ASCIANO (SI).Chiesa di San Lorenzo in San Francesco, varie immagini di s. Antonio abate, primi decenni XV secolo
Sant’Antonio abate e sue Storie, parete destra.
Primo decennio del XV secolo attribuzione incerta: pittore orvietano o Jusafa di Filippo Mei (documentato tra il 1373 e il 1410).
L’affresco è composto da quattro storie che sono disposte in modo anomalo, un possibile lettura inizia dalla seconda scena in basso a sinistra dove c’è Sant’Antonio abate battuto dai diavoli [I] e consolato dall’apparizione di Cristo nella parte destra alta del riquadro.
In alto a sinistra vi è l’Incontro col centauro [II]e nell’angolo in alto a sinistra si inserisce la scena cronologicamente precedente dell’apparizione ad Antonio di un angelo che lo esorta ad andare nel deserto a cercare il primo eremita Paolo.
Nella parte destra dell’affresco, in alto, il Pasto di sant’Antonio abate e san Paolo Eremita [III] con la palma e la fonte d’acqua che dividono la scena in due parti quasi simmetriche.
In basso a destra le Esequie di Sant’Antonio [IV] dove un folto gruppo di monaci si affolla presso il cataletto al quale si avvicinano, da sinistra, due storpi in cerca di guarigione.

Separano le due serie di Storie una doppia specchiatura a finto marmo davanti alla quale doveva essere posta una statua del Santo.
Nel Museo di Palazzo Corboli ad Asciano è conservata una statua lignea del Santo attribuita ad uno scultore senese della fine del XIV secolo e che, dopo la tamponatura della nicchia fu posta sul terzo altare di sinistra. L’opera rappresenta sant’Antonio in piedi, con un mantello nero sotto cui si intravede un saio marrone, con la mano destra alzata in segno di benedizione e un libro trattenuto col braccio sinistro e la mano stretta a pugno doveva reggere un bastone, perduto.
Negli sguanci della nicchia sono raffigurate le grandi figure della patrona di Asciano sant’Agata a sinistra e di san Cristoforo a destra.
I quattro riquadri delle Storie di sant’Antonio sono sormontate, nella lunetta, da una Madonna col Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Giovanni Battista.
Opera di Agostino di Marsilio, prima metà del XV secolo, è l’affresco staccato – proveniente dalla parete destra e ora posto nella controfacciata – della Madonna col Bambino tra sant’Antonio abate, san Giuliano (?) e una donatrice. Presenta ampie lacune e sant’Antonio, a sinistra, è riconoscibile per l’abito e il bastone. In basso a destra è raffigurata la donatrice – una bella figura femminile dai lunghi capelli biondi presentata dal santo cavaliere.
La chiesa sorge ove vi era un edificio sacro dedicato a san Lorenzo, presso il quale si stabilì, probabilmente nel primo quarto del XIII secolo, una comunità di frati minori. L’attuale chiesa fu la prima costruzione del complesso conventuale ad essere iniziata, nel 1270 circa, per venire terminata perlomeno nell’area absidale presumibilmente nell’anno 1300.
La chiesa subì tra il XVII e il XVIII secolo massicci interventi di ammodernamento con l’erezione degli altari barocchi, la chiusura delle nicchie affrescate e dei finestroni gotici, e l’imbiancatura di buona parte delle pitture murali. Il convento fu soppresso nel 1808; nel 1826 venne fondata la compagnia laicale di Sant’Antonio abate per la cura della chiesa, cui subentrò nel 1894 quella di San Crispino; gli altri edifici del complesso, invece, divennero abitazioni private. Per tutto il XX secolo la chiesa fu oggetto di restauri conservativi, dei quali i più ingenti messi in atto tra il 1985 e il 1988.
Bibliografia, parte dei testi e immagini:
Giura G., San Francesco di Asciano, opere, fonti e contesti per la storia della Toscana francescana, Mandragora, Firenze 2018
Matteuzzi N., Affreschi agiografici iconico-narrativi in Toscana (1320-1490), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Firenze, AA 2010-2012, pp. 224-27
Link:
https://www.asciano.org/?page_id=886
Rilevatore: AC




