, al secondo ordine, dopo una alta cornice a modo di trabeazione, si aprono sei finestre, di cui le tre su lato nord risultano per i tre quarti coperte da pareti antistanti.
L’aula è coperta da volta a botte lunettata e decorata con cornici e stucchi. Il presbiterio, disposto ad una quota maggiore rispetto la navata, presenta una pianta pressoché quadrata e copertura con volta a vela con sesto ribassato. Lateralmente si aprono due cappelle, dotate al secondo ordine di finestre, decorate con stucchi, fregi e cornici. Sul presbiterio è presente l’altare maggiore in marmo policromo dietro il quale insiste la sacrestia, spazio regolare di geometria quadrata, coperto da volta a vela. Il fondo della sacrestia, che corrisponde al fondo dell’intera chiesa, presenta una nicchia contenete la statua del Santo a cui è dedicata la fabbrica religiosa con motivi a stucco che la inquadrano. Dalla sacrestia, superando un dislivello di circa un metro, si accede ad un locale (ex sacrestia) di altezza interna pari a e coperto con volta a vela.
La pavimentazione è costituita da fasce in pietra locale poste in corrispondenza delle lesene che riquadrano superfici piastrellate con elementi quadri posti a cardamone. Gli scalini ed il basamento dei prospetti interni sono anch’essi in pietra locale a massello. Vi sono lapidi funerarie gentilizie inserite nella pavimentazione della navata e presbiterio.
https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1500224356







