VITTORIA (RG). Resti della ex Chiesa di Sant’Antonio abate
Via Magenta / Via Bari
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Ciò che rimane di questa chiesa, in disuso e in buona parte crollata, che manca delle coperture e di parte del paramento murario del lato sinistro, è la parte inferiore della bella facciata barocca e il lato destro.
I “Riveli” della città di Vittoria indicano la nascita del quartiere di S. Antonio tra il 1623 e il 1638 per cui si può supporre che in quel lasso di tempo venne dato inizio alla costruzione della chiesa.
Nel 1693 la chiesa fu danneggiata dal terremoto.
Tra 1750 e 1760 l’edificio fu ricostruito nello stile barocco tipico del Val di Noto.
Nel 1860 la chiesa fu chiusa al culto e trasformata in stalla. Nel 1878 cominciarono a crollare parti dell’edificio. Un foto del 1920 mostra il crollo delle coperture e del prospetto laterale sinistro.
Nel 1982 la chiesa fu acquistata dalla Fondazione S. Giovanni Battista che la donò nel 2003 alla parrocchia San Giovanni Battista di Vittoria.
Tra 2012 e 2014 sono stati effettuati lavori di messa in sicurezza, consolidamento e restauro dell’edificio.
La chiesa doveva avere un prospetto “a torre” tipico delle chiese barocche della Sicilia sud-orientale che, probabilmente per problemi legati al reperimento di fondi, è rimasto incompleto, fermandosi alla realizzazione del primo ordine. Questo presenta un paramento murario in pietra arenaria diviso in tre partiti da paraste con capitello ionico; il partito centrale risulta più ampio e più avanzato rispetto ai due laterali caratterizzati da una leggera curvatura. I partiti laterali sono ciechi mentre in quello centrale si apre il sontuoso portale d’ingresso circondato da una cornice in pietra intagliata che termina in alto con due volute ed un timpano centrale.
L’interno, ad aula unica a pianta rettangolare con i lati corti concavi, ha il presbiterio sopraelevato e absidato e diviso in partiti da paraste in stucco con capitelli ionici che richiamano quelli del prospetto. Nei partiti delle pareti laterali si alternano quattro arcate, due per lato, che ospitavano gli altari laterali e quattro nicchie sormontate da cornici in stucco a ottagono modificato che verosimilmente ospitavano dipinti su tela, come nella vicina chiesa di S. Francesco di Paola.
Il pavimento, anticamente in mattonelle di maiolica policroma siciliana di cui sono state rinvenute tracce nei recenti lavori di restauro, è stato realizzato in pietra calcarea bianca mentre i gradini del presbiterio in pietra calcarea nera.
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