FONTANETTO PO (VC). Chiesa di San Sebastiano, due affreschi con s. Antonio abate, metà XV secolo
La piccola chiesa fu eretta forse nel IX secolo, quando i monaci di San Genuario, dopo la distruzione della Cestis Romana a causa delle incursioni barbariche, edificano qui intorno i primi casolari per la coltivazione e la bonifica dei terreni di questa zona. La chiesa funzionò da prima parrocchiale, quando il nucleo abitativo era verosimilmente collocato intorno ad essa. Interventi successivi, in particolare quello del XV secolo, hanno portato alla struttura attuale che misura 10 x 20 m ed è considerata uno dei gioielli dell’architettura romanico-gotica del Vercellese.
In origine fu intitolata al vescovo s. Martino di Tours, ma nel ‘400, fu consacrata a san Sebastiano, protettore, insieme a S. Rocco, contro le pestilenze.
La chiesa, salvatasi miracolosamente dal bombardamento del 1944 che aveva colpito il quartiere, fu restaurata nel 1951.

Disposta lungo l’asse nord-sud con accesso da nord, presenta paramento in laterizio a vista. Un basso setto murario con monofora e campana, coperto da due file di coppi, emerge dal retro della struttura della navata e funge da campanile.
La facciata a capanna è tripartita da due lesene che incorniciano l’attuale sobria porta di ingresso, che ha sostituito la precedente più elegante porta di forma ogivale, i cui segni sono ancora visibili.
Corre tutt’intorno alla chiesa – sulla facciata, sui lati e sul tamburo dell’abside – un grazioso coronamento ad archetti ogivali pensili intrecciati e sovrastati da billettes. Anche la bell’abside semicircolare testimonia l’origine pienamente medievale della chiesa. L’interno è a navata unica culminante in un abside semicircolare con semicupola che include il presbiterio; il soffitto è a capriate.
Sulle pareti laterali, numerosi affreschi, purtroppo in cattivo stato di conservazione, databili tra la metà del 1400 e tutto il 1500. Essi compongono una variegata teoria di santi e Madonne col Bambino che fa pensare a degli “ex voto” giustapposti casualmente, piuttosto che ad una decorazione ispirata ad un qualche programma iconografico. Sotto un’icona figura la scritta “Berrinus F.F. 1440”.
«La bottega del “Maestro di Domenico della Marca di Ancona” fu chiamata da più committenti per realizzare una serie di affreschi, buona parte dei quali reca la data 1455 e i nomi dei rispettivi donatori, molti dei quali di difficile
trascrizione.»(1)
Sulla parete sinistra, nel primo riquadro, commissionato da “Nicollinis Ceri[…]” sono le figure di sant’Antonio abate con in mano il bastone e il libro e di san Gottardo. (Vedi foto a destra.)
Seguono una Trinità; una Madonna col Bambino e santa Caterina d’Alessandria; santa Liberata con i santi Gervasio e Protasio(?); una Madonna col Bambino e san Giovanni battista; a destra sant’ Antonio abate, con in mano libro e bastone; san Sebastiano. (Vedi fotografia in alto e particolare sotto a sinistra).
Sulla parete destra sono una Madonna del latte; san Giacomo maggiore e san Cristoforo.
Assai più recente è la rappresentazione di un pregevole volto di Madonna visibile in capo alla parete laterale destra: fu disegnato durante la guerra del ‘15-’18 da un militare che trovò alloggio, insieme ad un gruppo di commilitoni, all’interno della piccola chiesa.
Links:
https://www.comune.fontanettopo.vc.it/ita/pagine/dettaglio_pagina.aspx?id=2
https://it.wikipedia.org/wiki/Fontanetto_Po
https://archeocarta.org/fontanetto-po-vc-chiesa-di-san-sebastiano/
Bibliografia e citazione:
BONICATTO Simone, Il Maestro del chirurgo Domenico della Marca d’Ancona e il contesto pittorico del Canavese, Editris, Torino 2022, pp. 61-3
Immagini da Wikimedia e, per gli affreschi, dal citato testo di Bonicatto.




