TARZO (TV), frazione Arfanta. Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, dipinto con s. Antonio abate
Già dipendenza della pieve di Tarzo, diventò parrocchiale nel XV secolo. Nel 1672 fu ridotta a curazia di Corbanese, ma il paese riebbe autonomia ecclesiastica dal 1947.
Le parti più antiche dell’edificio risalgono al Quattrocento, ma è stato più volte rimaneggiato. Restano ignoti la data dell’ultima consacrazione e il nome vescovo officiante. Il campanile risale al 1722, probabilmente edificato sulla base di una precedente struttura.

Tra le opere conservate all’interno, sull’altare maggiore marmoreo, opera di primo Settecento di Marco Toresini, c’è una tavola firmata e datata 22 agosto 1522, di Francesco da Milano o Francesco da Figino (documentato 1502 – 1548): “Madonna col Bambino tra i santi Bartolomeo, Michele, Sebastiano, Antonio abate e un committente”.
Sant’Antonio è a destra in alto, con barba bianca, tau sul mantello, appoggia le mani sul bastone a tau cui è appesa una campanella.
In questo dipinto convivono quella particolare attenzione per il delicato sfondo paesaggistico e la nota capacità di accendere di compatti colori le monumentali figure, esempio del del coniugarsi in questo artista dell’originaria formazione lombarda con le novità della pittura veneta del Cinquecento.
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